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Coronavirus, il turismo veneto è pronto: ''Puntiamo sul brand Dolomiti-Venezia. Ottimismo a Cortina, devastante tenere aperti impianti ma il peggio alle spalle''

Il Veneto si prepara a lanciare la stagione estiva ai tempi del coronavirus. Il primo fine settimana sembra essere andato oltre le previsione e questo porta ottimismo per cercare di salvare un pezzo importante dell'economia. Roberto Padrin: "Abbiamo aumentato gli investimenti, anche ai Consorzi locali per una promozione unitaria ma differente. A inizio autunno i conti per capire i danni e dove intervenire"

Di Luca Andreazza - 03 giugno 2020 - 21:46

BELLUNO. "Il settore turistico è in fibrillazione perché c'è la consapevolezza che la montagna può essere molto attrattiva per questa estate", queste le parole di Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno e sindaco di Longarone, che aggiunge: "Le aspettative sono alte, visti i flussi delle ultime domeniche. In questo momento abbiamo attivato una promozione massiccia e unita per concludere nel migliore dei modi quest'anno".

 

Il Veneto si prepara a lanciare la stagione estiva ai tempi del coronavirus. Il primo fine settimana sembra essere andato oltre le previsione e questo porta ottimismo per cercare di salvare un pezzo importante dell'economia. "In passato - dice Padrin - si è un po' sofferto sulla montagna in quanto inserite in un sistema molto complesso con città d'arte e mare. Questa la ragione per cui puntiamo molto sul marchio Venezia-Dolomiti (Qui articolo), un brand straordinario che unisce due peculiarità uniche a livello mondiale. Questa proposta chiaramente si è un po' indebolita in questo periodo difficile ma siamo certi che la strada imboccata sia quella giusta".

 

Spazi aperti e sicurezza, distanziamento più naturale che sociale e paesaggi che garantiscono una dose rassicurante di libertà dopo oltre due mesi di lockdown. "L'ospitalità è stata modulata per garantire massima qualità e standard elevati di sicurezza. Siamo preparati e la macchina promozionale è attiva. Sono due le direttrici che seguiamo - evidenzia il presidente - la prima è l’erogazione di un contributo a tutti gli undici consorzi di valle che presidiano la promozione territoriale: garantiamo a ogni consorzio la possibilità di veicolare il proprio ambito, di far lavorare le strutture ricettive coinvolte nel progetto e lanciare l’immagine della bellezza della nostra provincia. E' fondamentale promuovere la montagna bellunese in maniera unitaria, pur con le differenze da zona a zona, come ambiente sano e attrattivo".

 

In agenda anche educational e press tour, così come alcuni workshop tematici, questa la seconda azione in programma. Storicamente si punta sulle seconde case, il turismo di prossimità può portare ossigeno all'economia e una riscoperta del proprio territorio. "Tutto è seguito minuziosamente da Dmo che dispone di un budget di circa 3 milioni e mezzo. Crediamo molto nella movimentazione interna e in quella italiana - commenta Padrin - ma puntiamo inoltre sui mercati che in questi ultimi anni hanno portato molta soddisfazione come Polonia, Repubblica Ceca e Russia, oltre a Germania e tutta l'area di lingua tedesca".

 

E' stato delineato il "programma Covid" di Dmo che si inserisce nel piano studiato da Eurac. Ma il nome non deve ingannare in quanto la visione arriva al 2022. "Si semina oggi - continua il presidente della Provincia di Belluno - per raccogliere i frutti a emergenza coronavirus definitivamente alle spalle. Il programma promozionale ci impegna in un tour europeo senza soluzione di continuità da settembre a fine anno: Bari, Bologna, Firenze, Palermo e Roma, quindi al seguito del Giro d’Italia. E ancora le fiere di settore dal Ttg Travel Experience di Rimini al Wtm di Londra, il Dolomiti Show di Longarone. Appuntamenti in Polonia e Repubblica Ceca, Kiev, San Pietroburgo e Budapest, Oslo, Vienna, Monaco e Berlino, Stoccolma, Mosca, Praga, Parigi, Copenhagen e Madrid. Poi ci sono varie tappe sul territorio per far conoscere le opportunità che proponiamo direttamente a casa nostra".

 

Non solo. "La potenza di fuoco di Dmo - prosegue Padrin - viene ampliata con l'ingresso di una nuova figura, che sarà selezionata con apposito bando nelle prossime settimane. Una mossa resa possibile dalla ridefinizione delle quote associative, che permette di implementare la base economica (da 85.980 a 128.880 euro), anche attraverso l’aumento della quota provinciale più che triplicata. Ci sono due nuovi soci: il Parco nazionale Dolomiti bellunesi e il consorzio Promo Falcade. La squadra si dimostra sempre più forte e coesa, pronta per questo momento delicato".

 

Pronta a ripartire anche Cortina, tra le aree più colpite dall'epidemia, in linea generale la provincia di Belluno è riuscita a reggere l'urto del diffondersi del coronavirus, nonostante anche i ritorni dall'estero di molti bellunesi, aspetto che poteva rappresentare un'incognita sull'evoluzione della curva epidemica.

 

"Abbiamo cercato di portare avanti una gestione attenta. Merito in particolare ai cittadini - spiega il presidente - che si sono comportati in modo responsabile e hanno seguito le indicazioni di Regione e governo. Abbiamo avuto purtroppo morti seppur il tasso sia mantenuto basso rispetto alla popolazione. Numerosi contagi sono avvenuti purtroppo nelle Rsa, mentre per quanto riguarda Cortina, abbiamo pagato il prezzo di quel week end di marzo e l'apertura degli impianti. Un effetto devastante, ma ora è tutto sotto controllo. Aspettiamo lo slittamento dei Mondiali del 2021 al 2022 per poi pianificare il prossimo inverno".

 

Un altro segmento in difficoltà è quello legato a fiere e congressi. "Un settore fortemente colpito e speriamo di poter calendarizzare diverse manifestazioni annullate nel corso del prossimo autunno, sarebbe ossigeno per il comparto. La guardia deve restare comunque alta e sono state delineate le misure di contenimento della curva: si deve essere reattivi a qualsiasi situazione. Adesso è il momento di tenere duro, il conto delle ripercussioni di questa crisi economica può essere fatto tra la fine della stagione estiva e ottobre. Ora si deve trovare un equilibrio e poi prevedere un altro piano di rilancio per intervenire sulle fragilità di imprese e, soprattutto, famiglie".

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