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Inverno fermo e incertezze per Covid-19 ma la riforma sul turismo va avanti: il Garda si prende Comano, che perde un pezzo

Il Comune di San Lorenzo Dorsino transita invece alla Paganella. Traballa Ledro. Fasi avanzate tra Cembra/Pinè e la Val di Fiemme (e pensare che si è passati da un'ipotesi scorporazione per creare due Apt a un unico maxi ambito). Bilancio ok per Rovereto e Vallagarina e val di Non che restano enti autonomi

Di Luca Andreazza - 17 dicembre 2020 - 21:42

TRENTO. Accordo trovato per la fusione tra le Apt Garda Trentino e Terme di Comano-Dolomiti di Brenta. Un'operazione non proprio indolore in quanto Ponte Arche perde San Lorenzo Dorsino che transita verso la Paganella. Traballa Ledro. Si lavora al nuovo ambito Fiemme, Pinè, Cembra. E' l'effetto della riforma del turismo. 

 

Impianti chiusi e stagione ancora più in forte difficoltà, ma le pianificazioni all'orizzonte appaiono poche. Probabilmente sarebbe il tempo di delineare la primavera e addirittura l'inverno del prossimo anno. Si muovono (bene) i territorio e sarebbero servite le Agenzie di prodotto, che però sono di territorio e comunque non sono ancora partite (e sarebbe stata la parte più interessante della riforma). L'ordinanza della Regione Val d'Aosta che impone l'obbligo di essere accompagnati da guida alpina o maestro di sci per effettuare la pratica dello scialpinismo può essere discutibile, ma rappresenta quantomeno un tentativo di gestione della situazione evidentemente complicata. E' chiaro che non ci sono scelte semplici in questo contesto, soprattutto se non si è voluto nemmeno prendere in considerazione la "Soluzione C" a definire la caratura della politica provinciale. 

 

Ci sarebbe la necessità di prepararsi anche a un mercato prossimo che potrebbe essere molto diverso una volta usciti dai blocchi, un settore ancora più agguerrito e aggressivo, commercialmente e nella politica dei prezzi, per recuperare un anno praticamente zero. Delineare strategie, scenari e equilibri tra costi e benefici. Slogan e belle immagini (magari meglio se originalmente del Trentino) potrebbero non essere sufficienti per recuperare pure i clienti più fidelizzati.

 

Un'emergenza coronavirus che mette in luce comunque un gradimento della montagna altissimo nonostante le limitazioni e le restrizioni; una realtà che dovrebbe imporre forse delle riflessioni alla regia provinciale. Ma alle nostre latitudini forse il compito è considerato esaurito nel lancio della campagna promozionale attendista (che sembra sintetizzare l'approccio della Giunta) da rafforzare appena le condizioni permettono azioni più incisive e poco altro e nell'essersi assicurati le tappe in val di Fassa di coppa del Mondo femminile, saltate in Cina per ragioni sanitarie (Qui articolo). 

 

Ci si è sbilanciati a garantire l'avvio della stagione, che sembra già in dubbio anche superata l'Epifania (Qui articolo), senza forse aver piena contezza del contesto di quanto avviene; il governo provinciale non vuole polemizzare ma intanto si sprecano i post contro Roma per la chiusura degli impianti. Una vicenda, purtroppo, che assume contorni kafkiani se si considera che il livello del contagio appare sostenuto da settimane, il tasso di ospedalizzazione è alto con un quadro che non è improvvisamente precipitato ma è peggiorato in maniera anche piuttosto progressivo.

Dopo aver polemizzato con Trento e infine scaricato sui territori la responsabilità di organizzare i Mercatini, farsi impugnare dal governo e sospendere dal Tar un'ordinanza, avviare le scuole scuole superiori in presenza prima del 7 gennaio e senza una pianificazione ulteriore del trasporto pubblico, attivare gli impianti a tutti costi con uscite apparse perfino confuse e in modo quasi sprezzante ("Troppo facile dire che non apriamo per evitare rotture di femori e gambe''), togliere l'obbligo di mascherine all'aperto, delineare i via libera tra Comuni a Natale, Santo Stefano e Capodanno per poi pochi giorni dopo appoggiare l'ipotesi Italia zona rossa per le festività.

