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Coronavirus, parte il "Piano Vaccini" del Veneto: 186mila dosi in un mese. Zaia: "Siamo in grado di gestire qualsiasi lotto e qualsiasi quantità di dosi"

Zaia pubblica il piano per la vaccinazione in Veneto nel corso del prossimo mese. Dal "vaccine day" al 25 gennaio 186mila dosi raggiungeranno i punto di stoccaggio, per poi essere distribuiti nei punti di erogazione dove verranno somministrati alla popolazione

Di Mattia Sartori - 29 dicembre 2020 - 10:14

VENEZIA. 186.225 dosi di vaccino distribuite tra le sette province venete. Questi sono i numeri che definiranno lo sforzo della regione nel primo mese di vaccinazioni. Il “Piano Vaccini” elaborato dalla Direzione prevenzione del Veneto prevede che le dosi, una volta arrivate dal livello centrale, vengano distribuite nei punti di stoccaggio per poi essere inviate ai punti di erogazione.

 

I sette ospedali individuati come punti di stoccaggio, uno per ogni provincia, si divideranno i diversi lotti di vaccino che arriveranno il 4, l’11, il 18 e il 25 gennaio. In totale si tratta di più di 186mila dosi distribuite in meno di un mese, uno sforzo notevole anche se si tratta di una piccola frazione rispetto al totale della popolazione veneta, che ammonta a poco meno di cinque milioni di persone.

 


 

Il governatore Zaia è però sicuro del sistema messo in piedi e ritiene sia in grado di gestire uno sforzo anche superiore a quello previsto: “In Veneto abbiamo una macchina sanitaria e logistica pronta e collaudata – dichiara -. Siamo in grado di gestire qualsiasi lotto e qualsiasi quantità di dosi, nella speranza che ne arrivino anche più del previsto per poter accorciare i tempi”.

 

Si ribadisce anche la necessità di vaccinare prima le categorie a rischio maggiore. Il governatore ritiene infatti “essenziale rispettare il protocollo delle categorie prioritarie da vaccinare, che sono gli operatori della sanità, gli operatori e gli ospiti delle case di riposo. Nessuna dispersione rispetto a queste tre categorie deve verificarsi. Saranno le uniche a essere vaccinate in questa prima fase. Siamo anche pronti ad affrontare la partita con l’anagrafe vaccinale informatizzata, che per primi abbiamo costituito a livello nazionale, e che sarà preziosa qualora vi fosse la necessità di certificare l’avvenuta vaccinazione”.

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