Coronavirus, Conte incontra il Cts: ''Dati preoccupanti, servono misure più rigide''. L'Italia verso un lockdown sul modello tedesco
Tra le ipotesi quella di un lock-down come quello che è stato deciso ieri in Germania. I numeri della curva epidemiologica e delle vittime preoccupano ancora troppo

TRENTO. Dati preoccupanti è buona parte delle strutture sanitarie sono sotto stress. Il Comitato tecnico scientifico è stato chiaro: servono ulteriori misure e non bisogna allentare le restrizioni in particolare durante le ferie natalizie.
E' sempre più probabile che arrivi un nuovo lockdown nazionale nelle prossime settimane sul modello tedesco. I numeri della curva epidemiologica e delle vittime preoccupano ancora troppo. La necessità di una nuova stretta, è stato spiegato dai tecnici, è legata all'impossibilità da un lato di un controllo capillare del territorio e dall'altro a dati ancora "preoccupanti", con un'incidenza dei nuovi casi ancora troppo alta.
Gli scenari sui quali si sta in queste ore discutendo vedono l'ipotesi di rendere tutta l'Italia zona rossa. Questo significherebbe chiudere bar, ristoranti e negozi ma anche tutte quelle attività che non vengono considerate essenziali.
L'altra ipotesi è quella di rendere l'Italia “zona arancione” solo in determinati giorni. In questo caso ci potrebbe essere una deroga negli spostamenti (per un determinato raggio) per certi Comuni che hanno meno di 5 mila abitanti.
“Sono ormai lunghi mesi che siamo tutti impegnati, con grandi e piccoli sacrifici, nella battaglia contro il Covid-19 – ha dichiarato su Facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine di un primo vertice con la maggioranza che si è svolto nella notte – La nostra comunità nazionale, pur tra mille difficoltà, è riuscita a mostrare un forte spirito di coesione e un grande senso di responsabilità. Sono convinto che continueremo a mostrare questa saldezza anche nelle prossime settimane, in occasione delle festività natalizie. Dobbiamo continuare a impegnarci e a mantenerci vigili per contrastare il contagio”.





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