Covid-19, Zaia: “Stop ai tamponi nelle Asl per i no-vax. Appesi a un filo per la zona gialla”. L'Ulss 8 intanto chiude alle visite negli ospedali
In Veneto la situazione Covid-19 continua a peggiorare tanto che il presidente Luca Zaia ha dichiarato in conferenza stampa che la Regione in questo momento è “appesa a un filo” per il passaggio in zona gialla. Nel frattempo il governatore chiude ai tamponi gratuiti per i no-vax nelle Asl: “Ci sono delle priorità in questa fase”

VENEZIA. Oltre 3.100 positivi nelle ultime ventiquattro ore, salgono i ricoveri in terapia intensiva e in area medica e l'incidenza settimanale arriva a 317 casi per 100mila abitanti: la situazione Covid-19 in Veneto continua a peggiorare e per il governatore Luca Zaia il passaggio di colore è “appeso a un filo”. Il filo di cui parla il presidente veneto non è altro che il tasso di occupazione in area medica (8%), unico dei tre parametri fissati dal governo per il cambio di colore da bianco a giallo che non ha superato le soglie (le terapie intensive sono al 10%, esattamene al limite, e l'incidenza è più di 6 volte oltre la soglia dei 50 casi settimanali per 100mila abitanti). “La preoccupazione c'è – continua Zaia – e la vera sfida ora è convincere gli indecisi a vaccinarsi. I vaccini hanno funzionato sulle infezioni e se andiamo a vedere le ospedalizzazioni i non vaccinati pesano ancora di più. Rispettiamo l'idea della libera scelta di ognuno, ma è innegabile che il vaccino stia funzionando”.
Nel frattempo il Veneto ha deciso di chiudere ai tamponi per i no-vax nelle Ulss. “Ci sono delle priorità – ha detto Zaia a la Stampa – rivendico la scelta di vietare i test nelle Asl a chi non è vaccinato. Per noi il servizio al cittadino è inviolabile e non ci sono differenze di scelte vaccinali, però il problema è che ci sono le priorità e in questa fase con un'alta circolazione del virus siamo arrivati quasi al collasso dei tamponi per uso diagnostico”. Indicazioni già recepite ieri (2 dicembre) dalle Ulss Euganea e Scaligera che hanno annunciato la chiusura dei centri tampone non riservati alla diagnostica ma all'effettuazione di test per garantire la certificazione verde ai cittadini che hanno scelto di non vaccinarsi. Ai non immunizzati resterà dunque l'opzione di prenotare i test nelle farmacie.
Il personale sanitario insomma verrà impiegato per testare chi ha sintomi e i contatti dei positivi segnalati dai medici, mentre la pressione sul sistema ospedaliero continua ad aumentare. Un'incremento dei casi Covid che ha portato la Ulss 8 Berica a sospendere “in via precauzionale” sono sospese tutte le visite ai degenti ricoverati fatta eccezione per quelle dei genitori ai figli ricoverati nei reparti di pediatria e terapia intensiva neonatale, le visite ai malati terminali ed eventuali situazioni particolari a giudizio dei direttori dei reparti. “In ostetricia – scrive l'Ulss – rimane la possibilità per i padri di assistere alla fase finale del parto, con adeguati dispositivi di protezione e seguendo sempre le indicazioni fornite dal personale di reparto. Per le prestazioni ambulatoriali, non sarà consentito l’ingresso di accompagnatori, fatta eccezione per minori, disabili o comunque non autosufficienti, persone fragili in genere o con difficoltà linguistiche-culturali e comunque limitati ad un solo accompagnatore”.
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