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Lockdown a Pasqua e zona rossa anche con incidenza sopra i 250 casi su 100.000. Dodici territori rischiano la chiusura

La cabina di regia ha dato l'ok a misure più stringenti e ora tocca al governo procedere con un nuovo dpcm atteso in giornata. Stando così le cose anche Trentino, Veneto e Alto Adige dovrebbero finire in zona rossa ma resta da capire se verrà lasciata discrezionalità ai governatori di regione e provincia autonoma

Pubblicato il - 12 marzo 2021 - 11:29

TRENTO. Lockdown in tutta Italia a Pasqua e Pasquetta e zona rossa a partire da lunedì nei territori più colpiti dal virus in questa terza ondata. Questo l'orientamento che è passato in cabina di regia questa mattina e che ora sarà sottoposto al Governo per un dpcm che dovrebbe già essere presentato in giornata: e così ecco che nei territori con Rt superiore a 1,25 nel valore inferiore o con un'incidenza di 250 casi ogni 100.000 abitanti si procederà con la chiusura.

 

Questo significa che a Basilicata, Campania e Molise, già rosse da una settimana, si aggiungeranno quasi sicuramente Piemonte (Rt a 1,41), Lombardia (Rt a 1,3), Emilia Romagna (incidenza oltre 400), Friuli Venezia Giulia (Rt a 1,3) e Marche (incidenza sopra 250) e, poi, Veneto, che ha un Rt sopra 1,25 e uno scenario in netto peggioramento, e poi le provincie di Bolzano (già rossa per decisione di Kompatscher) e Trento, che ha un'incidenza nettamente superiore ai 300 casi ogni 100.000 abitanti e per l'Europa sono zona ''rosso scuro'' da un mese e poi Abruzzo e Toscana, Liguria, Puglia e Valle d'Aosta. Resta da capire se la responsabilità della ''zona rossa'' sarà lasciata i governatori di regione e provincia autonoma in caso di più di 2509 casi ogni 100.000 abitanti o sarà un provvedimento con effetto immediato.

 

Il bollettino di ieri con 25.673 nuovi casi, 373 vittime e un indice di positività al 6,9 ha mostrato una situazione in netto peggioramento. Le nuove misure restrittive anti-Covid all'esame del governo saranno valide dal 15 marzo al 6 aprile in base a un decreto legge, secondo quanto trapela dalla riunione dei ministri con gli Enti locali. Per l'esecutivo partecipano i ministri Mariastella Gelmini (Affari regionali) e Roberto Speranza (Salute). Sono presenti in collegamento per il Comitato tecnico scientifico (Cts) il coordinatore Agostino Miozzo, Silvio Brusaferro (presidente Istituto superiore di Sanità - Iss) e Franco Locatelli (presidente Consiglio superiore di sanità - Css).

 

Dal 15 marzo al 2 aprile, e il 6 aprile, nelle Regioni che hanno dati da zona gialla si procederà comunque con la zona arancione. La regola quindi non vale per la Sardegna che è bianca e dovrebbe restarlo.

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