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Vaccini anti-Covid, Ferro: “La nostra ossessione? Coprire più over 50 possibili”. Ecco come procede la campagna vaccinale in Trentino

Nell’ultima settimana, in Trentino, sono state somministrate in media 4.148 dosi al giorno, di poco al di sotto rispetto agli obiettivi fissati dal “piano Figliuolo”. Nella fascia d’età 50-59 il 59% della popolazione ha ricevuto almeno la prima inoculazione. Nel frattempo saranno aperte le prenotazioni per tutte le persone esentate dal ticket sanitario per patologie croniche

Di Tiziano Grottolo - 26 May 2021 - 06:01

TRENTO. Nell’ultima settimana (dati aggiornati al 24 maggio) in Trentino sono state somministrate 29.040 dosi di vaccino contro la Sars-CoV-2, con una media di 4.148 inoculazioni al giorno. Quest’ultimo un valore leggermente inferiore rispetto agli obiettivi prefissati dal cosiddetto “piano Figliuolo” che per raggiungere l’immunità di gregge entro l’estate prevederebbe (per il Trentino) la somministrazione di 4.500 dosi giornaliere. Ad ogni modo si tratta di numeri in crescita dopo l’importante rallentamento registrato nella terza settimana di maggio quando le dosi inoculate in sette giorni furono appena 20.036.

 

Ci regoliamo in base alle forniture che abbiamo a disposizione – commenta Antonio Ferro direttore del dipartimento prevenzione dell’Azienda Sanitaria – abbiamo una logistica che ci permetterebbe di fare molti più vaccini ma la nostra scelta è quella di tenere una scorta adeguata da parte per evitare di trovarsi sguarniti sulle seconde dosi, peraltro come successo ad altre Regioni”.

 

Negli ultimi giorni nella campagna vaccinale trentina si è registrata anche un’inversione di tendenza per quanto riguarda la somministrazione di prime e seconde dosi: i richiami infatti hanno superato le prime inoculazioni. “In questi ultimi giorni stiamo somministrando moltissime seconde dosi – conferma Ferro – lo avevamo previsto nella nostra tabella di marcia”. A metà aprile per l’appunto Provincia e Apss avevano deciso di posticipare a 42 giorni il richiamo per la seconda dose, quindi, in linea con la “strategia trentina” promossa dallo stesso direttore del dipartimento prevenzione ora si stanno vaccinando i primi utenti che erano stati posticipati. “La nostra ossessione – aggiunge Ferro – è quella di coprire il più alto numero possibile di soggetti over 50”.

 


 

Secondo i dati fornita dall’Azienda sanitaria (al 24 maggio) risulta vaccinato (almeno una dose) il 59% della popolazione nella fascia d’età dai 50 ai 59 anni, una percentuale che cresce con l’età: 75% nella fascia 60-69 anni, 84% nella fascia 70-79 anni e 90% fra gli over 80. Insomma dati incoraggianti, “recentemente abbiamo inviato le lettere di richiamo per i soggetti over 60 poi partirà un sollecito anche per chi ha più di 50 anni”, sottolinea Ferro. Una lettera che invece ha già raggiunto i sanitari che ancora non si sono vaccinati. “Abbiamo chiesto spiegazioni – afferma il dirigente sanitario – anche se alcuni hanno dimostrato di essersi già vaccinati. Ora aspettiamo di vedere la conversione in legge del decreto nazionale per capire poi come avrà piena applicazione”.

 

Per il momento, riferisce sempre l’Apss, non sono previste nuove forniture se non quelle che erano già state programmate di conseguenza difficile ipotizzare un’accelerazione. Per gli over 40 quindi ci sarà ancora da attendere “sicuramente nel mese giugno – ricorda Ferro – ma è presto per dirlo, quando ci confermeranno gli arrivi saremo in grado di fare una proposta. In accordo con la Task force non ritengo opportuno aprire delle agende senza date certe. Lo annunceremo quando la gente potrà effettivamente prenotarsi, mi sembra molto più serio a differenza di altri che si trovano a fare annunci ma poi prima di 20 giorni è impossibile prenotarsi un vaccini”.

 

Nel frattempo però l’assessora Stefania Segnana ha informato i consiglieri della decisione presa dal gruppo di lavoro dell’Azienda sanitaria sulla base della disponibilità di vaccini e delle dosi che stanno arrivando, di aprire le prenotazioni, a partire da questo fine settimana, per tutte le persone esentate dal ticket sanitario per patologie croniche, di qualsiasi età dai 18 anni in su. “Si tratta – ha spiegato Segnana – di circa 19.000 persone appartenenti a questa categoria di soggetti fragili”.

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