Provinciali, il centrodestra dà mandato a Fugatti per ricompattare la coalizione ma Fratelli d'Italia non arretra: "Bene ma nulla cambia rispetto a ieri"
La coalizione di centrodestra, senza Fratelli d'Italia, si è riunita per conferire pieno mandato a Fugatti di ricucire gli strappi con il partito di Giorgia Meloni. Ma per ora nulla cambia sul fronte della candidatura a presidente della Provincia

TRENTO. Il centrodestra prova a ricompattarsi in vista delle elezioni provinciali del prossimo ottobre. Qualche segnale di disgelo tra Lega e Fratelli d'Italia, anche se nulla cambia sul fronte del "ballottaggio" per la candidatura a presidente della Provincia tra il governatore uscente, Maurizio Fugatti, e Francesca Gerosa, proposta dal partito di Giorgia Meloni. Intanto viene data la priorità alla costruzione del programma e all'unitarietà della coalizione, anche se la partita sulla guida in casa centrodestra non può essere secondaria.
La coalizione, senza Fratelli d'Italia, ha dato mandato a Fugatti, come anticipato negli scorsi giorni da Il Dolomiti, di avviare le trattative e di ricomporre gli strappi con Fratelli d'Italia (Qui articolo). Il presidente della Provincia punta a trovare una convergenza e di poter dialogare con il partito di Giorgia Meloni, un riconoscimento dei punti di contatto sui valori e dell'importanza politica.
"Le più recenti novità emerse dall’incontro delle forze politiche alternative al centrosinistra che si sono riunite assieme al presidente della Provincia uscente Maurizio Fugatti se ben sfruttate, e solo se ben sfruttate - dice Alessandro Urzì, commissario provinciale di Fratelli d'Italia - potranno offrire l’opportunità di rinsaldare un fronte omogeneo capace di essere non solo competitivo rispetto alla confusa e debole proposta politica stretta attorno al sindaco della desertificazione di Rovereto Valduga".
Seduto al tavolo invece il Partito autonomista trentino tirolese. Le Stelle Alpine, forti dell'accordo con Fugatti, ribadiscono che non intendono prendere in considerazione altri nomi per la guida della coalizione. Intanto c'è qualche prova di disgelo. "L'incontro è andato molto bene", commenta Mattia Gottardi, assessore e leader de La Civica. "Dopo aver allargato la coalizione al Patt, su mandato concorde di tutti, è stato dato mandato pieno al presidente Fugatti di interloquire con Fratelli d'Italia, considerato da tutti parte della coalizione e partner importante di governo, per chiudere la trattativa e così contestualmente la fase programmatica".
Un Patt considerato un valore aggiunto anche da FdI. "L’aspetto positivo è indubbiamente quello di un’area vasta capace di comprendere anche il segmento autonomista che può essere una parte fondamentale di un progetto politico che però per essere vincente devo fare un salto di qualità in più comprendendo l’intero corpo di Fratelli d’Italia che per il suo peso elettorale e la forza della sua proposta politica non può che costituire uno dei perni assoluti di una coalizione che intende porsi come obiettivo quello della vittoria", aggiunge Urzì. "Abbiamo detto e può essere ripetuto che le chiusure al confronto finora hanno solo reso più complesso il percorso in atto che per Fratelli d’Italia non può che concludersi però con il saldarsi di una coalizione che ha in sé tutti gli elementi della forza, se sfruttati con una visione di lunga prospettiva e disponibilità a mettersi in discussione anche attraverso il voto popolare, che sarà quello che poi infine deciderà il peso delle singole componenti all’interno di una qualunque coalizione".
Spazio alle diplomazie, anche se per il momento nulla cambia. Resta comunque una partita ancora complessa perché non sono mancate le frizioni negli ultimi, ci sono alcune divergenze da appianare e c'è qualche malumore nel centrodestra per la gestione delle alleanze, tanto che il partito di Giorgia Meloni in Trentino non ha escluso di correre in solitaria, appoggiato dalle liste che credono nella proposta Gerosa.
Negli scorsi giorni c'è stato un incontro tra Gerosa e Divina prima (Qui articolo), poi alcuni ex consiglieri provinciali come Civettini e Paternoster ma anche diversi ex segretari di sezione sono usciti allo scoperto per sostenere l'operazione tra la candidata presidente di Fratelli d'Italia e l'ex senatore leghista (Qui articolo). Anche Vittorio Bridi, storico militante leghista e vice presidente del Consiglio comunale di Trento, ha espresso qualche preoccupazione sulle distanze tra Lega e FdI (Qui articolo).
Il partito di Giorgia Meloni, forte del consenso ricevuto alle ultime elezioni politiche, anche in Trentino, non sembra intenzionato a compiere passi indietro. Non c'è un arretramento rispetto al nome messo in campo. "Fratelli d’Italia - prosegue Urzì - intende giocare il ruolo da protagonista. Nulla cambia rispetto a ieri circa le candidature a presidente, quella della Lega e quella di Fratelli d’Italia".
Non c'è ancora un cronoprogramma per sciogliere il nodo candidato presidente. "Questione che in questo momento per ciascuno di noi appare assolutamente secondaria rispetto all’obiettivo indicato dal primo momento che è quello di portare Fratelli d’Italia al governo della Provincia di Trento con tanto potenziale maggiore in più di incidere sulle scelte di cambiamento che si intendono imprimere sulla base del maggiore consenso elettorale che sarà attribuito il 22 ottobre. Nulla tiene, neanche le formule di estemporanee cordate preelettorali, di fronte al valore dei numeri e ai consiglieri che Fratelli d’Italia porterà in consiglio provinciale a Trento all’interno dell’unica maggioranza possibile che è quella che comprende tutte le forze di governo nazionale e quelle territoriali e autonomiste alternative alla sinistra", conclude Urzì.














