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La Germania fa la voce grossa e l'Austria propone la chiusura del Brennero. Confindustria Trentino Alto Adige: ''Sarebbe gravissimo''

Ai muri si risponde sempre con i muri e dopo che l'Italia ha provato a battere i pugni a Bruxelles i Paesi del Centro Europa stanno rispondendo così. Mattarella: ''Non mettiamo in dubbio Schengen"

Di L.P. - 04 luglio 2018 - 17:13

TRENTO. Minacciare l'isolamento, la chiusura di porti e di confini a Stati che i confini possono davvero chiuderli si sta rivelando una strategia quanto meno avventata. Lo dimostrano l'Austria e la Germania che, dopo che il Governo italiano ha provato a battere i pugni a Bruxelles al grido di ''prima gli italiani'', stanno reagendo chiudendosi a riccio. Ai muri si risponde sempre con i muri (soprattutto se la geografia ti permette di alzarli e non si è una penisola immersa in un mare e che da sempre è incapace di difendere i suoi confini). 

 

La Germania ha annunciato "più ordine" e la Merkel ha sottolineato che bisogna fare ''in modo che le persone abbiano l’impressione che il diritto e l’ordine siano applicati'' e il primo ministro austriaco ha annunciato che è pronto a ''difendere il suo popolo''. "L’Austria - ha detto - condivide con la Germania l’obiettivo (quello di respingere i migranti verso il Paese di primo ingresso dove sono stati registrati). Ora vediamo cosa vuole fare Berlino. In ogni caso non chiuderemo alcun accordo che appesantirà la pressione sull’Austria".

 

Ed è così che a partire dal 9 luglio fino al 13 e a settembre tra il 17 e il 21 si annunciano controlli più stringenti al Brennero che sono stati pianificati per il mantenimento della sicurezza durante gli eventi ministeriali organizzati dalla presidenza austriaca del Consiglio europeo che si terranno a Innsbruck e a Salisburgo. Ma mentre da Vienna arrivano addirittura ipotesi di chiusura totale della frontiera del Brennero (e il ministro dei trasporti austriaco Norbert Hofer già la smentisce spiegando che "in termini economici, ripristinare i controlli al Brennero, sarebbe un disastro") dall'Italia si alza la voce del presidente della repubblica Mattarella: "Vi sono molte cose che contrassegnano l'Ue e la sua storica integrazione ma due ne esprimono appieno l'anima: Erasmus e Schengen. E' poco responsabile - ha aggiunto - mettere a rischio la libertà di movimento degli europei".

 

Nessun dubbio per Confindustria Trentino Alto Adige. Il possibile ritorno dei confini interni all’Europa e in particolare al Brennero mette in allarme le imprese locali. "Se oggi l’Europa è l’area economicamente più avanzata e con le migliori prestazioni sociali a livello globale - dice il vicepresidente nazionale di Confindustria e presidente di Confindustria Trentino-Alto Adige, Stefan Pan - lo dobbiamo in particolare all’abbattimento delle frontiere interne all’UE. Un’eventuale chiusura delle frontiere ci farebbe tornare indietro, quando invece dobbiamo assolutamente guardare avanti per affrontare le nuove sfide che ci attendono”.

 

Il ritorno dei controlli avrebbe conseguenze negative sulla libera circolazione di persone e merci. “La nostra società è sempre più mobile e aperta. Chi per studio, chi per lavoro, chi per andare in vacanza è abituato a passare i confini interni all’Europa senza quasi accorgersene. È una conquista europea che non possiamo permetterci di rimettere in gioco”, avvertono i presidenti di Confindustria Trento Enrico Zobele e di Assoimprenditori Alto Adige Federico Giudiceandrea

La chiusura delle frontiere sarebbe un danno rilevante per tutto il territorio. “Rendere più difficile la mobilità interna all’UE mina la competitività delle nostre imprese, in particolare quelle più orientate all’export che stanno trainando la ripresa, e di conseguenza anche la loro capacità di creare valore e posti di lavoro”, spiegano Pan, Zobele e Giudiceandrea. 

 

 

Per gli industriali, la soluzione deve essere per forza europea. Spiega Stefan Pan: “Dobbiamo rafforzare i nostri territori puntando ad un’Europa ancora più forte e unita. La strategia vincente non può che essere quella dello Europe ahead: unire le forze con intelligenza e determinazione è l'unico modo per poter competere con successo con altre potenze mondiali come gli Stati Uniti o la Cina”. 
   

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