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Salta il vertice sui confini con l’Austria, Fugatti: “Non ci stracciamo le vesti ma il Governo deve fare pressioni su Vienna”

Per il Tirolo il problema per la riapertura dei confini è la Lombardia? La replica di Fugatti: “Non capiamo perché i tedeschi possano arrivare attraverso il corridoio austriaco ma non possano arrivare gli austriaci, questo è difficile da spiegare al mondo economico trentino”

Di Tiziano Grottolo - 26 maggio 2020 - 19:37

TRENTO. Sull’apertura dei confini con l’Austria non si è ancora trovata la quadra, anche perché il vertice che era stata programmato fra i tre presidente dell’Euregio, Günther Platter, Arno Kompatscher e Maurizio Fugatti è saltato. “Il vertice è saltato perché non ci potevamo spostare a Innsbruck”, ha riferito il presidente della Pat, il pericolo era che rientrando in Italia i due presidente di provincia dovessero sottoporsi alla quarantena. Questa almeno la versione ufficiale fornita da Fugatti che ha aggiunto: “Anche se, con tutto il rispetto che ho per il presidente Platter, non ci siamo stracciati le vesti”.

 

Ovviamente la decisione dell’Austria di non aprire i propri confini con l’Italia, almeno per i suoi cittadini, non lascia indifferenti Trentino e Alto Adige. Fugatti ha sottolineato: “Crediamo che Vienna debba considerare in modo collaborativo la cooperazione con l’Italia e i nostri territori e non chiudere le frontiere in questo modo”.

 

Se il capitano del Land del Tirolo ha affermato che la situazione dei contagi in Lombardia sarà determinate per le valutazioni di Vienna, Fugatti ha replicato: “Chiaro che la Lombardia ha avuto le sue problematiche, e anche il Trentino ha avuto numeri importanti, ma non capiamo perché i tedeschi possano arrivare attraverso il corridoio austriaco ma non possano arrivare gli austriaci. Questo – ha aggiunto – è difficile da spiegare al mondo economico trentino”.

 

Detto questo, il presidente della Pat ha specificato che si tratta di una questione nazionale che dovrà essere affrontata dai rispettivi ministri degli esteri: “I nostri parlamentari, di ogni colore politico, stanno facendo pressione su Roma affinché prenda posizione nei confronti del governo austriaco. Ci aspettiamo delle risposte a una situazione che rischia di mettere in difficoltà il settore turistico locale”.

 

A margine della conferenza stampa Fugatti è intervenuto anche in merito alle dichiarazioni di Kompatscher (QUI articolo) che ha affermato di voler dare la possibilità ai turisti che arriveranno in Alto Adige di effettuare un test sierologico: “Per quanto riguarda quelle operazioni che hanno una certificazione sanitaria reale si può valutare, ma se si parla di test sierologici per i quali, purtroppo, per la stragrande maggioranza di quelli disponibili sul mercato non c’è una certificazione sanitaria è un’altra questione”. Affermazioni che di fatto sembrano voler escludere quest’ipotesi.

 

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