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Coronavirus, il Comune di Trento: ''Aspettiamo le decisioni sugli impianti ma lavoriamo a un Bondone green e sostenibile, anche con la funivia''

Le Regioni dell'arco alpino sono in pressing per salvare Natale e Capodanno, periodo pesante per i fatturati e vero momento clou di ogni stagione. Bozzarelli: "Il Bondone può distinguersi per la pratica dello scialpinismo e può crescere ancora per quanto riguarda la parte delle discipline nordiche"

Di Luca Andreazza - 29 novembre 2020 - 21:05

TRENTO. "In questo momento siamo spettatori perché la competenza riguarda governo e Provincia, ma ci sentiamo chiamati a fare la nostra parte con responsabilità". Così Elisabetta Bozzarelli, assessora al Comune di Trento, che aggiunge: "L'impegno è massimo per comunque pianificare il turismo del futuro per il Bondone".

 

Le Regioni dell'arco alpino sono in pressing per salvare Natale e Capodanno, periodo pesante per i fatturati e vero momento clou di ogni stagione. E' infatti questo mese che segna il destino dell'inverno, il termometro per ogni stazione sciistica. E il fronte con il governo è aperto il via libera agli impianti è un nodo dirimente, ma comunque solo il primo ostacolo, l'altra partita riguarda la mobilità interna e con l'estero.

 

"E' difficile dimenticare quanto avvenuto in marzo - dice Bozzarelli - l'amministrazione ha già avviato il confronto con gli operatori e Trento Funivie: il momento è molto complicato e c'è un'assunzione di responsabilità da parte di tutti per garantire la massima sicurezza, investimenti a livello tecnologico per evitare code e assembramenti. Seguiamo l'evoluzione dell'epidemia e attendiamo di capire le decisioni finali per quanto riguarda gli impianti di risalita".

 

La parte alpina è una grossissima fetta dell'economia e anche in caso di via libera agli impianti, le incertezze riguardano gli spostamenti. Ma i ragionamenti sono proiettati anche sul futuro della montagna. "Non può essere solo impianti di risalita. Certo sono asset strategico, ma la montagna sono in primis tutte le persone che la vivono. Confermiamo la necessità di avviare gli iter per il grande impianto di collegamento tra Trento e il Bondone. Nel breve periodo - aggiunge l'assessora - si devono programmare anche le altre attività, un ventaglio di possibilità da sviluppare e implementare per aumentare l'attrattività della stazione".

 

Non solo sci da discesa. "Il Bondone - evidenzia Bozzarelli - può distinguersi per la pratica dello scialpinismo e può crescere ancora per quanto riguarda la parte delle discipline nordiche. Abbiamo poi chiesto all'Azienda per il turismo d'ambito, ma anche agli altri attori strategici, di immaginare insieme una serie di interventi tra proposte sostenibili e green: trekking e ciaspolate, un itinerario di ricerca per osservare gli animali e altre iniziative in grado di intercettare i trentini, così come il turista, appena sarà possibile. Vogliamo essere quella una meta ideale, green e sostenibile dove si può trovare un palinsesto personale di attività da svolgere in vacanza o in una domenica insieme".

 

Un obiettivo è quello di rendere il Bondone ancor di più punto di riferimento per il capoluogo, mentre il nuovo bacino idrico non dovrebbe più sorgere alle Viote, ma si valutano altri luoghi che non mettano a rischio una zona pregiata dal punto di vista ambientale. "Un giardino alpino in città. Una montagna a portata dei cittadini, bella e accogliente per i trentini perché se aumenta la qualità per il territorio - spiega Bozzarelli - possiamo compiere un ulteriore step anche per quanto riguarda i turisti. Ci sono le energie e le potenzialità per crescere in maniera importante e può portare benefici a tutti. E' ora di uscire definitivamente da una logica di contrapposizione: Trento e Bondone si integrano a vicenda".

 

La crisi causata dall'emergenza coronavirus non deve fermare la progettualità che ruota intorno alla montagna. "La salute è prioritaria - commenta il sindaco Franco Ianeselli - operatori e società impianti sono pienamente responsabili e consci della situazione. I confronti sono costanti e diretti. E' chiara la necessità di lavorare in ogni modo ai ristori economici. E' inevitabilmente un momento difficile, però si deve fare quadrato per poi ripartire di slancio". 

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