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Vaccini, Fugatti: “Se non saltano delle consegne, finiremo con gli over80 nei primi 10 giorni di aprile. Poi si comincia con 50mila over70”

Il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti ha fatto il punto sulla situazione dei vaccini in Trentino. "Il programmo lo facciamo sulla base delle dosi consegnate. Con queste e quelle che si prevedono, nei primi 10 giorni di aprile dovremmo aver finito con gli over80"

Di Davide Leveghi - 24 February 2021 - 19:30

TRENTO. Come procede la vaccinazione in Trentino?Il programma dei vaccini lo facciamo sulla base delle dosi consegnate e del programma delle consegne settimanali – spiega il presidente della Provincia Maurizio Fugatti nel corso del consueto punto stampa sulla situazione del Coronavirus in Trentino – se arriveranno più dosi, ri-aggiorneremo il programma”.

 

Prosegue la campagna di vaccinazione in provincia di Trento. A fare il punto sono il governatore leghista, l'assessora alla Salute Stefania Segnana e il dirigente generale dell'Azienda sanitaria provinciale Pier Paolo Benetollo, che in un quadro in cui il contagio continua a correre, vedono nel vaccino l'unica soluzione per poter uscire dall'incubo in cui ormai è piombato il mondo da un anno.

 

Attualmente, sul territorio trentino le persone che sono state vaccinate sono 38.716, di cui 13.951 hanno ricevuto anche la seconda dose. Nelle Rsa, come riportato nel bollettino letto dall'assessora Segnana, gli ospiti vaccinati sono 6964. Proprio in riferimento a queste ultime, la stessa referente politica della Sanità trentina dà un importante annuncio: “In questo periodo i nuovi ingressi passavano per le strutture di transito. Ora che l'89% degli ospiti ha ricevuto la prima dose e l'80% la seconda, gli inserimenti saranno diretti”.

 

Rispetto al piano del vaccino, invece, è il presidente Fugatti a illustrare la tabella di marcia, tra difficoltà, ritardi nelle consegne delle dosi e voci su possibili altri canali di rifornimento aperti direttamente dalla Regioni. “Per gli ultra80enni le persone che sono state vaccinate sono 8200, mentre 18mila si sono prenotate con il cup online – ha spiegato - stiamo calcolando circa il 60% di adesione, forse di più. L'invito, che rinnovo, è a prenotarsi. Tra il 60% e il 70% è l'adesione che ci possiamo attendere, ma non è un dato definitivo”.

 

“Parliamo di dosi Pfizer, mentre Moderna è più irregolare – ha proseguito - con gli arrivi stabilizzati le previsioni sono di 5580 vaccini ogni settimana in marzo e auspichiamo venga confermata in aprile. Come detto con queste dosi contiamo di concludere il ciclo degli ultra80enni nei primi 10 giorni aprile, dopo si apre il tema degli ultra70enni, divisi in due categorie tra i 70 e i 74 anni e tra i 74 e i 79. Questi però sono circa 50mila, molte più persone quindi da vaccinare. Se contiamo di finire con la categoria degli ultra 80enni entro i primi 10 giorni di aprile, l'auspicio è che le dosi nel mentre possano aumentare. L'Ema (l'Agenzia europea per i medicinali, ndr) a marzo dovrebbe dare il via libera al vaccino di Johnson&Johnson, che può essere somministrato a tutte le età. Se aumentano le dosi, quindi, possiamo aggiornare il percorso degli ultra70enni”.

 

Le categorie over 80 e over70 sono infatti quelle più a rischio, come sottolineato un'altra volta dal presidente Fugatti. “Le persone più a rischio di ammalarsi, di andare in terapia intensiva e di mancare sono ultra80enni e ultra70settantenni. Johnson&Johnson permetterebbe di aprire un nuovo canale”.

 

Sulla lentezza e i ritardi con cui stanno arrivando le dosi di AstraZeneca, Fugatti ha poi aggiunto: “Arrivano con irregolarità. Le previsioni che abbiamo prevedono che nelle prossime 4 settimane possano arrivare queste dosi divise così: 4000 la prima settimana, la seconda 1500, 4000 la terza, 4800 dosi nella quarta. L'accordo con i medici di famiglia per la vaccinazione del personale scolastico a partire dai nidi vede un'adesione di circa il 50% dei medici di base. Le dosi somministrate sono alcune centinaia”.

 

Il meccanismo sta partendo e i dati si stanno innovando – ha proseguito – i dati ce li mandano i medici. Il tema riguarda però i medici che non hanno fatto un accordo. Calcoliamo che le persone interessate dal vaccino del personale dei nidi e delle materne sia di circa 6000 persone. La metà di questi dovrebbe avere un medico di base che ha aderito, l'altra metà no. Per questi il percorso è questo: fare come gli ultra80enni e iscriversi al cup online. Nel fine settimana verranno aperte le iscrizioni del personale scolastico che non ha un medico che ha aderito. La vaccinazione dovrebbe avvenire nei centri aperti sul territorio. Venerdì saremo più chiari”.

 

Per capire se il proprio medico di base abbia aderito o no, l'Apss pubblicherà una lista, permettendo così al personale scolastico che ha un medico di base che non aderisce di capire come muoversi. “La lista si sta aggiustando, dei medici si stanno aggiornando – ha detto il dirigente Pier Paolo Benetollo – la pubblicheremo assieme alle informazioni sul cup”.

 

Sull'opportunità di vaccinare anche i soggetti fragili, Fugatti ha infine spiegato: “ Dopo gli ultra80enni le classificazioni del Ministero riportano gli ultra70enni e i 'superfragili'. Va definito che il rischio maggiore riguarda gli ultra80enni e ultra70enni. Crediamo che sulla base di queste classificazioni, lo stesso Ministero abbia dato queste priorità. Cosa significa poi superfragili? Questo lo definirà il Ministero una volta finiti gli ultra80enni. Da parte nostra vorremo finire gli ultra80enni domani e gli ultra70enni dopodomani, ma i vaccini purtroppo sono quelli che conoscete. Il numero è scarso rispetto alle necessità”.

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