 

Una linea politica più d'opposizione che di governo e magari urge un confronto tra assessore e presidente per un fronte comune nel momento in cui Failoni chiede di valutare di togliere l'isolamento in caso di arrivo dall'estero. Ma d'altronde spesso i messaggi sono contraddittori proprio in casa Pat con idee che cambiano anche in poche ore (Qui articolo). I cambi di direzione all'ordine del giorno; in particolare a partita degli impianti ormai persa, con il presidente che evidenzia i danni in Veneto (Qui articolo).

Per il resto le priorità sembrano sempre due, il tratto distintivo della Provincia leghista in materia turismo: Bolbeno e la riforma del turismo, che deve proseguire a ogni costo o quasi. Troppo importante istituire i Cda sopra Trentino Marketing e sistemare qualche poltrona. Non si sospende nulla o quasi; le maglie dell'Europa appaiono più large causa emergenza ma resta fisso il vincolo del 51% delle risorse private da prevedere a bilancio e raggiungere sul 2021 entro questo 31 dicembre a fronte dei crolli di presenze turistiche e fatturati in questa crisi economica, atteggiamento che comunque crea qualche grattacapo alle Aziende per il turismo. 

 

Così Comano si è definitamente decisa a transitare sul Garda. Accordo trovato tra Marco Benedetti e Susanna Serafini. Si lavora anche a Piné e Cembra per passare a Fiemme. Traballa Ledro alla ricerca di finanziamenti privati per una località uscita tartassata dal lockdown primaverile. Le altre non dovrebbero subire modifiche: Rovereto e Vallagarina e val di Non hanno messo in sicurezza i bilanci, restano autonomi. 

 

“Ho sempre considerato la riforma come un’opportunità per armonizzare i nostri territori e credo che l’unione tra il Garda Trentino e Comano rappresenti un ottimo esempio che altri ambiti dovrebbero seguire - spiega Failoni - perché dimostra come la principale destinazione turistica della nostra provincia possa accogliere una realtà più piccola mantenendone l'identità e determinando nuove opportunità. Nessun territorio potrà dirsi danneggiato dalla riforma che dunque credo possa definitivamente entrare nella sua fase attuativa entro la prima metà del 2021".

 

In realtà a Ponte Arche si perde un pezzo, San Lorenzo Dorsino, che va a orbitare sulla Paganella con quest'ultima che dovrebbe allargare i confini fino a Mezzocorona e Mezzolombardo per l'annessione della Piana Rotaliana. In questo modo c'è un Comune che turisticamente appartiene a un ambito e resta proprietaria di uno stabilimento termale e albergo le cui amministrazioni comunali virano sul Garda. 

 

"E' stata la volontà degli operatori economici. Nel caso di cambio di assetto - commenta la sindaca Ilaria Rigotti - questa è la naturale collocazione e scelta. Questa nuova configurazione rappresenta sicuramente la chiusura di un'esperienza di anni di lavoro e ci siamo sempre sentiti valorizzati. Ovviamente non viene alzata una barriera ma si cerca di continuare a collaborare verso Ponte Arche".

 

Prosegue anche il dialogo tra Pinè, Cembra e Fiemme. "L'iter è in corso - dice Alessandro Cadrobbi, presidente dell'Azienda per il turismo Pinè/Cembra - la strada è questa e le prospettive sono quelle di chiudere il cerchio a metà dell'anno prossimo, verso maggio. Si è valutata che questa, rispetto a Trento, è la migliore opportunità per il territorio, un contesto più favorevole alle esigenze della nostra Apt". 

 

Un passo fino a qualche tempo fa difficilmente prevedibile. Si è passati da un'ipotesi (quasi concreta) di scorporamento per creare due Aziende per il turismo di Pinè e quella di Cembra a finire sorprendentemente sotto nuovo "padrone", la val di Fiemme. 

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