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Coronavirus, Fugatti attacca il Governo: ''Il Veneto perde 1,5 miliardi senza la stagione invernale''. Grosselli: ''Ma non governa il Trentino?''

In un post su facebook (copincollato dalla pagina di Lega Salvini Premier), il presidente della Provincia di Trento ha attaccato l'indecisione sul governo rispetto alle chiusure natalizie. "Comprendiamo fino in fondo le ansie e il disorientamento dei cittadini". Ma mentre il collega Luca Zaia ipotizza (una seppur confusa) ordinanza restrittiva, il governatore trentino temporeggia. Grosselli (Cgil): "Inutile scaricare su Roma se poi si ha la stessa schizofrenia dello Stato"

Di Davide Leveghi - 17 dicembre 2020 - 19:26

TRENTO. Flussi e riflussi di parole, in una marea continua dove i cittadini non riescono a orientarsi. È questa la situazione che si sta vivendo nel Trentino leghista del presidente Maurizio Fugatti, una provincia autonoma incapace di esercitare l'autonomia e che preferisce l'inerzia rispetto alla responsabilità della scelta – anche perché, quando delle scelte sono prese, vengono quasi automaticamente impugnate da Roma.

 

In una giornata dove non si è ancora deciso di decidere sul tema cogente delle restrizioni natalizie, il presidente della Pat ha espresso il suo fastidio nei confronti del silenzio dell'esecutivo. Il tira e molla fra Roma e i capoluoghi continua infatti a tenere tutti sulle spine, con il governo che promette una decisione imminente. “Tra venerdì e sabato decideremo”, hanno detto.

 

Siamo molto preoccupati per il fatto che oggi, giovedì 17 dicembre, ancora non sappiamo cosa farà il governo, cosa accadrà a 60 milioni di italiani dal 24 dicembre – ha scritto Fugatti in un post su facebook – comprendiamo fino in fondo le ansie e il disorientamento dei cittadini. Ribadiamo la necessità che ci sia l'indispensabile copertura finanziaria per garantire i risarcimenti totali a tutte le categorie che potranno essere colpite dalle misure di restringimento decise dal governo”.

 

Eppure, da parte sua, il governatore trentino non aveva certo dimostrato una posizione ferma, riuscendo in un solo giorno a dispensare ben tre versioni differenti sulle “zone rosse”. Dopo aver spiegato in Consiglio provinciale di essere d'accordo con quanto ventilato dal governo sull'estensione della zona rossa a tutta Italia nel periodo delle festività, rendendosi anzi disponibile per un'eventuale anticipazione, il governatore leghista era infatti riuscito a contraddirsi nel pomeriggio di fronte ai suoi cittadini ribadendo sì la sintonia con l'esecutivo ma non la volontà di chiudere anticipatamente. Il triplo carpiato, infine, avveniva nel mentre, con la sua firma in calce a un documento del segretario generale della Lega Matteo Salvini in cui tutti i governatori leghisti comunicavano la loro contrarietà verso la linea di Roma.

 

L'ammiccamento a Salvini, nondimeno, non passava certo inosservato, con i sindacati sugli scudi nel denunciare “la pericolosa inadeguatezza di governo” della giunta leghista e lo “svilimento dell'autonomia per compiacere” il segretario. Quanto la linea del presidente trentino sia “svanita” in quella del partito nazionale, d'altronde, lo dimostra lo stesso post con cui Fugatti ha criticato l'indecisione del governo a decidere sulle restrizioni natalizie.

 

Questo, infatti, non è altro che un “copiaeincolla” di una nota del partito nazionale, a testimoniare il fronte comune che in queste ore la Lega ha deciso di opporre al governo, al di là del Trentino e della sua autonomia. “Mi aspetto insieme a Luca Zaia, Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Donatella Tesei e Nino Spirlì che in manovra ci sia almeno un miliardo di fondi per potenziare il trasporto pubblico locale (fondamentale per riaprire le scuole in sicurezza) e notizie certe sui rimborsi per le attività commerciali (il Veneto perde un miliardo e mezzo solo per le mancate aperture della stagione invernale). Siamo certi che tutti vogliano garantire agli italiani chiarezza e aiuti concreti in un momento particolarmente difficile per il nostro Paese”, ha concluso.

 

 

L'arringa di Fugatti, anche in questo caso, non è rimasta certo inosservata. Anche questa volta, è uno dei tre segretari sindacali trentini a evidenziare alcuni punti che lasciano perplessi molti. “Scusi presidente Maurizio Fugatti, il Veneto perde 1,5 miliardi per il turismo invernale? Il Veneto? - ha incalzato il segretario della Cgil Andrea Grosselli – primo: guardi che Lei è il presidente della Provincia autonoma di Trento, non della Serenissima. Secondo: noi siamo preoccupati di quello che non sta decidendo Lei per mettere in sicurezza il Trentino. Inutile scaricare su Roma se poi si ha la stessa schizofrenia dello Stato”.

 

“Terzo: garantisca la salute pubblica esercitando le sue prerogative e poi tutti insieme diamo battaglia a Roma perché garantisca i ristori agli imprenditori e gli ammortizzatori ai lavoratori. Non viceversa”, ha concluso.

 

Da parte sua, il collega del Veneto Luca Zaia ha proprio deciso di sua iniziativa di non attendere Roma e di uscire con un'ordinanza non ancora chiarissima ma di indirizzo decisamente restrittivo (si ipotizza la chiusura dei Comuni alle 14, ma l'ordinanza dovrà attendere la conferma del Ministero della Salute prima di poter essere presentata e entrare in vigore). La gestione trentina, invece, è finita proprio in queste ore sui banchi del Parlamento, con un'interrogazione presentata da un deputato veneto di Forza Italia e la richiesta di fare chiarezza sui dati comunicati da Trento a Roma.

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