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Coronavirus, Zaia: ''Chiesta autorizzazione all'Aifa per 4 milioni di vaccini. Se non si possono acquistare in autonomia, qualcuno deve dirlo chiaramente''

La Regione Veneto lavora sull'ordinanza per aprire gli impianti: "Abbiamo i dati da zona gialla, comunque aspettiamo la classificazione". Il direttore generale della Sanità veneta, Luciano Flor: "Vogliamo valutare condizioni certe e sicure di acquistare dosi per i veneti. Forse un mese fa questi vaccini non c'erano, ma oggi ci sono e assistiamo a un Paese che non è più nell'Unione europea che vaccina più di quanto vacciniamo noi"

Di L.A. - 12 febbraio 2021 - 13:53

VENEZIA. "La nostra capacità di vaccinare è di dieci volte superiore alle dosi che abbiamo a disposizione". Così il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia. "Abbiamo chiesto all'Aifa l'autorizzazione a comprare 4 milioni dosi  autorizzati Ema, con l'impegno a comunicare tutte le informazioni identificative del vaccino. Non abbiamo ancora ricevuto risposta da Aifa".

 

Il Veneto è intenzionato a portare avanti il proprio piano per accelerare sulla campagna vaccinale contro Covid, le tempistiche, infatti, sono messe a rischio dai tagli e dai ritardi delle forniture. "Abbiamo vaccinato - dice Zaia - circa 5 mila persone al giorno, in alcuni giorni siamo arrivati anche 10 mila somministrazioni. Abbiamo 360 mila over 80 e servono 720 mila dosi: se guardiamo il ritmo attuale si va a fine aprile". 

 

La questione vaccini tiene banco. "Da qui a fine febbraio avremo circa 100 mila vaccini Astrazeneca e la popolazione da vaccinare è di 4 milioni di persone. Partiamo da questa situazione di scarsità e c'era qualcuno che ci diceva che si potevano acquistare. Abbiamo chiesto all'Aifa l'autorizzazione a comprare 4 milioni dosi  autorizzati Ema, con l'impegno a comunicare tutte le informazioni identificative del vaccino. Non abbiamo ancora ricevuto risposta da Aifa. Abbiamo reso pubblico quello che stavamo facendo, non abbiamo fatto nulla di segreto. Siamo nella fase in cui stiamo dialogando con alcune situazioni molto selezionate: abbiamo voluto verificare con chi stavamo parlando e l'effettiva disponibilità del vaccino. Siamo nella fase in cui tutti questi elementi li abbiamo e stiamo aspettando un contratto e attendiamo l'autorizzazione da Aifa a negoziare e importare questi vaccini, senza questa autorizzazione non possiamo procedere. I prezzi sono abbastanza vicini a quelli negoziati da Ema, quando arriverà il contratto tra qualche giorno potremo anche comunicarlo. Chi ci ha offerto vaccini con prezzi molto superiori non l'abbiamo presi in considerazione. Sulla consegna ci garantiscono tempi inferiori al mese".

 

A seguire questa partita è seguita da Luciano Flordirettore generale dell’Azienda ospedaliera di Padova e della Sanità della Regione Veneto. "Agiremo nella completa legalità e nel rispetto delle direttive. Ci si muove però in un paesaggio lunare - commenta Zaia - un governo che non si esprime, un'Europa che non chiarisce e case produttrici che vendono vaccini. Se non si possono comprare le dosi in autonomia, qualcuno deve dirlo chiaramente. E' vergognoso attaccarci perché vogliamo cercare vaccini per i veneti, mi dispiace accadano queste cose, ma noi tiriamo dritto. Questa non è una sfida, ma fare il proprio dovere. Se qui non arrivano i vaccini è perché qualcuno li blocca".

 

E' Flor a rispondere a Crisanti (Trattare vaccini in modo indipendente sarebbe un'attività immorale): "Credo che i giudizi li dia qualcun altro, non so se sa di cosa sta parlando, né cosa sia una attività immorale. Se trattare per comprare vaccini per la popolazione è una attività immorale, prendo atto che c'è una nuova categoria di attività immorali".

 

La scarsità di vaccini? "Credo dall'accordo tra Europa e fornitori siamo davanti a una oggettiva scarsità di vaccini e davanti a una proposta di acquisto - spiega Flor - possiamo interessarci, alla luce del sole e nel rispetto di tutte le regole? Vogliamo valutare condizioni certe e sicure di acquistare dosi per i veneti. Forse un mese fa questi vaccini non c'erano, ma oggi ci sono e assistiamo a un Paese che non è più nell'Unione europea che vaccina più di quanto vacciniamo noi. Abbiamo tantissime persone che ci chiedono quando sarà il loro turno. Con la previsione di fornitura attuale, impiegheremmo 4 mesi per fare un milione di vaccinazioni, se noi sapessimo di poter ricevere quantitativi importanti nelle prossime settimane, ci metteremmo tranquilli, ma non abbiamo questa certezza".

 

Si attendono intanto le nuove classificazioni da parte delle autorità sanitarie nazionale. "Oggettivamente abbiamo tutti i parametri da zona gialla. Questo ci permette di portare avanti alcuni ragionamenti: l'apertura degli impianti sciistici. Lavoriamo a un'ordinanza di linee guida in attesa di rinnovo o proroga del Dpcm. Aspettiamo di conoscere la zona. La prossima settimana - prosegue Zaia - è l'ultima con le scuole al 50% di didattica in presenza, vogliamo vedere i dati prima di prendere decisioni".

 

Naturalmente la richiesta è quella di non abbassare la guardia. "E' il momento di tenere duro e rispettare le regole. La situazione negli ospedali ci consente di tirare un po' il fiato e dobbiamo mantenere questo trend perché non ci sono abbastanza vaccini", conclude Flor.

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