Covid, Zaia: ''Nelle prossime settimane tutta Italia o quasi in zona gialla. Oltre l'80% dei pazienti in terapia intensiva non vaccinati''
Un'epidemia che ha inoltre dei riflessi anche sulle attività ordinaria e d'emergenza. Luca Zaia (presidente Veneto): "Sono 500 mila le prestazioni non evase. Per questo ci appelliamo alla cittadinanza affinché ci si protegga con i vaccini. Inoltre invito a usare la mascherina, non possiamo permetterci di mandare al collasso la sanità". Sulle vaccinazioni ai bambini si pensa di partire dal 23 dicembre

VENEZIA. "La settimana prossima potremmo rischiare di passare in zona gialla". Così Luca Zaia, presidente della Regione Veneto. "E' necessario essere tutti più prudenti e assumere comportamenti virtuosi. L'arma più potente che abbiamo sono i vaccini".
La curva del contagio è in crescita, seppur lentamente peggiora anche la situazione negli ospedali in Veneto. Un peggioramento a livello italiano con le proiezioni che indicano un possibile passaggio di classificazione anche per Lazio e Lombardia. Sotto osservazione anche le Marche, la valle d’Aosta, la Liguria, l’Emilia-Romagna e la Campania.
"Nelle prossime settimane tutta Italia o quasi sarà in zona gialla. Poi da un lato c’è la partita del Super Green pass che dovrebbe quantomeno blindare e scongiurare la chiusura di quelle che sono le zone arancioni, che prevedrebbero, appunto, la chiusura dei confini comunali e di molte attività come bar e ristoranti. E dall’altro lato, invece, la strategia per contrastare Covid è quella di vaccinare. Ovviamente l'appello ai cittadini è di andare a farsi vaccinare. A chi non ha fatto la prima dose chiedo di valutarla fino in fondo, invece chi ha fatto entrambe le dosi non attenda a prenotarsi per il richiamo".
Si toglie la prenotazione sulle prime dosi per favorire e accelerare le somministrazioni. Sono 2.362 i nuovi positivi e ci sono 10 vittime. Il rapporto contagi/tampone si attesta a 1,7%. Il picco dell'anno scorso era intorno al 7%. I ricoveri salgono a 658 persone, di cui 553 (+40) nei normali reparti e 105 (+7) in terapia intensiva.
"Gli sforzi ai quali abbiamo sottoposto la macchina sanitaria è qualcosa di incredibile: sono la testa d'ariete contro il Covid, purtroppo però non ci sono rinforzi. A loro - dice Zaia - va un ringraziamento perché rispetto all'anno scorso che ci si occupava di cure, di tamponi e di contact tracing, oggi si devono fare anche i vaccini. E' grande sfida, soprattutto sul fronte dei vaccini, anche nell'ottica della terza dose, perché si devono somministrare 50 mila vaccini al giorno. Oltre l'80% in terapia intensiva è non vaccinato. Ma l'aspetto cruciale è che il vaccinato in ospedale è un grande anziano con co-morbilità. E nonostante questo le case di riposo sono al sicuro. Il clou dei ricoverati è tra 40-60 anni non vaccinati e molti di questi sono in rianimazione. Stiamo andando verso l'86% dei vaccinati, almeno 4 punti che possiamo ancora recuperare se ci impegniamo nel dialogo e la pacificazione sociale".
Un'epidemia che ha inoltre dei riflessi anche sulle attività ordinaria e d'emergenza. "A causa del Covid sono 500 mila le prestazioni non evase. La malattia - spiega il governatore del Veneto - colpisce anche le persone non contagiate. Per questo ci appelliamo alla cittadinanza affinché ci si protegga con i vaccini. Inoltre invito a usare la mascherina, non possiamo permetterci di mandare al collasso la sanità".
Il Veneto si prepara alle somministrazioni nei bambini, si pensa al 23 dicembre, e cambiano le regole d'ingaggio a scuola. "Sale l'incidenza del contagio: si sospende temporaneamente il protocollo in quanto i casi sono saliti rapidamente. Prima si restava in classe con 2 positivi, mentre ora con un caso, indipendentemente del grado, tutto il resto della classe va in quarantena. Sembra una penalizzazione ma non è così: si applica la situazione epidemiologica. Sul fronte della vaccinazioni, stiamo parlando con i pediatri di libera scelta", conclude Zaia.
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