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Coronavirus, no agli spostamenti fra Regioni e nessuna deroga sul coprifuoco per Natale e Capodanno. Ecco le ipotesi sul Dpcm di dicembre

Secondo le prime informazioni, il governo dovrebbe mantenere misure piuttosto stringenti per evitare che i contagi tornino a salire. I dati non sono infatti abbastanza bassi da poter immaginare un "rompete le righe". Si valutano il blocco dello spostamento fra Regioni una settimana prima di Natale, l'assenza di qualsiasi deroga sul coprifuoco (che rimarrebbe alle 22) e un'apertura straordinaria dei negozi per evitare assembramenti

Di Davide Leveghi - 29 November 2020 - 10:21

TRENTO. Nessuna deroga sul coprifuoco per Natale e Capodanno, centri commerciali aperti fino alle 21 per qualche settimana per permettere in sicurezza gli acquisti e spostamenti fra Regioni vietati dalla settimana prima del 25 dicembre. Sembrano essere queste le principali norme che verranno adottate nel Dpcm del 4 dicembre, che il governo sta studiando e discutendo con il comitato scientifico e in dialogo costante con le regioni e le province autonome.

 

Il sostanziale congelamento dell'inizio della stagione invernale e il mancato rientro degli studenti in presenza almeno fino alla fine della vacanze sembra verranno accompagnati da numerose restrizioni che lasceranno agli italiani un Natale decisamente diverso, caratterizzato dalla sobrietà. I dati sul contagio infatti continuano ad essere troppo problematici per potersi permettere un “rompete le righe” o un semplice allentamento delle misure.

 

Così, al vaglio dell'esecutivo ci sarebbero nuove restrizioni ad hoc per le festività, tese ad evitare che i contagi possano riprendere una curva crescente. Se le restrizioni hanno permesso infatti di riportare la situazione ad un livello più accettabile, con praticamente tutte le regioni destinate per Natale a diventare “gialle”, negli ospedali la questione rimane critica.

 

Ma quali sarebbero le novità in vista del prossimo mese di dicembre? Evitare l'esodo verso le case o i luoghi di villeggiatura e verso i grandi ricevimenti familiari pare essere la priorità. Il Natale che gli italiani si accingono a festeggiare sarà sicuramente più sobrio e limitato e per questo ogni movimento fra le Regioni dovrebbe essere impedito a una settimana circa dal 25 dicembre. Attorno al 18 o 19, dunque, dovrebbe scattare lo stop.

 

Raggiungere i propri parenti dovrebbe essere possibile solo se si ha la residenza in quella abitazione o se si rientra nel proprio domicilio. Andare nelle seconde case in una Regione a fascia gialla sarebbe permesso solo se lì si ha la residenza, mentre in eventuali zone arancioni non è possibile muoversi tra Comuni. Ogni spostamento, chiaramente, dovrebbe avvenire prima dello scattare del blocco, previsto come detto una settimana prima circa di Natale. Per chi volesse trascorrere le festività in albergo, la possibilità dovrebbe esserci solo nel caso in cui la località della struttura sia nella stessa Regione.

 

Mentre l'Europa continua le trattative sulle piste da sci, già riaperte in Svizzera e, secondo quanto annunciato dal cancelliere Sebastian Kurz, probabilmente aperte per Natale anche in Austria, al vaglio del governo c'è la misura per imporre l'obbligo di quarantena da chi ritorna dagli Stati in cui sono aperti gli impianti. Tale provvedimento rimane però in discussione, considerando il dialogo con Bruxelles e l'invito a mantenere regole condivise tra i Paesi dell'Ue. In generale, chi torna dall'estero dovrà svolgere la quarantena.

 

Per permettere gli acquisti natalizi, si ipotizza un'apertura straordinaria degli esercizi commerciali fino alle 21. Grandi magazzini e centri commerciali dovrebbero dunque riaprire favorendo lo shopping.

 

Per quanto riguarda il coprifuoco, che nelle scorse settimane si pensava potesse essere allentato straordinariamente per Natale e Capodanno, il governo starebbe valutando di evitare qualsiasi deroga. Stesso discorso per quanto riguarda i ristoranti, che nelle zone arancioni dovrebbero rimanere chiusi anche in quelle due giornate.

 

Per quanto riguarda i raduni familiari, la raccomandazione è sempre la stessa: evitare pranzi numerosi e cenoni.

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