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Vaccinazioni, il cronoprogramma della Provincia: si prevede di concludere il piano per l'inizio dell'ultimo trimestre dell'anno

Dopo aver completato le vaccinazioni degli operatori sanitari e delle strutture socio-sanitarie territoriali, degli ospiti delle Rsa e della popolazione anziana over 80, sono previste le persone ad elevata fragilità, le coorti di persone anziane per scaglioni d’età e con comorbidità

Di L.A. - 24 marzo 2021 - 15:03

TRENTO. Completamento delle vaccinazioni degli over 80 e degli operatori sanitari e socio-sanitari, quindi la somministrazione alle persone con elevata fragilità e coorti anziane per scaglioni d’età e con comorbidità. E ancora la prosecuzione con il personale scolastico e universitario, forze armate, di polizia e del soccorso pubblico, servizi penitenziari e altre comunità residenziali, infine il resto della popolazione.

 

"Con questa deliberazione - spiega l'assessora Stefania Segnana - diamo mandato all'Azienda provinciale per i servizi sanitari di realizzare il Piano strategico nazionale di vaccinazione, seguendo le raccomandazioni nazionali del 10 marzo scorso che stabiliscono l’ordine di priorità delle categorie dei cittadini da vaccinare".

 

Sono queste in estrema sintesi le indicazioni del Piano strategico nazionale per la vaccinazione contro Covid, di cui oggi la Giunta provinciale, su indicazione dell'assessore alla salute Stefania Segnana, ha disposto l'attuazione approvando il contestuale cronoprogramma.

 

"Nei prossimi mesi ci attende una sfida importante - prosegue Segnana - ma il nostro sistema sanitario e della protezione civile è attrezzato per affrontarla: abbiamo ormai quasi concluso la prima fase, cioè la vaccinazione del personale sanitario e socio-sanitario, nonché degli anziani ospiti delle Rsa e degli over 80 e sono riprese a pieno ritmo le somministrazioni per gli over 75 e del personale scolastico, dopo il via libera di Ema e Aifa del vaccino AstraZeneca della scorsa settimana. Categorie, queste, per le quali possiamo contare, oltre che sui punti vaccinali del territorio, anche sul coinvolgimento dei medici di medicina generale. Il piano potrà subire delle modifiche poiché nel corso dell’epidemia è espressamente previsto che si possa attuare una strategia di tipo adattativo, qualora venissero identificate particolari categorie a rischio e, mano a mano che aumenterà la disponibilità delle dosi di vaccino, verrà progressivamente potenziato".

 

Cronoprogramma. La prima fase della campagna vaccinale, che corrisponde al primo trimestre dell’anno con dosi di vaccino ancora molto limitate, prevedeva l'identificazione di tre categorie da vaccinare in via prioritaria: operatori sanitari e socio-sanitari, operatori e ospiti delle residenze sanitarie per anziani, persone in età avanzata (partendo con priorità dagli over 80).

Nella fase immediatamente successiva, compatibilmente con la garanzia della continuità della fornitura delle dosi di vaccino necessarie, sono previste le persone ad elevata fragilità (persone estremamente vulnerabili e disabili gravi), le coorti di persone anziane per scaglioni d’età e con comorbidità.

 

E' previsto inoltre il completamento in parallelo della vaccinazione del personale scolastico docente e non docente e universitario, delle forze armate, di polizia e del soccorso pubblico, dei servizi penitenziari e di altre comunità residenziali (che sono stati in parte anticipati nel mese corrente, stante l’iniziale limitazione dell’autorizzazione all’uso del vaccino AstraZeneca al target di popolazione di età inferiore ai 55 anni d’età).

Infine nel quarto trimestre il Piano prevede l’estensione della vaccinazione al resto della popolazione.

