La Lega delle origini si compatta con Divina, in campo gli ex big: ''Arroccarsi su Fugatti, oggettivamente indifendibile, è un suicidio per tutti. Apriamo a Fratelli d'Italia''
Dagli ex consiglieri provinciali Civettini e Paternoster a diversi ex segretari di sezione in tanti stanno mettendoci la faccia per sostenere l'operazione di incontro e confronto messa in campo dall'ex senatore della Lega Nord Sergio Divina: ''Impossibile condividere la posizione secondo cui per la guida del Trentino 2023 dopo Fugatti c’è solo Fugatti. Così come non è condivisibile il metodo politico frutto del solito cerchietto ristretto di ultra fedelissimi (e personalmente interessati) che Fugatti ha costruito attorno alla sua persona, dove loro decidono e tutti gli altri iscritti ed esponenti nelle istituzioni devono semplicemente obbedire''

TRENTO. ''Arroccarsi sulla difesa, oggettivamente indifendibile, della ricandidatura alla guida del Trentino di Maurizio Fugatti è una tattica semplicemente suicida per il centro destra tutto''. E' sempre più forte il malumore attorno alla ricandidatura a presidente della Provincia di Maurizio Fugatti e della sua strategia di non voler parlare con nessuno che non sia in qualche modo dipendente dalla sua stessa figura (e quindi suoi assessori e partiti e partitini personali che grazie a lui hanno governato e temono di non avere un'autonomia politica concreta da spendere). E l'incontro tra la candidata alla presidenza di Fratelli d'Italia Francesca Gerosa e l'ex senatore della Lega Sergio Divina di qualche giorno fa documentato da il Dolomiti ha acceso le speranze di cambiamento e di vittoria in molti di quelli che guardavano a un Fugatti bis (con litigio in atto con Fratelli d'Italia) come a una certezza di sconfitta (e la scarsa fiducia mostrata dallo stesso presidente della Provincia in Tv ne sarebbe una riprova).
Una lista Divina in appoggio a Fratelli d'Italia, infatti, potrebbe garantire un ottimo risultato forte dei voti dei leghisti storici svuotando definitivamente la proposta di Fugatti salito al governo del Trentino forte della spinta elettorale che aveva Salvini nel 2018 e che oggi ha visto spostarsi questo elettorato in gran parte su Fratelli d'Italia. E così ecco che oggi prendono posizione una serie di esponenti di primo piano della Lega che fu, ben felici di assistere alla discesa in campo di Sergio Divina simbolo di una Lega delle origini capace di fare politica e di confrontarsi a viso aperto anche con il ''colosso'' elottrale (in questo momento) Fratelli d'Italia. Di chi stiamo parlando? Lorenzo Inama, già segretario della Lega della sezione Val di Non, Dario Granello, già segretario sezione Tesino, Giancarlo Leonardelli, già segretario sezione Pergine Valsugana, Stefano Planchel anche lui a Pergine Valsugana, Stefano Tonidandel ex presidente sezione Altopiano della Paganella e candidato Comunità di valle Paganella e laghi di Molveno e poi i due ex consiglieri provinciali Claudio Civettini e Luca Paternoster.
''Come ex esponenti di primo livello della Lega Nord - spiegano Civettini e Paternoster - nel territorio e nelle istituzioni come ex consiglieri provinciali, non possiamo condividere le posizioni dell’attuale commissario trentino della Lega Salvini, Diego Binelli, secondo cui per la guida del Trentino 2023 dopo Fugatti c’è solo Fugatti. Così come non è condivisibile il metodo politico che ha portato a questa decisione, evidentemente frutto del solito cerchietto ristretto di ultra fedelissimi (e personalmente interessati) che Fugatti ha costruito attorno alla sua persona, dove loro decidono e tutti gli altri iscritti ed esponenti nelle istituzioni devono semplicemente obbedire. (..) I risultati si vedono tutti in una base di iscritti fortemente ridotta rispetto al passato, con tanti che non rinnovano la tessera per la profonda sfiducia nell’attuale vertice del partito trentino''.
Poi i due ex consiglieri provinciali ricordano a Fugatti e Binelli quel che successe al centrosinistra alle scorse elezioni. ''In Trentino il centro destra ha la possibilità di vincere, sempre che riesca a superare i personalismi e le decisioni calate dall’alto. Chiudersi a riccio e a testuggine solo sulla ricandidatura di Fugatti evitando di prendere in considerazione ogni altro scenario è indice di incapacità politica, oltre di non conoscere la storia che, nel 2018, ha visto protagonista, nel campo del centro sinistra, Ugo Rossi. Situazione poi ripetutasi nel 2022 a Verona, dove il candidato del centro sinistra Damiano Tommasi ha vinto sull’uscente sindaco del centro destra Federico Sboarina proprio per il mancato appoggio della Lega Salvini. Se i vertici trentini e nazionali della Lega Salvini non riescono a capire la situazione in Trentino, è molto probabile che il prossimo 22 ottobre Fugatti debba comunque dire addio alla vittoria. E questo sarebbe solo a causa di un’inspiegabile e ingiustificabile mancata apertura a Fratelli d’Italia che oggi, anche in Trentino, è la colonna portante della coalizione di centro destra''.
Della stessa opinione i segretari di sezione nominati più sopra che chiedono di superare ''i personalismi e i particolarismi che oggi caratterizzano soprattutto la Lega di Fugatti e Binelli''. ''Stiamo assistendo ad uno spettacolo indegno - dichiarano - di una classe politica che, ai propri meri interessi personali, dovrebbe anteporre quelli più alti della coalizione e del territorio. Siamo di fronte a personaggi che paiono non conoscere le regole basilari della politica, dell’arte della discussione, della trattativa, della condivisione e della mediazione per arrivare ad una soluzione unitaria che possa assicurare con buoni margini di certezza la possibile vittoria anche nel 2023. Arroccarsi sulla difesa, oggettivamente indifendibile, della ricandidatura alla guida del Trentino di Maurizio Fugatti è una tattica semplicemente suicida per il centro destra tutto e per la stessa Lega Fugatti e Binelli''.
Quindi l'affondo sul calo di iscritti e della disaffezione provocata in casa Lega dalle politiche fugattiane e quindi l'allarme lanciato rispetto al rischio di andare a perdere una partita che poteva essere vinta facilmente aprendosi al confronto e garantendo l'unità del centrodestra. ''In questo senso - aggiungono - va giudicata positivamente la posizione dell’ex consigliere provinciale e senatore Sergio Divina, uno dei fondatori storici della Lega Nord in Trentino, che richiama gli attuali vertici della Lega ad un comportamento più politico, pragmatico e propositivo, soprattutto nei confronti di quello che di fatto anche in Trentino oggi è il partito di maggioranza relativa e leader del centro destra, Fratelli d’Italia, che a buon titolo avrebbe il diritto di esprimere una propria candidatura alla guida del Trentino. Se poi, sulla necessità di mantenere l’unitarietà del centro destra trentino, pure Fratelli d’Italia giunge a condividere la candidatura di una figura moderata capace di ricucire tra le varie posizioni come quella di Sergio Divina, i vertici trentini e nazionali della Lega Salvini non dovrebbero farsi sfuggire l’occasione di mantenere comunque la guida del Trentino con un proprio esponente. Anche altre regioni hanno cambiato vittoriosamente il presidente uscente: non vediamo perché il Trentino non possa fare altrettanto, specie se lo scenario alternativo è quello di una sconfitta quasi certa''.


















