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| 15 nov 2021 | 13:49

Covid19, corre il contagio in Veneto, Zaia: ''Finiremo in zona gialla? Anche arancione se continua così''

Sui test per gli anticorpi il presidente dell'Aifa spiega: "Molti dei test che si fanno non misurano gli anticorpi neutralizzanti, quello che conta di più è rispettare quanto si è verificato sulla copertura dal virus di una dose o due dosi di vaccino”

Covid19, corre il contagio in Veneto, Zaia: Finiremo in zona gialla?
di Redazione

VENEZIA. “Finiremo in zona gialla? Se il virus non si ferma il rischio è quello di arrivare anche in zona arancione”. Preoccupa in Veneto l'aumento dei contagi e lo si capisce anche oggi dalle parole del governatore Luca Zaia che invita la popolazione a rispettare le regole anti-contagio e soprattutto di usare la mascherina.

 

Nelle ultime 24 ore sono stati trovati 712 positivi al coronavirus con 31.660 test, quindi la percentuale dei tamponi positivi è stata del 2,24%. “Oggi – ha spiegato Zaia - il numero dei positivi in Veneto è salito a 16.381 ed è il doppio della punta più bassa che abbiamo toccato a settembre”.

 

In ospedale, i pazienti per Covid-19 sono 381, così suddivisi: in area medica 317 e in terapia intensiva 64. Ed in terapia intensiva ci sono anche 350 pazienti non Covid. La fascia di popolazione maggiormente colpita è quella che va dai 6 ai 12 anni e nel weekend proprio a Padova, purtroppo, un neonato di tre mesi positivo è stato ricoverato.

 

“C'è preoccupazione – ha continuato Zaia - nel gestire questo incremento inesorabile e quotidiano lento. Fortunatamente, però, abbiamo la vaccinazione. Avere quasi l'85% dei veneti che hanno intrapreso un percorso vaccinale ci permette non avere ospedali pieni”.

 

Zaia, inoltre, ha parlato anche di proiezioni elaborato dagli esperti secondo l'andamento dei dati registrato fino ad oggi. “Le nostre proiezioni – ha continuato Zaia - ci dicono che arriveremo nell'arco delle prossime due settimane a 100 persone Covid in terapia intensiva e questo è un problema, perché significa avere un'occupazione generale di 450 posti letto".

 

Nel corso della conferenza ad intervenire è stato anche il professor Giorgio Palù, virologo e presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che in merito a test sugli anticorpi ha spiegato : “Non esistono ancora per questa malattia gli anticorpi neutralizzanti che proteggono. Molti dei test che si fanno non misurano gli anticorpi neutralizzanti, quello che conta di più è rispettare quanto si è verificato sulla copertura dal virus di una dose o due dosi di vaccino”.

 

Sempre su questi test il presidente dell'Aifa ha spiegato che li ritiene utili solo “per alcune categorie della popolazione, dagli immono-depressi ai pazienti dializzati, solo quindi in condizioni veramente particolari”.

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