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| 07 lug 2023 | 17:31

Provinciali, vertice Fratelli d'Italia-Lega. Urzì: "Senza di noi non si vince". Non si sblocca la partita candidato presidente: "Attendiamo quello che decide il nazionale"

Prove di disgelo tra Lega e Fratelli d'Italia in vista delle elezioni provinciali di ottobre. Un vertice caratterizzato da "franchezza e schiettezza ma anche grande cortesia reciproca. Attendiamo ancora le deliberazioni della dirigenza nazionale e un confronto con le espressioni territoriali con cui l’area ha governato negli ultimi cinque anni, allargate a ulteriori componenti che saranno accolte solo dopo un confronto diretto anche con FdI"

Provinciali, vertice Fratelli d'Italia-Lega

BOLZANO. "Franchezza e schiettezza ma anche grande cortesia reciproca". Questo in sintesi l'incontro tra Fratelli d'Italia e Lega. Negli scorsi giorni il governatore uscente, Maurizio Fugatti, e candidato presidente alla Provincia per quasi tutta la coalizione di centrodestra più il Patt ha ottenuto il mandato per avviare le trattative con il partito di Giorgia Meloni, che propone invece Francesca Gerosa, per trovare un accordo e far rientrare la "crisi" nella Destra.

 

Il vertice si è tenuto oggi, venerdì 7 luglio, all'hotel Laurin di Bolzano. Si è parlato del futuro della coalizione e il capoluogo altoatesino "non è stato scelto a caso. Si è discusso - spiega Fratelli d'Italia - anche di assetti regionali dell’autonomia. Perché questa è una proiezione possibile del lavoro in atto".

 

Un argomento è stato quello della coalizione in vista delle elezioni provinciali del 22 ottobre. "Questo il tema sul quale al di là delle differenti posizioni ancora in campo sulla candidatura a presidente si è incentrata la discussione. Perché, questo il punto sul quale c’è stata volontà comune, il Trentino ha bisogno di contrapporre al desertificatore di Rovereto Valduga, che ora minaccia la Provincia di Trento, un assetto di governo solido. E' sempre più chiaro che senza FdI nessuna coalizione potrà vincere".

 

Il partito di Giorgia Meloni è certo, "di potere offrire alla coalizione alternativa a Valduga una impronta di realismo e concretezza che deve essere la marcia in più con cui si governerà nei prossimi cinque anni", commenta Urzì. "E' una impronta che tanto più profonda sarà tanto più sarà forte il consenso verso questa componente della maggioranza di governo che esprime la stessa presidente del Consiglio Meloni il prossimo 22 ottobre. Intendiamo importare il suo metodo anche al governo del Trentino, ma ciò sarà possibile solo all’interno di una coalizione coesa a iniziare dal programma".

 

Reduce dagli ultimi risultati alle politiche, con un consenso in forte crescita anche in Trentino, per bacino elettorale e esponenti che si avvicinano a questa forza politica, l'ultimo è Andrea Merler. Il commissario provinciale riafferma la centralità di Fratelli d'Italia e la volontà di recitare un ruolo da protagonista. "Non interessa quello su cui stanno lavorando altri tavoli, determinante sarà l’apporto che potrà essere infine dato da FdI, senza di cui non ci sarà squadra e condivisione e soprattutto vittoria".

 

Resta sullo sfondo il "ballottaggio" Fugatti-Gerosa. E da sciogliere il nodo dei rapporti con il Patt. Anche recentemente gli autonomisti hanno spiegato di aver un accordo con il presidente in carica, garante del patto in vista delle elezioni. "Ho ricordato - prosegue il commissario provinciale di Fratelli d'Italia - che attendiamo ancora le deliberazioni che saranno assunte dalla dirigenza nazionale del nostro partito dopo i colloqui con quella degli alleati nazionali e dopo essersi confrontati con le espressioni territoriali con cui l’area ha governato negli ultimi cinque anni, allargate a ulteriori componenti che saranno accolte solo dopo un confronto diretto anche con FdI".

 

Intanto proseguono le prove di disgelo tra i due azioni di maggioranza della coalizione di centrodestra. "Un dialogo costruttivo e ovviamente sereno, all’insegna dell’interesse esclusivo del territorio e della sua autonomia provinciale e regionale verso la quale FdI ritiene di essere, come principale forza di governo nazionale, la prima garante", conclude Urzì.

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