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Covid, il presidente dell’agenzia del farmaco: “A gennaio il vaccino sarà disponibile in Italia, ma dovremo imparare a convivere con l’epidemia perché il virus non sparirà”

Giorgio Palù, ha partecipato a un incontro organizzato da Fbk e dall’ordine dei medici trentini: “Il vaccino? Non farà sparire il coronavirus, con l’epidemia dovremo imparare a convivere”. Nel frattempo presentati i nuovi padiglioni dove saranno effettuate le vaccinazioni. Il commissario Arcuri: “Le prime vaccinazioni per 1,8 milioni di italiani inizieranno verso la prima metà di gennaio”

Di Tiziano Grottolo - 13 dicembre 2020 - 13:16

TRENTO. “Il cronoprogramma è già stato stabilito, se l’agenzia europea del farmaco il 29 dicembre darà l’autorizzazione a procedere con il vaccino Pfizer, già da gennaio si potrà partire con le vaccinazioni anche in Italia”, così il virologo Giorgio Palù, recentemente nominato presidente di Aifa l’Agenzia italiana del farmaco. L’annuncio è arrivato durante l’incontro organizzato dalla Fondazione Bruno Kessler e dall’Ordine dei medici trentini che ha visto Palù affrontare il tema dell’emergenza sanitaria.

 

A fare gli onori di casa c’erano Antonella Graiff, per Fbk, e Marco Ioppi presidente dell’Ordine che ha posto l’accento sul momento difficile che sta attraversando il Trentino “che presenta un alto tasso di letalità e che vede aumentare sconforto e stanchezza nelle persone con un sistema sanitario che ha messo in evidenza le sue lacune”. Alla conferenza (rigorosamente online) avrebbero dovuto partecipare anche i vertici della sanità trentina ed esponenti della Provincia che però hanno rinunciato perché nella stessa giornata era stata indetta una riunione della task force che coincideva con l’orario dell’incontro. Un’occasione mancata, perché i temi affrontati sono stati molti, ma che non ha inficiato la buona riuscita dell’incontro. 

 

“La scienza ha fatto passi enormi – ha ricordato Palù – normalmente per preparare un vaccino ci voglio dai 5 ai 10 anni di lavoro, ora invece in soli 10 mesi ne abbiamo già tre in fase 3”. Risultati raggiunti anche grazie alle deroghe concesse da molti Stati che hanno permesso ai ricercatori di procedere in itinere. Al momento però ci sono ancora molte incognite, in particolare sulla durata dell’immunità offerta dal vaccino che comunque potrebbe essere superiore rispetto a quella che si sviluppa naturalmente contraendo la malattia. In secondo luogo c’è anche il nodo della quantità delle dosi vaccinali disponibili che non basteranno per immunizzare l’intera popolazione, per questo il virologo si è detto d’accordo con la decisione di incominciare a vaccinare la popolazione più esposta, come anziani e personale sanitario.

 

“Il ministro Speranza si è premurato di esercitare un’opzione per tutti i vaccini al vaglio”, ha precisato Palù. Infatti quello sviluppato dalla Pfizer non è l’unico vaccino arrivato a un buon punto della sperimentazione, ci sono pure quelli di Moderna e AstraZeneca, anche se quest’ultimo probabilmente subirà dei ritardi per via di alcuni errori che sono stati commessi. Inoltre anche Cina e Russia stanno sperimentando le loro versioni. Al netto delle incognite Palù ha voluto rassicurare le persone più diffidenti: “Il fatto che le autorità abbiano concesso delle deroghe per accorciare i tempi non significa che i vaccini non siano sicuri. Per esempio i soggetti che hanno avuto delle reazioni gravi dopo la somministrazione del vaccino Pfizer erano tutte persone che avevano forme di allergia molto gravi, possiamo dire che a fronte di un’efficacia del 95% gli effetti collaterali siano molto limitati”.

 

Eppure su una cosa il virologo è stato chiaro: “Il vaccino non basterà per eliminare il virus, bisogna tener presente che finora solo il Vaiolo e la Peste Bovina sono state eradicate”. Piuttosto, le buone notizie derivano dal fatto che il SARS-CoV-2 sembra mutare meno rapidamente della normale influenza e per questo potrebbe non essere necessario effettuare un nuovo richiamo ogni anno. In secondo luogo pare che il vaccino induca una risposta immunitaria superiore (anche di 10 volte) rispetto a quella che si genera in una persona che guarisce naturalmente. “Nonostante questo – conclude Palù – dovremo imparare a convivere con l’epidemia perché il virus non sparirà”.

 

Nel frattempo il Ministero della Salute ha presentato lo slogan “L’Italia rinasce con un fiore” e i nuovi padiglioni per la campagna vaccinale, frutto del lavoro coordinato dall’architetto Stefano Boeri. Le strutture potrebbero essere posizionate nelle principali piazze delle città italiane: “Stiamo lavorando senza sosta per garantire un inizio della campagna di vaccinazione di massa – ha ribadito il commissario speciale per l’emergenza Domenico Arcuri – le prime vaccinazioni per 1,8 milioni di italiani inizieranno verso la prima metà di gennaio”.

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