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Coronavirus, ''Valutiamo soluzioni alternative in caso di stop agli impianti'' e Belluno si affida a due pezzi da novanta (un trentino) per rilanciare il turismo

E' enorme la preoccupazione nel bellunese per l'eventuale chiusura degli impianti per Natale e Capodanno imposta dal governo. C'è il difficile momento attuale ma anche la prospettiva, due esperti di livello internazionale entrano nel team del bellunese per promuovere il turismo territoriale: Tom Buncle e il trentino Roberto Locatelli

Di Luca Andreazza - 25 November 2020 - 21:06

BELLUNO. "La preoccupazione è ovviamente enorme, la stagione invernale è strategica. Il settore della neve è praticamente totale per l'economia del territorio". Così Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, che aggiunge: "E' necessario trovare una soluzione per coprire un ammanco che sarà comunque di svariati milioni di euro". C'è il momento attuale ma anche la prospettiva, due esperti di livello internazionale entrano nel team del bellunese per promuovere il turismo territoriale: Tom Buncle e il trentino Roberto Locatelli.

 

Le Regioni dell'arco alpino sono in pressing per salvare Natale Capodanno, periodo pesante per i fatturati e vero momento clou di ogni stagione. E' infatti questo mese che segna il destino dell'inverno, il termometro per ogni stazione sciistica. E il fronte con il governo è aperto il via libera agli impianti è un nodo dirimente, ma comunque solo il primo ostacolo, l'altra partita riguarda la mobilità interna e con l'estero.

 

Nonostante le enormi incertezze sul breve e medio periodo, la Provincia di Belluno si mantiene dinamica e prosegue il piano di ridefinizione del marketing territoriale nel solco della visione tracciata da Eurac Research per una strategia di diversificazione di prodotto e mercati per una eco‐destinazione organizzatacompetitivainternazionale e sostenibile. Da Cortina d'Ampezzo alla Marmolada, da Arabba Feltre Alleghe, sono quaranta i comuni che ruotano intorno a questo piano di sviluppo per sfruttare la potenzialità inespresse (Qui articolo).

 

Un primo risultato è stato quello ridefinire il branding: un'operazione lanciata tre anni fa con il marchio "Dolomiti-le montagne di Venezia" con brindisi ministeriale (Qui articolo). Un'azione che aveva colto di sorpresa il Trentino (Qui articolo). Un bellunese che è riuscito a compattarsi per garantire la totalità delle risorse anche nella stagione estiva ai tempi di Covid-19. 

 

"E' stato un periodo delicato - dice Padrin - difficile per il tessuto economico e imprenditoriale, ma siamo riusciti a reggere a fronte dell'emergenza coronavirus. Non si può essere contenti ma c'è stata comunque soddisfazione. Adesso però le incertezze sono tantissime e legate all'inverno. L'impegno è quello di mantenere vive tutte le azioni avviate".

 

Nonostante il periodo, la Provincia è riuscita anche a investire sulla Dmo per allargare la pianta organica e rendere la promozione più incisiva (Qui articolo). Ma a fronte di questo il piano marketing ha un po' subito una battuta d'arresto e allora il territorio è intervenuto in maniera decisa: Roberto Locatelli, imprenditore trentino nel settore della comunicazione e esperto in destinazioni montane, e Tom Buncle specialista di branding di destinazioni internazionali e di marketing nello sviluppo del turismo.

 

"Non è un ridimensionamento della Dmo. Anzi - prosegue il presidente della Provincia - queste due figure altamente specializzate affiancano la struttura provinciale per imprimere un'accelerazione in questo momento di difficoltà per il turismo a causa del Covid-19. Sono già stati raggiunti molti risultati in questi ultimi anni e adesso i tempi sono giusti per i passaggi successivi e portare a termine le azioni ancora in stand-by".

 

La crescita della dimensione turistica e della comunità è un obiettivo che rimane invariato. Un settore da rilanciare con forza. Si riparte con Buncle: oltre 30 anni di esperienze in quattro continenti, i suoi testi sono considerati dagli addetti ai lavori un assoluto punto di riferimento e lo scozzese è l’autore del manuale definitivo sul marchio delle destinazioni turistiche pubblicato dall’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni unite e dalla Commissione europea per i viaggi. Ha intrapreso strategie di branding e marketing per una serie di destinazioni internazionali per Namibia, Camerun, Kenya, Mozambico, Gabon, Ruanda, Africa meridionale, Giordania, Kuwait, Tunisia, Bosnia, Serbia, Bielorussia, Norvegia, Irlanda, Inghilterra, Scozia, Galles e Francia. 

 

Il trentino è operativo nel mondo della comunicazione da oltre 25 anni e ha lavorato per creare la destinazione turistica di località di montagna come Madonna di Campiglio e Courmayeur, così come per il brand di Firenze.

 

"Il branding è fondamentale - dice il presidente della Provincia di Belluno - un concetto che deve andare di pari passo con la qualità e l'ospitalità di una destinazione turistica. E' necessario aumentare la consapevolezza del territorio sulle potenzialità e sulla personalità della nostra area: necessario lavorare per tutto il territorio, anche oltre il turismo. Il piano ruota intorno anche a servizi, trasporti e formazione".

 

Il programma di Eurac da tempistiche si sarebbe dovuto concludere a fine di questo 2020. Un po' di tempi lunghi e poi Covid-19 hanno rallentato l'attuazione del piano. "Ci sono ancora 3 milioni dei quasi 6 milioni stanziati dal Fondo dei Comuni di confine. E ci siamo presi altri 2 anni per chiudere questa fase. Questo però è un punto di partenza: l'obiettivo è poi rifinanziare il progetto e continuare la crescita", conclude Padrin.

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