Contenuto sponsorizzato

Vaccinazioni, settimana di forte rallentamento in Trentino. Oggi solo 1.318 dosi mentre dovrebbero essere 4.500

La settimana dal 10 al 16 maggio ha visto numeri inferiori di inoculazioni rispetto anche a quella tra il 20 e il 27 aprile (20.036 dosi contro le 20.441 di venti giorni fa). E se allora l'obiettivo fissato era di 3.100 dosi al giorno (quasi raggiunto) oggi sarebbe di 4.500 mentre la media giornaliera è stata di 2.862 dosi

L'assessore Failoni si è vaccinato questa settimana a favore di telecamere ma questa foto (che ha caricato sulla sua pagina Fb) ha fatto molto discutere perché è senza mascherina: comportamento, ovviamente, da non imitare
Di Luca Pianesi - 16 May 2021 - 17:20

TRENTO. Settimana pesantemente sotto media per il Trentino per quanto riguarda le somministrazioni di vaccini. Si chiudono, infatti, sette giorni con sole 20.036 dosi inoculate per una media giornaliera di 2.862 vaccini, molto lontani da quelle 4.500 dosi al giorno fissate dal generale Figliuolo a fine aprile (per un totale di 31.500 dosi). E meno anche rispetto alle scorse settimane se si pensa che in quella tra il 20 e il 27 aprile la media era stata di 2.920 dosi quando l'obiettivo nazionale, per la Provincia di Trento, era fissato a 3.100 dosi giornaliere (erano state fatte 20.441 in una settimana contro i 21.700 fissati). 

 

Il calo è vistoso nonostante i proclami di cambio di passo e accelerazione e ci si augura che ciò sia stato un inciampo, a proposito di cambi di passo, momentaneo e sia dovuto solo a un calo delle forniture come aveva anticipato a il Dolomiti Maria Grazia Zuccali il 10 maggio (QUI ARTICOLO). La direttrice del Servizio Igiene della Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell'Apss e braccio operativo dell'Azienda sanitaria in tema di tracciamenti vaccinazioni aveva spiegato che "i numeri delle consegne continuano ad oscillare. In questa nuova settimana probabilmente avremo una flessione delle vaccinazioni perché dobbiamo fare i conti con le dosi di vaccino che abbiamo, con le prenotazioni''.

 

La flessione c'è stata, eccome: si pensi che ieri sono state fatte solo 1.318 nuove dosi e le prefissate 4.500 dosi negli ultimi sette giorni non sono mai state raggiunte (tra il 10 e l'11 maggio 3.587 dosi, tra l'11 e il 12 maggio 3.860 dosi, tra il 12 e il 13 maggio 3.085 dosi, tra il 13 e il 14 maggio 3.945, tra il 14 e il 15 maggio 4.241 dosi).

 

Tutto questo mentre negli scorsi giorni il generale Figliuolo ha visitato Veneto, Alto Adige e Trentino. In Veneto il generale si è complimentato con la macchina organizzativa e per il fatto che la regione di Zaia è prima in Italia per i vaccini agli ultra 80enni e ultra 70enni: da venerdì, poi, il Veneto è partito a vaccinare gli ultra 40enni. In Alto Adige il generale è rimasto impressionato: "Qui ho visto un lavoro eccezionale dal punto di vista logistico e scientifico, e tante buone pratiche come un tracciamento eccellente". Figliuolo ha affermato di voler verificare l'applicabilità su scala nazionale del test antigenico nasale voluto da Kompatscher e ha aggiunto: "In Alto Adige si è fatto un lavoro straordinario con gli over 80 e le categorie ai fragili, nelle quali si è arrivati ora al 96% di vaccinati, mentre il centro vaccinale è un hub di eccellenza, scalabile e in grado di contribuire al raddoppio della capacità dell'intera provincia''.

 

In Trentino ha parlato di "numeri confortanti" per quanto riguarda la campagna, con riferimento particolare alla copertura per over 80, over 70 e persone fragili, che sono "sopra la media nazionale". E poi ha aggiunto che ci sono capacità elevatissime e grande professionalità e che il Trentino può "raddoppiare la sua capacità di somministrazione con l’aiuto di medici di medicina generale, farmacie e calibrando i turni". Insomma si può fare di più e si deve fare di più arrivando a 9.000 dosi giornaliere.

 

Tutto, ovviamente, vaccini permettendo (perché è evidente che per accelerare davvero servono le dosi) ma anche introducendo qualche buona pratica che arriva da altre regioni italiane, come gli open day. Soprattutto su Astrazeneca ci sono dosi che non sono state somministrate perché, come ha spiegato il direttore del dipartimento di prevenzione dell'Apss Ferro, c'è un certo, ingiustificato, timore nella popolazione. Gli open day permetterebbero di dare la possibilità di usufruire di quei vaccini ''avanzati'', ad altre categorie di persone o fasce d'età.  

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 12 giugno 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
15 giugno - 08:52
La Squadra Mobile ha arrestato un uomo in relazione al reato di maltrattamenti in famiglia, un trentottenne straniero, ma da anni residente a [...]
Cronaca
15 giugno - 06:01
Il consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella chiede chiarimenti in merito alle classi 'particolari' di indirizzo bilinguistico e musicale [...]
Cronaca
14 giugno - 16:21
Oggi in conferenza stampa il sindaco Ianeselli ha risposto alla lettera inviata dal gestore de "La Scaletta" in cui l'imprenditore si lamentava dei [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato