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Centrodestra, Maurizio Fugatti candidato presidente anche per Grisenti, Kaswalder e Cia. Fi e FdI: ''Inaccettabile che il nome sia stato imposto''

Ad appoggiare la candidatura del sottosegretario leghista Agire, Progetto Trentino, Udc, Autonomisti Popolari e l'Associazione Fassa. Michaela Biancofiore: ''Ora non escludo di aprire un dialogo con il centro'' mentre per Marika Poletti (Fli): "La questione ora passa al tavolo nazionale. Il nome di Fugatti è stato imposto anche da dinamiche nazionali''

Di Giuseppe Fin - 03 agosto 2018 - 19:33

TRENTO. I primi effetti dell'alleanza di governo tra Lega e 5 Stelle arrivano anche in Trentino. La coalizione di centrodestra, quella che abbiamo sempre conosciuto, oggi si è spaccata con Lega, Agire, Progetto Trentino, Udc, Popolari Autonomisti e l'associazione Fassa che hanno dato il via libera alla candidatura di Maurizio Fugatti come candidato presidente per le elezioni provinciali del 21 ottobre.

 

Dall'altro lato, però, Fratelli d'Italia e Forza Italia hanno deciso di non unirsi al consenso ed uscire (almeno per il momento) dalla coalizione che sosterrà Fugatti. Accanto a loro ci sono anche Civica Trentina, non presente al tavolo di oggi dove i rappresentanti delle liste di centrodestra si sono riuniti, ma che già più volte ha sostenuto il proprio no alla candidatura di Fugatti e la Rivoluzione Felice di Gios.

 

“Più che una rottura della coalizione – ha spiegato Mirko Bisesti, segretario della Lega – diciamo che abbiamo avuto una sua definizione ufficiale. Va detto che non siamo una coalizione con le porte blindate ma oggi era importante creare un nucleo fondante perché le troppe geometrie variabili non vanno bene”.

 

Bisesti, con una nota, ha spiegato che si chiude oggi con un successo la fase che ha visto l’adesione delle forze civiche e autonomiste al progetto di “cambiamento per il Trentino” in occasione delle prossime elezioni provinciali. “Una coalizione – spiega - quella composta da Lega e forze politiche civiche, popolari e autonomiste, innovativa e che prevarrà sulle ormai obsolete forze del centrosinistra. La nostra sarà una coalizione improntata fortemente sul carattere territoriale popolare autonomista e sovranista dato che sarà guidata da Maurizio Fugatti che ora dovrà accettare ufficialmente la candidatura a Presidente della Provincia Autonoma di Trento”.

 

Per il segretario delle Lega che in questi mesi ha guidato la mediazione per la candidatura di Fugatti, “la nostra autonomia è stata pesantemente minata da anni di guida del centro-sinistra e soprattutto da Ugo Rossi che, da capofila del Partito Autonomista Trentino Tirolese, ha gestito la cosa pubblica in modo inadeguato, mostrando una stanchezza che è fisiologica per una coalizione che da vent'anni guida il Trentino. La nostra coalizione sarà però anche di forte stampo popolare poiché noi ci rivolgiamo al popolo trentino e cerchiamo di risolvere i problemi che lo affliggono ogni giorno”.

 

Entusiasta del risultato ottenuto e della candidatura ufficiale di Maurizio Fugatti è Claudio Cia di Agire che al vertice è stato rappresentato da Sergio Binelli e Elena Sester. “Io voglio ringraziare Mirko per la pazienza, soprattutto perché ci ha fatto vedere un volto della Lega che a mio parere esprime una garanzia di capacità di governo. Come abbiamo visto in questi mesi, la Lega ha dimostrato di saper dialogare, confrontarsi ma anche di saper decidere”.

 

In merito alla decisione di Forza Italia e Fratelli d'Italia, Cia spiega che “la scelta presa oggi ha delineato in modo chiaro i confini della coalizione che rimane comunque aperta nei confronti di chi crede in una alternativa al centro sinistra. Noi confidiamo che chi oggi ha fatto una scelta diversa possa rivalutarla”.

 

A spostare la questione ad un tavolo nazionale è Fratelli d'Italia che oggi era presente all'incontro del centro destra con la presidente Marika Poletti. “Come Fratelli d'Italia – ha affermato Poletti –  ci siamo sempre impegnati fin dall'inizio ad un allargamento della coalizione in quanto consideriamo fondamentale l'alchimia tra i movimenti territoriali e quelli nazionali”. In merito all'incontro di oggi e al nome di Maurizio Fugatti, la presidente di Fratelli d'Italia ha spiegato che “la Lega dopo aver cassato oltre 10 nominativi più che qualificati e che avrebbero raccolto una coalizione più estesa rispetto a quella seduta al tavolo, ha imposto per dinamiche nazionali, una sola ed unica candidatura, quella dell'onorevole Fugatti. A questo punto per quanto riguarda Fartelli d'Italia il discorso verrà risolto dal tavolo nazionale composto unicamente dalla presidente Giorgia Meloni e dal ministro Matteo Salvini”.

 

A chiedere una coalizione più larga che comprenda le civiche e il movimento di Gios è anche la coordinatrice di Forza Italia, l'onorevole Michaela Biancofiore che durante il vertice di oggi, come provocazione, ha anche affermato di essere pronta a candidarsi presidente.

 

“Dall'incontro di oggi – ha affermato Biancofiore – emerge che la Lega non è evidentemente interessata ad un accordo con Forza Italia e Fratelli d'Italia. Per noi è inaccettabie arrivare al tavolo trovandoci imposto il nome di Fugatti”. Michaela Biancofiore lamenta anche il fatto che nel corso dei vertici di coalizione lo stesso Fugatti non si sia mai presentato ufficializzando la sua candidatura e spiegando cosa volesse fare del Trentino. “Di quello che vuole fare lui – ha spiegato Biancofiore – noi non sappiamo nulla. La logica del prendere o lasciare non è accettabile. Se la Lega non è interessata a Forza Italia e Fratelli d'Italia lo dica senza problemi”.

 

In merito alla candidatura dell'attuale sottosegretario della Lega, Biancofiore chiarisce di non “aver mai detto di no a Fugatti” ma l'ok a questo nome arriva nel momento in cui “riesce a portare a casa la Civica di Borga e il movimento di Gios” che sono “fondamentali per la vittoria del centrodestra e senza i quali non c'è alcuna sicurezza di poter vincere”.

 

Per la coordinatrice di Forza Italia l'atteggiamento assunto dalla Lega “è uno schiaffo a Forza Italia e Fratelli Italia ma anche ai civici che non sono stati stati invitati al tavolo della coalizione come invece era stato fatto in passato”.

 

Una situazione che porta ora Forza Italia ad intraprendere anche possibili altre strade. “Non escludo – ha spiegato Biancofiore – di aprire un dialogo con il centro. Il nostro obiettivo non è spaccare ma unire”. Come provocazione Biancofiore si è detta anche pronta a candidarsi presidente. “E' una provocazione – spiega – ma farei un buon risultato e penso che otterrei anche due o tre consiglieri”.

 

 

 

 

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