Coronavirus, troppi assembramenti e il Governo studia una nuova stretta per tutta Italia
Davanti alla folla nelle strade, ai molti in fila per fare shopping e alla mancanza del rispetto delle misure per il contenimento dei contagi, il premier Giuseppe Conte starebbe pensando a nuove limitazioni che potrebbero già essere decise nelle prossime 24 ore. Per capire quello che accadrà occorre attendere la riunione con il Cts

TRENTO. Qualcuno lo chiama già effetto Germania che proprio ieri ha deciso la linea dura con un lockdown a partire da mercoledì. Le foto scattate un po' in tutta Italia di strade affollate, di assembramenti con persone che se ne vanno in giro senza mascherina o calata sul mento, hanno portato il Governo ad una nuova presa di posizione.
L'esecutivo, infatti, proprio in queste ore starebbe pensando ad una nuova stretta con ulteriori restrizioni. I fan del “via i limiti di spostamento” nei giorni di Natale e Capodanno dovranno mettersi il cuore in pace. Si parla già, infatti, di tutta Italia in zona rossa, o comunque arancione. Di coprifuoco alle 20 e tanto altro.
Gli scenari messi in campo potrebbero essere diversi. Il Governo dovrà decidere se adottare ulteriori misure dal 24 dicembre al primo gennaio, oppure solo nelle giornate di festa o dal 24 dicembre all'Epifania. Potrebbe arrivare l'indicazione dell'intero Paese zona arancione e questo potrebbe portare la chiusura completa di ristoranti o bar e le limitazioni negli spostamenti ben più rigidi di quelli stabiliti nel Dpcm di inizio dicembre.
Un altro scenario è quello della zona rosa, in questo caso la chiusura sarebbe completa, ovviamente ad esclusione dei servizi essenziali come farmacie e supermercati. In questo caso sarebbero vietati gli spostamenti non essenziali al di fuori della propria abitazione. La terza opzione è quella meno impattante con la chiusura di alcune attività e un rafforzamento del coprifuoco.
Le misure da adottare saranno decise nelle prossime ore. La parola definitiva potrebbe arrivare già oggi nel corso di un vertice con il Comitato tecnico scientifico del Ministero della Salute.
L'obiettivo è quello di evitare che proprio all'inizio della fase delle vaccinazioni vi sia anche una risalita dei contagi. La cosiddetta terza fase avrebbe un impatto devastate sul sistema sanitario.



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