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Coronavirus, Kompatscher: ''Avvio stagione non è immaginabile. Però ci servono prospettive chiare dal governo''

Un altro nodo è legato alla mobilità: "Ci potrebbero essere limitazioni tra Regioni. Anche Francia e Germania valutano misure simili".  Nel giro di poche ore le Regioni sono passate dalla possibilità di accedere agli impianti da parte dei turisti che pernottano nelle strutture ricettive, a ricordarsi dei residenti

Foto Asp/Fabio Brucculeri
Di L.A. - 01 dicembre 2020 - 16:43

BOLZANO. "In questa fase non è attualmente immaginabile un avvio della stagione invernale". Il governatore dell'Alto Adige, Arno Kompatscher, ribadisce le indicazioni di ieri (Qui articolo). L'apertura degli impianti è stato un argomento centrale nella seduta della Giunta, così come di una riunione Stato-Regioni con i ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia.

 

"Il governo - aggiunge Kompatscher - pensa di ridurre la mobilità tra Regioni nelle prossime settimane per evitare che ci siano grandi spostamenti durante le vacanze natalizie. Le limitazioni non dipenderanno dalla classificazione gialla, arancione o rossa. In altri Paesi europei, come Francia e Germania, si prospettano misure simili. Per questi motivi, non sarà possibile per i turisti raggiungere l’Alto Adige durante questo periodo".

 

La chiusura degli impianti è sempre più probabile, il governo non sembra intenzionato a cedere di un millimetro e c'è anche il nodo mobilità. "E' quindi molto importante – aggiunge il presidente dell'Alto Adige - dare rapidamente risposte a tutti coloro che sono coinvolti nel settore degli sport invernali, indipendentemente dalla situazione attuale, una chiara prospettiva per il periodo immediatamente successivo alle festività".

 

La novità delle ultime indiscrezioni è quella che il Dpcm potrebbe restare in vigore fino al 15 gennaio per avere una settimana di valutazioni sulla diffusione del contagio durante le festività (Qui articolo). Il governo, secondo Kompatscher, deve garantire che possa essere effettuata una pianificazione da parte dalle imprese del settore e che vi siano certezze per le persone che devono prenotare una vacanza.

 

“Non si tratta solo di rendere possibile l’attività sciistica - dice Kompatscher - ma di garantire migliaia di posti di lavoro nel settore. Se la situazione resta quella attuale, significa che ci saranno perdite massicce per un'intera economia che va dagli hotel agli impianti di risalita, dalle scuole di sci ai servizi di noleggio, ai negozi delle località turistiche. I rappresentanti delle regioni hanno sottolineato la necessità vada fatta un’attenta valutazione dei rischi e dei danni che comporteranno le decisioni adottate e hanno richiesto con forza misure di compensazione per le imprese del settore".

 

Nel corso dell’incontro è stato anche affermato che la questione del turismo invernale, la possibilità per i vacanzieri di raggiungere la Provincia, non deve essere direttamente e necessariamente collegata al funzionamento degli impianti di risalita. "Abbiamo chiesto al governo di verificare se è possibile aprire i comprensori sciistici ai residenti della stessa regione, sempre nel rispetto delle precauzioni di sicurezza e senza après-ski e altre situazioni che possano generare assembramenti ", conclude Kompatscher, riferendosi ai protocolli di sicurezza definiti in accordo con i comprensori sciistici.

 

Ormai le Regioni dell'arco alpino cercano di giocare tutte le carte a propria disposizione per salvare per quanto possibile un periodo fulcro della stagione. Nel giro di poche ore sono passate dalla possibilità di accedere agli impianti da parte dei turisti che pernottano nelle strutture ricettive (Qui articolo), a ricordarsi dei residenti.

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