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| 30 giu 2023 | 11:34

Fugatti continua a non incontrare Fratelli d'Italia e allora Divina vede Gerosa, Urzì: ''Lui espressione dell'originale Lega. Serve spirito di squadra per vincere''

Il presidente uscente Fugatti è sempre più arroccato sulla sua posizione (o candidate me o non si fa niente) ma i malumori anche in casa leghista si fanno sentire. Il rischio che si vada a perdere una sfida, quella delle provinciali di ottobre, che sembrava già vinta è sempre più concreto senza un accordo. Una lista Divina in appoggio a Fratelli d'Italia potrebbe garantire voti e sostegno anche dallo zoccolo duro della Lega. Ecco il commento di Urzì

Fugatti continua a non incontrare Fratelli d'Italia e allora Divina vede Gerosa, Urzì: Lui espressione dell'originale Lega
di Redazione

TRENTO. I malumori intorno alla figura di Fugatti sono sempre più marcati anche tra i suoi alleati e il suo atteggiamento di prepotenza (tanto da non accettare nemmeno l'incontro con Fratelli d'Italia per cercare di trovare una strada comune da percorrere per battere il centrosinistra) sta palesando la sua debolezza politica anche in casa leghista. Il rischio che questo suo atteggiamento testardo e arrogante (della serie o scegliete me o sono pronto a far perdere tutti) porti la coalizione di destra addirittura a perdere una partita apparentemente già vinta è molto forte. E allora ecco che anche in casa Lega c'è chi si sta organizzando per fare politica, davvero, e per cercare una soluzione che salvi la prossima legislatura.

 

L'ex senatore della Lega Sergio Divina, come vi aveva raccontato il Dolomiti ieri, si è incontrato con la candidato presidente di Fratelli d'Italia Francesca Gerosa per un caffè dal sapore molto politico. ''Il dibattito aperto internamente alla Lega da parte del senatore Sergio Divina sulla rigidità, al limite del totale distacco, del rapporto del presidente uscente della Provincia Maurizio Fugatti verso Fratelli d’Italia, ossia il maggiore partner di coalizione potenziale del centro destra, va apprezzato per i limpidi ed onesti elementi della analisi proposta'', commenta il commissario provinciale di Fratelli d'Italia Alessandro Urzì. ''Il primo - prosegue il parlamentare - è quello che riguarda l’interesse del Trentino che può essere soddisfatto solo vincendo le elezioni, il che può avvenire con una coalizione larga, fondata su un programma condiviso e non fatta di capi autoproclamatisi e sottoposti ubbidienti. Una coalizione è una squadra dove ciascuno fa il suo e non dove qualcuno ordina e gli altri anche se non d’accordo obbediscono''.

 

Per Urzì risulta, quindi, ''evidente, come lo era già da tempo, che il problema non riguarda la coalizione in sé (numerose sono le voci che si sono levate in queste settimane per un dialogo che viene purtroppo ancora negato) ma solo alcune rigidità di una ristretta cerchia di titolari di incarichi e ruoli tanto da rischiare di fare pensare che le preoccupazioni siano più di mantenimento delle proprie posizioni di partito o istituzionali che di interesse collettivo per il Trentino''. Il riferimento, nemmeno tanto velato, va ai consiglieri e agli attuali assessori leghisti della giunta Fugatti. Ad oggi la sensazione è che non riuscirebbero nemmeno tutti gli assessori a rientrare in consiglio provinciale e in ogni caso, con i voti in capo a Fratelli d'Italia, una futura giunta non potrebbe non vedere una maggioranza di dicasteri in capo al partito di Giorgia Meloni. 

 

''Al senatore leghista Divina - prosegue Urzì - va riconosciuto il merito di aver interpretato quello che è un sentimento che a noi risulta estremamente diffuso anche fra gli amici fraterni della Lega con i quali governiamo straordinariamente l’Italia intera e ormai gran parte delle regioni italiane, con uno spirito di squadra che solo alcune rigidità totalmente incomprensibili a livello locale impediscono di trasferire anche in Trentino negando la possibilità di mettere in moto una campagna vincente che permetta di avere cinque anni di governo del rinnovamento. A chi volesse maliziosamente sottintendere, dietro le parole del senatore Divina, schemi preconfezionati diciamo da subito che farebbe torto in primis proprio alle profonde riflessioni innescate dall’alto dirigente della Lega sul metodo di lavoro sinora impresso dal vertice locale della coalizione uscente incapace di costruire quel senso di adesione ad un progetto unitario che invece è nell’interesse del Trentino. E di ciò certamente noi siamo grati al Sen. Divina nella differenza positiva dei nostri posizionamenti che però per noi rappresentano un valore aggiunto e non un limite''.

 

''Queste chiusure - aggiunge il parlamentare di Fratelli d'Italia riferendosi alle rigidità di Fugatti - sinora stanno solo facendo un favore alla sinistra ed evocare, come si è letto sui giornali da alcuni degli attuali vertici locali della Lega, eventuali corse separate da Fratelli d’Italia, fondate sulla presunzione di autosufficienza del centro destra senza FdI, il tutto per non condividere con il nostro partito una strategia comune sedendosi ad un tavolo comune, è la premessa di una debacle che il Trentino non merita nel momento in cui può contare sul più forte governo di centro destra nazionale che attraverso la sua premier e tutta la nostra classe dirigente ha garantito il più totale sostegno alle ragioni dell’autonomia e quindi al benessere del nostro territorio. Rinunciare a tutto questo sarebbe irresponsabile ed è la ragione per cui Fratelli d’Italia evoca il dovere della maturità politica. Esprimiamo al senatore Divina, come alto esponente della più originale Lega del Trentino, il riconoscimento per il coraggio e la serietà con cui ha posto la questione della compattezza della coalizione di centro destra allargata evidentemente a tutte le straordinarie risorse ed energie civiche locali, come centrale e che non può essere subordinata a capricci, debolezze caratteriali personali, o incapacità di visione strategica''.

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