Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, stop agli impianti. Dallapiccola: ''Manca una previsione di sostegni all'indotto''. Zeni: ''In caso di apertura e incidenti, gli ospedali possono reggere?''

L'esigenza della Provincia sembra quella di aprire a ogni costo, ma quale e quali sono le prospettive? Zeni: ''Serve un'analisi della sostenibilità economica". Dallapiccola: ''Un'ansia da prestazione improvvisata". E nel commentare l'estate l'assessore non aveva voluto pensare alla soluzione C per l'imminente inverno

Di Luca Andreazza - 23 novembre 2020 - 20:52

TRENTO. "Definire i protocolli di sicurezza Covid-19 sugli impianti è forse la parte più facile", dice l'ex assessore Luca Zeni, che aggiunge: "Manca però una programmazione seria per definire molti altri aspetti". Il governo propende per lo stop dello sci a livello amatoriale a poche settimana dall'annuncio della Pat di aver previsto 5 milioni per l'innevamento programmato e per garantire l'avvio della stagione. "Si procede sempre a spot e propaganda - dice l'ex assessore Michele Dallapiccola - un'ansia da prestazione improvvisata invece di affrontare in sede istituzionale con serietà la questione". 

 

Si è aperto un fronte tra Stato e Regioni sulla chiusura degli impianti sciistici per Natale e Capodanno, oltre alle probabili limitazioni negli spostamenti interni e dall'estero (Qui articolo). Una decisione spinta anche dai precedenti che inducono alla cautela: le immagini del marzo scorso, quelle di Ferragosto e quanto avvenuto in Cervinia al primo assaggio di inverno.

 

"Il tema non è seguire le correnti di impianti aperti o chiusi - aggiunge Dallapiccola - come se si fosse tutti commissari tecnici della nazionale perché un amministratore deve portare avanti delle valutazioni complessive. Se anche l'assessore diventa ct e garantisce l'avvio della stagione senza però aver contezza dei rapporti con il governo diventa un problema, oltre a rischiare di alimentare incomprensioni e false speranze. Mi sarebbe piaciuto anche vedere la Provincia di Trento parte più attiva invece di venire trascinata dalle altre Regioni per limitarsi a seguire e firmare un documento. Si deve uscire dalla logica provinciale in quanto questa emergenza evidenzia la necessità di pensare in maniera più ampia".

 

Nel commentare a inizio ottobre il risultato della stagione estiva e in prospettiva neve, l'assessore non aveva voluto nemmeno prendere in considerazione un piano C, che però potrebbe servire e anche velocemente. "Una grande sfida – aveva detto Failoni – ci attende ora nel prossimo inverno. E' importante il tavolo di confronto con la sanità, senza il quale il settore del turismo non potrà fare nulla. Questo tavolo aperto tra i settori permetterà di preparare una soluzione A se la situazione sarà la migliore auspicabile, e una soluzione B se i contagi dovessero invece peggiorare in modo significativo. Non voglio neanche prendere in considerazione un’eventuale soluzione C" (Qui articolo).

 

Impianti aperti o chiusi, la stagione sarà comunque difficilissima, praticamente compromessa. Un settore in sofferenza che richiede sostegni. L'unica misura sembra quella dei 5 milioni a favore delle società impianti, un importo che copre comunque una parte dei costi (complessivamente siamo sui 25 milioni) per l'innevamento programmato e per la preparazione delle piste. A bilancio non sembra esserci attualmente null'altro che possa ristorare il resto dell'indotto (tolto 1 milione per 6 stabilimenti termali). 

 

Certo, le società impianti necessitano di sostegni, ma appare anche il socio più forte dell'industria invernale. Il sostegno alle funi non è mai storicamente mancato da parte della Provincia: Trentino sviluppo è intervenuta nel recente passato per acquisire un po' di rami secchi e sgravare queste imprese, gli apporti per nuove seggiovie a fronte di piani concreti non sono mai stati negati, senza dimenticare che la Giunta Rossi ha salvato Folgarida-Marilleva dal crack, anticipando risorse importanti a Campiglio (Qui articolo). Poi gli interventi a Folgaria e Pinzolo, Panarotta, un centinaio di milioni a Brentonico. L'ultimissima operazione è quella a sostegno di Bolbeno inserito in un piano che dovrebbe rilanciare l'intero Trentino (Qui articolo). Ci sono poi hotel e ristoranti, scuole di sci, noleggi e artigiani che vedono in molti casi una drastica diminuzione dei fatturati nell'arco di 12 mesi nonostante le forti stagionalità che contraddistinguono buona parte del Trentino (ma sono saltati anche convegni e congressi per esempio) e i provvedimenti appaiono insufficienti.

 

"Non c'è un piano organico - prosegue Dallapiccola - manca una visione e il respiro di questa Giunta è sempre breve. Affronta tutto per comparti stagni e si ferma sul momento senza prospettiva. In base alle limitazioni le ripercussioni sono, infatti, forti, fortissime o totali. E bisogna essere pronti per ogni evenienza, però non sembra questa la direzione intrapresa dalla Lega".

 

L'esigenza della Provincia sembra quella di aprire a ogni costo, ma quale (spostamenti interni e esteri, capacità di spesa del potenziale turista, tetto massimo di skipass giornalieri venduti)? "La Lega - spiega Zeni - si dovrebbe coordinare nelle sedi istituzionali per definire quale tipo di mobilità a fini turistici sarà possibile tra Regioni e tra Stati nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. E prevedere una chiara analisi di sostenibilità economica, quali sono i numeri minimi per poter riaprire e quale tipo di sostegno pubblico può eventualmente colmare il deficit, magari valutando se e quali stazioni sciistiche vadano aperte o lasciate chiuse".

 

E il compito di piazza Dante non si conclude nel protocollo di sicurezza ma servirebbe un'analisi del piano sanitario. "C'è la questione della rete ortopedica provinciale. In questo momento l'attività è fortemente limitata, notevoli disagi incidono sulla traumatologia, non soltanto sugli interventi programmati. L'attività è ferma a Tione e Borgo, c'è una sala disponibile per due mezze giornate a Cavalese, una sala a Cles, Rovereto e Trento. Nel capoluogo, su cui convergono tutte le maggiori urgenze, c'è a disposizione un'unica sala, recuperata e senza schermature per le emissioni radiologiche", conclude Zeni.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 2 dicembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
06 dicembre - 19:58
Trovati 73 positivi, 1 decesso nelle ultime 24 ore. Registrate 79 guarigioni. Sono 73 i pazienti in ospedale. Sono 892.851 le dosi di [...]
Cronaca
06 dicembre - 18:54
Il problema sta capitando con grande frequenza a chi ha prenotato negli scorsi giorni la sua dose di vaccino e ha ottenuto appuntamento [...]
Cronaca
06 dicembre - 18:07
Le Amministrazioni di Riva e Arco si erano accordate per una “staffetta” che prevedeva due anni di presidenza a testa, il critico d’arte [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato