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| 02 dic 2020 | 11:24

Coronavirus, Speranza sul Dpcm: vietati gli spostamenti tra Regioni e ulteriore stretta a livello comunale a Natale, Santo Stefano e Capodanno

Un'altra misura sembra quella di disporre l'isolamento per le persone che rientrano dall'estero dopo il 20 dicembre, resta il coprifuoco alle 22 anche nei giorni di Natale e Capodanno, così come gli impianti da sci chiusi. Sono ore di valutazioni a Roma, così come tra governo e Regioni per la gestione dell'emergenza Covid-19 durante le festività

Coronavirus, Speranza sul Dpcm: vietati gli spostamenti tra Regioni e ulteriore stretta a livello comunale a Natale

TRENTO. "E' necessario disincentivare gli spostamenti tra Regioni il 25 e 26 gennaio, il 1 gennaio. E limitare anche gli spostamenti tra Comuni. Dobbiamo affrontare le feste con la massima serietà per scongiurare nuove chiusure a gennaio". Così il ministro Roberto Speranza che ha riferito in Senato le misure contenute nel prossimo Dpcm per fronteggiare l'emergenza Covid-19. "Le limitazioni devono essere rafforzate in un contesto di coordinamento europeo".

 

Un'altra misura sembra quella di disporre l'isolamento per le persone che rientrano dall'estero dopo il 20 dicembre, resta il coprifuoco alle 22 anche nei giorni di Natale e Capodanno, così come gli impianti da sci chiusi. Vengono vietati gli spostamenti tra Regioni fino all'Epifania, con un'ulteriore stretta a livello comunale ma solo il 25, 26 dicembre e 1 gennaio.

 

Si discute di concedere deroghe per evitare che gli anziani si ritrovino a trascorrere le festività in solitudine.Si potrebbero raggiungere le seconde case, anche se si trovano fuori regione, purché in fascia gialla. 

 

Nel nuovo Dpcm i negozi chiudono alle 21 e i centri commerciali possono rimanere aperti il fine settimana e nei giorni festivi prima del 20 dicembre, chiusi invece durante le festività. La chiusure dei ristoranti è fissata per 18 e dopo questo orario è autorizzata la vendita d'asporto (con divieto di consumare cibo e bevande nelle vicinanze del locale) e la consegna a domicilio, questi esercizi potrebbero restare aperti anche a Natale, Santo Stefano e Capodanno. Sono ore di confronti per i nuovi provvedimenti.

 

Il governo, come noto, si appresta a varare le nuove misure per il periodo di Natale e Capodanno. "Le scelte del governo sono difficili - dice Speranza - ma necessarie per mantenere la curva dei contagi sotto contro e evitare un lockdown generalizzato. Siamo consapevoli che ogni ordinanza comporta sacrifici, ma il principio è quello della precauzione e la volontà è quella di tutelare la salute. Bisogna limitare il più possibile i contatti tra le persone perché non possiamo abbassare la guardia e la terza ondata è dietro l'angolo. Dobbiamo salvaguardare il sistema sanitario, altrimenti non reggerebbero medici e infermieri, ai quali va la nostra gratitudine".

 

Oggi l'Rt si attesta a 1.08 e l'obiettivo è scendere sotto 1 per riuscire a ripristinare il tracciamento. "La situazione comunque rimane seria in tutta Italia. I dati elaborati dall'Istituto superiore di sanità - aggiunge il ministro - evidenziano che le misure messe in campo funzionano e questo ci consente di non adottare una chiusura avvenuta in altri Paesi. In primavera l'Italia ha indicato ai Paesi occidentali la strada giusta".

 

Un argomento è quello del vaccino (Qui articolo). "E' pronto a gennaio - prosegue Speranza - la svolta che aspettavamo. Non è comunque intenzione del governo disporre l'obbligatorietà della vaccinazione. La campagna sarà imponente e abbiamo la necessità di evitare di arrivare a questo con il servizio sanitario in difficoltà. Serve un grande patto Paese, non c'è maggioranza e opposizione ma gli italiani".

 

L'acquisto del vaccino è centralizzato e somministrato gratis a tutti gli italiani. "E' un bene comune - dice il ministro - un diritto assicurato a tutte le persone. Nessuna diseguaglianza sarà ammissibile nella campagna di vaccinazione. I primi a ricevere i vaccini saranno gli operatori socio-sanitari, i residenti delle Rsa e gli anziani. Non sono i singoli Stati a trattare con le aziende farmaceutiche produttrici dei vaccini in arrivo contro Covid-19, ma è la commissione Ue a negoziare per tutti gli Stati europei".

 

L'Italia, ha spiegato il ministro, ha opzionato 202 milioni di dosi che rappresenterebbero una scorta sufficiente per vaccinare tutta la popolazione. "Ma probabilmente serviranno probabilmente due dosi a persona, una scelta per la massima precauzione", conclude Speranza.

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