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''Le Dolomiti montagne di Venezia'', la Provincia si arrabbia ma non troppo: ''Sorpresi e non siamo gelosi, ma operazione delicata''

L'amministrazione provinciale, tramite il vice presidente Mario Tonina, reagisce dopo la presentazione del nuovo logo della Provincia di Belluno per promuovere le Dolomiti. Anche il governo ha brindato al nuovo marchio veneto

Di Luca Andreazza - 11 febbraio 2019 - 19:25

TRENTO. "Apprendo dai quotidiano della presentazione alla Bit del nuovo marchio territoriale della Provincia di Belluno", queste le parole di Mario Tonina. Viene interrogato l'assessore Roberto Failoni, ma risponde il vice presidente (Qui articolo) e si assiste al cambio delle parti. Se nella querelle legata alla puntata "Meraviglie" di Alberto Angelo (Qui articolo), il Veneto si era indispettito perché le Dolomiti sono un patrimonio comune, questa volta tocca al Trentino evidenziare questa peculiarità. 

 

Nessuno dovrebbe mettere in discussione che le montagne sono un patrimonio comune, ma politicamente il confine, spesso, si sposta come è comodo. Non è la prima e non sarà l'ultima volta. Solo che questa volta la mossa di marketing è evidentemente più azzeccata di altre occasioni e, soprattutto, la Provincia è completamente sorpresa. Non è riuscita a opporre nemmeno una linea Maginot

 

"Le Dolomiti sono condivise dalle Province di Trento e Bolzano, dalla Regione del Veneto e dalla Regione Friuli Venezia Giulia", commenta Tonina, che aggiunge: "Sono state inserite nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco, dieci anni fa, come Bene unico, condiviso tra territori diversi. Lo sforzo fatto in questi anni è sempre stato quello di cercare l’unità nella diversità, con l’obiettivo di promuovere le Dolomiti unitariamente, come Patrimonio delle comunità che prima di tutto abitano questi luoghi".

 

Il Trentino mastica amaro, ma cerca anche di fare buon viso a cattivo gioco, dopo la presentazione alla Bit, la fiera internazionale del turismo a Milano, del nuovo logo di promozione della Provincia di Belluno per le montagne dolomitiche venete. Un marchio che associa le Dolomiti a Venezia sviluppato dalla Dmo-Destination management organization della Provincia di Belluno nell’ambito di un progetto finanziato dalle Province di Trento e Bolzano a valere sul Fondo Comuni Confinanti.

 

"È certamente un fatto positivo - dice il vice presidente - che la Provincia di Belluno si doti di un marchio ombrello per la sua promozione, analogamente a quanto già avviene sia in Trentino che in Alto Adige. Così come è fuori discussione l’opportunità che si punti sul potenziale delle Dolomiti per la propria promozione. Ma associare al nome Dolomiti lo slogan 'le montagne di Venezia' è un'operazione estremamente delicata".

 

Resta uno sgarbo istituzionale e il Trentino rimasto ignaro del vernissage veneto. La Provincia si arrabbia, ma non troppo. "Non è una critica mossa da inesistenti gelosie tra vicini - evidenzia il vice presidente - quanto piuttosto la genuina preoccupazione che così il sistema che ci unisce vada profondamente incrinandosi nelle sue radici più intime e profonde. La stessa Strategia complessiva di gestione del Patrimonio Dolomiti Unesco, approvata oltre che dal Consiglio di amministrazione della Fondazione anche dalle rispettive Giunte provinciali/regionali, individua come linea prioritaria la necessità di promozione coordinata e congiunta. La dicitura 'le montagne di Venezia' non va esattamente nella direzione di questa idea costruita con grande equilibrio e sforzo".

 

Un'opportunità per sottolineare il ruolo della Fondazione Dolomiti Unesco: "A maggio - prosegue Tonina - il Trentino assumerà la presidenza della Fondazione che, in questi anni, ha dimostrato di essere un’importante piattaforma di dialogo e confronto tra territori. Un laboratorio per sperimentare forme di governance trasversali tra territori montani. Consci del fatto che il logo del Patrimonio Mondiale Dolomiti Unesco non è e non vuole essere un marchio territoriale, mi auguro che si possa costruire un dialogo fattivo anche sui temi della promozione congiunta delle Dolomiti per evitare di perdere forza competitiva spacchettando le Dolomiti".

 

Un ultimo passaggio viene riservato al ruolo della montagna. "Si devono riconoscere - conclude Tonina - il riconoscimento delle specificità. Questo slogan 'le montagne di Venezia' segna una visione chiaramente urbano-centrica che vede nella montagna uno spazio da utilizzare per le sue risorse e non uno spazio di vita per le popolazioni che la abitano. Comprendo certamente le ragioni del marketing, ma credo che un territorio eccezionale come quello delle Dolomiti non abbia bisogno di andare a braccetto con l’icona di Venezia. Sarebbe più importante continuare a coltivare lo spirito di squadra, coniugando la straordinarietà del Patrimonio con un'eccezionalità declinata a tutti i livelli. Con il coraggio e la lungimiranza dei montanari, che hanno sempre saputo guardare oltre le creste delle proprie montagne".

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