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Coronavirus, in Italia le prime dosi del vaccino arriveranno a gennaio. Sarà gratis e il trasporto verrà effettuato con l'esercito

L'Italia ha opzionato 202 milioni e 573mila dosi di vaccino che rappresentano una dotazione sufficientemente ampia per vaccinare tutta la popolazione e conservare alcune scorte di sicurezza. Il ministro: "Il nostro obiettivo è quello di raggiungere l'immunità di gregge"

Di Giuseppe Fin - 02 dicembre 2020 - 10:58

TRENTO. In Italia i primi vaccini saranno pronti da gennaio e saranno gratuiti a tutti. Lo sottolinea il ministero per la Salute Roberto Speranza intervenendo questa mattina in Senato per illustrare il Piano nazionale vaccini e il nuovo Dpcm che sarà firmato nelle prossime ore.

 

“Non è intenzione del Governo – ha spiegato il ministro – l'obbligatorietà del vaccino. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere l'immunità di gregge”.

 

L'acquisto del siero sarà centralizzato e come già detto, verrà somministrato senza alcun costo per la popolazione.

 

“Il vaccino è un bene comune – ha chiarito Speranza - un diritto che va assicurato a tutte le persone, indipendentemente dal reddito e dal territorio nel quale ciascuno vive e lavora. Nessuna disuguaglianza sarà ammissibile”.

 

L'Italia ha opzionato 202 milioni e 573mila dosi di vaccino che rappresentano una dotazione sufficientemente ampia per vaccinare tutta la popolazione e conservare alcune scorte di sicurezza. Serviranno probabilmente, secondo le informazioni che si hanno al momento, due dosi per ciascuna persona, ed è per questo che la scelta è stata effettuata per la massima precauzione.

 

Il ministro ha poi spiegato quali saranno le categorie che per prime riceveranno il vaccino. In via prioritaria saranno vaccinati operatori sanitari e socio sanitari, che hanno un rischio più elevato. In secondo luogo residenti e operatori delle Rsa che si trovano in una situazione di alto rischio di malattia grave. In terzo luogo, saranno vaccinate le persone della terza età, che sono anche quelle che hanno più spesso patologie a rischio.

 

Con l'aumento delle dosi saranno sottoposte a vaccino poi altre categorie di persone che vanno dal personale scolastico alle forze dell'ordine. C'è poi la questione logistica, del trasporto e dello stoccaggio del vaccino. Questi compiti sono affidati al Commissario straordinario e il vaccino sarà trasportato anche con l'aiuto dell'Esercito.

 

La vaccinazione sarà centralizzata, con l’individuazione di siti ospedalieri o para-ospedalieri. Il personale delle unità vaccinali sarà costituito da medici, infermieri e personale di supporto. Un fabbisogno, ha spiegato Roberto Speranza, di circa 20 mila persone.

 

Particolarmente importante sarà la fase della sorveglianza che avrà il compito di monitorare gli effetti avversi ai vaccini, individuando eventuali problematiche.

 

L'obiettivo è quello di neutralizzare prontamente eventuali problematiche. Una sorveglianza immunologia che consentirà di valutare la risposta immunitaria nella popolazione. Ci sarà poi un comitato scientifico dell'Aifa che per tutto il periodo della campagna vaccinale avrà il compito di analizzare i dati raccolti e nell’individuazione di possibili interventi.

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