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| 30 nov 2021 | 15:27

Covid, Zaia: ''Nelle prossime settimane tutta Italia o quasi in zona gialla. Oltre l'80% dei pazienti in terapia intensiva non vaccinati''

Un'epidemia che ha inoltre dei riflessi anche sulle attività ordinaria e d'emergenza. Luca Zaia (presidente Veneto): "Sono 500 mila le prestazioni non evase. Per questo ci appelliamo alla cittadinanza affinché ci si protegga con i vaccini. Inoltre invito a usare la mascherina, non possiamo permetterci di mandare al collasso la sanità". Sulle vaccinazioni ai bambini si pensa di partire dal 23 dicembre

Covid, Zaia: Nelle prossime settimane tutta Italia o quasi in zona gialla
di Redazione

VENEZIA. "La settimana prossima potremmo rischiare di passare in zona gialla". Così Luca Zaia, presidente della Regione Veneto. "E' necessario essere tutti più prudenti e assumere comportamenti virtuosi. L'arma più potente che abbiamo sono i vaccini".

 

La curva del contagio è in crescita, seppur lentamente peggiora anche la situazione negli ospedali in Veneto. Un peggioramento a livello italiano con le proiezioni che indicano un possibile passaggio di classificazione anche per Lazio e Lombardia. Sotto osservazione anche le Marche, la valle d’Aosta, la Liguria, l’Emilia-Romagna e la Campania

 

"Nelle prossime settimane tutta Italia o quasi sarà in zona gialla. Poi da un lato c’è la partita del Super Green pass che dovrebbe quantomeno blindare e scongiurare la chiusura di quelle che sono le zone arancioni, che prevedrebbero, appunto, la chiusura dei confini comunali e di molte attività come bar e ristoranti. E dall’altro lato, invece, la strategia per contrastare Covid è quella di vaccinare. Ovviamente l'appello ai cittadini è di andare a farsi vaccinare. A chi non ha fatto la prima dose chiedo di valutarla fino in fondo, invece chi ha fatto entrambe le dosi non attenda a prenotarsi per il richiamo". 

 

Si toglie la prenotazione sulle prime dosi per favorire e accelerare le somministrazioni. Sono 2.362 i nuovi positivi e ci sono 10 vittime. Il rapporto contagi/tampone si attesta a 1,7%. Il picco dell'anno scorso era intorno al 7%. I ricoveri salgono a 658 persone, di cui 553 (+40) nei normali reparti e 105 (+7) in terapia intensiva.

 

"Gli sforzi ai quali abbiamo sottoposto la macchina sanitaria è qualcosa di incredibile: sono la testa d'ariete contro il Covid, purtroppo però non ci sono rinforzi. A loro - dice Zaia - va un ringraziamento perché rispetto all'anno scorso che ci si occupava di cure, di tamponi e di contact tracing, oggi si devono fare anche i vaccini. E' grande sfida, soprattutto sul fronte dei vaccini, anche nell'ottica della terza dose, perché si devono somministrare 50 mila vaccini al giorno. Oltre l'80% in terapia intensiva è non vaccinato. Ma l'aspetto cruciale è che il vaccinato in ospedale è un grande anziano con co-morbilità. E nonostante questo le case di riposo sono al sicuro. Il clou dei ricoverati è tra 40-60 anni non vaccinati e molti di questi sono in rianimazione. Stiamo andando verso l'86% dei vaccinati, almeno 4 punti che possiamo ancora recuperare se ci impegniamo nel dialogo e la pacificazione sociale".

 

Un'epidemia che ha inoltre dei riflessi anche sulle attività ordinaria e d'emergenza. "A causa del Covid sono 500 mila le prestazioni non evase. La malattia - spiega il governatore del Veneto - colpisce anche le persone non contagiate. Per questo ci appelliamo alla cittadinanza affinché ci si protegga con i vaccini. Inoltre invito a usare la mascherina, non possiamo permetterci di mandare al collasso la sanità". 

 

Il Veneto si prepara alle somministrazioni nei bambini, si pensa al 23 dicembre, e cambiano le regole d'ingaggio a scuola. "Sale l'incidenza del contagio: si sospende temporaneamente il protocollo in quanto i casi sono saliti rapidamente. Prima si restava in classe con 2 positivi, mentre ora con un caso, indipendentemente del grado, tutto il resto della classe va in quarantena. Sembra una penalizzazione ma non  è così: si applica la situazione epidemiologica. Sul fronte della vaccinazioni, stiamo parlando con i pediatri di libera scelta", conclude Zaia.

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