Coronavirus, Zaia sprona il Governo: ''Draghi rompa il muro europeo, i vaccini andiamo a trovarli sul libero mercato''
Zaia torna a chiedere al premier Draghi di acquistare nuovi vaccini in autonomia. Sulle riaperture spiega " Io sono convinto che dovranno essere cambiati i 21 parametri. Il problema non è il colore della zona ma come ci arrivi"

VENEZIA. ''Rompere'' con il contratto europeo e andare sul libero mercato per trovare i vaccini. Questo l'auspicio del governatore del Veneto, Luca Zaia, espresso questa mattina davanti ai giornalisti durante una conferenza stampa sulla condizione epidemiologica veneta e descrivendo una campagna vaccinale che sembra quasi proseguire con il freno a mano.
“Abbiamo fatto una riunione importante questa mattina – ha spiegato Zaia – e abbiamo al momento circa 87 mila vaccini. Bisogna andare avanti sempre con il freno a mano tirato. Pfizer dovrebbe arrivare mercoledì e nella migliore previsione potrebbero essere usati nel pomeriggio di quella giornata oppure giovedì. Poi dovrebbero arrivare le forniture da Astrazeneca e Johnson & Johnson”
Le attese sulle prossime forniture sono tante. La speranza è che vengano rispettate le scadenze delle consegne, questione spinosa negli ultimi mesi. Da qui le parole del governatore veneto.
“Ci vogliono vaccini – ha affermato Luca Zaia - io spero che il presidente Draghi si decida a rompere quel muro rappresentato dal contratto europeo e andare sul libero mercato perché i vaccini ci sono”. O quanto meno, ha continuato il presidente veneto “Abbiamo ragionevole certezza nel dire che di offerenti ce ne sono sempre in giro. Chi lo può fare, vada a capire se questi vendono chiacchiere o cosa”.
Un altro fronte sul quale si sta discutendo in queste ore è rappresentato dalle aperture. “Stiamo lavorando – ha spiegato Zaia - come governatori per le nuove linee guida sulle riaperture. Io resto comunque convinto che dovranno essere cambiati i 21 parametri. Il problema non è il colore della zona ma come ci arrivi. Per questo ritengo che un tagliando al modello dell'attribuzione delle zone sia fondamentale e quanto mai necessario”.