 

 

Personale coinvolto in Provincia di Trento. La Provincia di Trento ha sottoscritto in data 12 gennaio 2021 un accordo provinciale con i medici di medicina generale definendo il loro coinvolgimento nell’effettuazione delle vaccinazioni contro il Covid-19 a favore dei propri assistiti o agli assistiti dei medici appartenenti alla stessa forma associativa e secondo i criteri di priorità indicati dall’Azienda sanitaria stabiliti in coerenza con i criteri nazionali.

 

La Giunta provinciale, anche con riferimento al Protocollo d’intesa nazionale del 21 febbraio 2021, ha approvato la modifica di tale accordo, prevedendo la possibilità per gli assistiti interessati al vaccino di fare riferimento anche ai punti vaccinali dell’Azienda sanitaria oltre che al loro medico di assistenza primaria, indicando che nella fase in corso detti medici provvedano alla vaccinazione del personale scolastico e degli assistiti di età compresa tra i 75 e 79 anni.

Inoltre al fine di garantire un’efficace attuazione del presente Piano, si prevede il coinvolgimento a livello locale anche dei medici specializzandi con contratto di formazione specialistica finanziato dalla Provincia autonoma di Trento, ai quali sarà applicato quanto definito nel Protocollo d’intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome le Associazioni dei medici in formazione specialistica sottoscritto in data 6 marzo 2021.

Nel contempo, qualora il numero dei professionisti non risulti sufficiente a soddisfare le esigenze di somministrazione dei vaccini, sarà impegno dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari pianificare il coinvolgimento di proprio personale medico, infermieristico e di assistenti sanitari ricorrendo alle prestazioni aggiuntivi previste dal relativo contratto di lavoro, oltre che individuare le ulteriori misure che, in conseguenza dell’andamento della campagna vaccinale, risultino necessarie per l’arruolamento di nuovo personale sanitario.

In relazione all’andamento epidemiologico e alle necessità di rafforzare ulteriormente l’organizzazione della somministrazione vaccinale, si valuterà di implementare gli accordi sottoscritti a livello nazionale con altre categorie professionali. A quanto sopra va inoltre aggiunto l’importante appello curato dall’Ordine provinciale dei medici Chirurghi e odontoiatri nei confronti dei propri iscritti, per la manifestazione della disponibilità a partecipare, in forma volontaria, alla somministrazione dei vaccini e che ha visto l’interesse di professionisti medici anche pensionati.

 

Logistica organizzativa. Le vaccinazioni sono effettuate presso una rete di centri vaccinali che al momento è così composta: 7 punti vaccinali ospedalieri della provincia; 58 Rsa della provincia; 12 Centri di Vaccinazione territoriale dotati complessivamente di 41 postazioni vaccinali in grado di erogare 20.000 dosi settimanali; gli studi dei Medici di Medicina Generale aderenti alla campagna vaccinale; Croce Rossa presso spazi dedicati; Drive through vaccinali (che saranno allestiti con condizioni climatiche favorevoli).

 

La vaccinazione della popolazione che non può recarsi presso i centri vaccinali, viene effettuata da equipe di assistenza territoriale con la presenza di personale medico, su indicazione del medico di medicina generale. Ulteriori punti vaccinali potranno essere individuati da APSS, in ogni caso tenendo conto di criteri di massima efficienza d’uso dei fattori produttivi coinvolti. La capacità vaccinale tra Apss e gli altri supporti ipotizzati  potrebbe arrivare a 40.000 somministrazioni/settimana se gli approvvigionamenti vaccinali lo consentissero.

 

Sorveglianza. Per continuare a garantire il massimo livello di sicurezza dei vaccini contro il Covid-19 e identificare prontamente eventuali nuovi rischi, è stata rinforzata l’attività di sorveglianza a livello nazionale sia in termini di raccolta e valutazione delle segnalazioni spontanee di sospetta reazione avversa, che le iniziative di farmacovigilanza attiva e farmacoepidemiologia. L’Aifa si è dotata di un Comitato scientifico per la sorveglianza post marketing dei vaccini. Un'indagine sierologica, coordinata dall’Iss, valuterà la specificità della risposta immunitaria, la durata della memoria immunologica e i correlati di protezione.

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