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Coronavirus, Zaia: "Col vaccino un passaporto sanitario. Io lo farò quando sarà il mio turno"

Il governatore del Veneto Zaia parla dei vaccini anti-Covid e dei dati sui contagi: "In Veneto la situazione è seria, ma bisogna leggere i dati con consapevolezza. Abbiamo tanti contagi, ma facciamo anche tanti tamponi" 

Di Mattia Sartori - 28 dicembre 2020 - 18:44

VENEZIA. Io mi vaccinerò, ma solo quando sarà il mio turno”. Così il governatore Zaia introduce il discorso dei vaccini in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera dopo le prime vaccinazioni in Italia.

 

Il governatore del Veneto si è infatti detto sicuro di sottoporsi alla vaccinazione, anche se aspetterà che arrivi il suo momento per non sprecare occasioni di vaccinare persone ad alto rischio. Ha inoltre chiesto ai propri direttori generali di seguire il suo esempio: “I vaccini, nella prima fase, servono per chi sta nelle terapie intensive, non per chi sta in ufficio. Al momento, ci sono arrivate 875 dosi. Ma quando ce ne daranno altre, noi siamo prontissimi: abbiamo una macchina da guerra vaccinale”.

 

Zaia non ha dubbi neanche riguardo alla partecipazione della popolazione: “Noi abbiamo avuto una pre-adesione del 90%”. Ritiene inoltre che i tempi siano maturi per una sorta di passaporto sanitario da attribuire a chi si vaccina. Dichiara infatti: “Il vaccino certamente è volontario, ma chi rappresenta un rischio per gli altri avrà dei problemi. Le compagnie aeree hanno iniziato a dire che vogliono passeggeri con la garanzia del vaccino, ma presto cominceranno a chiederlo le strutture ricettive, gli spazi per congressi e via dicendo“.

 

Si ritorna anche sulla questione dei dati, un tema da tempo discusso, soprattutto per quanto riguarda il Veneto. Sono molti quelli che pensano ad esso come alla regione con la situazione peggiore, quella con più contagiati, ma il governatore Zaia non è d’accordo. “Passiamo tutti i giorni per la regione con il maggior numero di contagi - dice - il primo giorno che ci siamo presi il primato avevamo fatto circa 60 mila tamponi tra rapidi e molecolari. I contagiati erano 3mila, quindi il 5%. In quello stesso giorno, la regione che passava per la migliore aveva trovato 40 positivi su 400 tamponi. Il che significa il 10%: il doppio. Noi da sempre - continua - facciamo un gran numero di tamponi rapidi. Che però non possono essere inclusi nella statistica. O meglio: i positivi sono contati, ma il loro numero viene caricato sui soli tamponi molecolari”.

 

Zaia si dice però fiducioso nel sistema sanitario della propria regione: “In Veneto la situazione è assolutamente seria, e lo sarà fino a quando avremo dimesso l’ultimo paziente, ma la nostra sanità risponde. Prendiamo in carico tutti i casi Covid più gli 8mila non Covid e inoltre non rinunciamo nemmeno alle prestazioni oncologiche e trapianti”.  

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