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Coronavirus, l’incidenza del Trentino sulle due settimane oltre i 700 casi ogni 100.000 abitanti. Le terapie intensive superano quasi del doppio la soglia critica

Per Gimbe l’incidenza del Trentino (calcolata su due settimane) raggiunge addirittura i 724 casi positivi per 100.000 abitanti: in Italia solo l’Emilia-Romagna fa peggio. Nel frattempo Agenas e Unitn stimano per la prossima settimana un incremento degli infetti attivi in Provincia di Trento del 17%

Di Tiziano Grottolo - 11 marzo 2021 - 05:01

TRENTO. Nelle prossime ore il Governo deciderà se cambiare i parametri per l’attribuzione delle varie colorazioni, una richiesta che arriva direttamente dal Comitato Tecnico Scientifico. In sostanza secondo gli esperti del Cts la zona rossa dovrebbe scattare per tutte quelle Regioni e Province dove l’incidenza settimanale supera i 250 casi ogni 100.000 abitanti. Inoltre si chiede di velocizzare la trasmissione dei dati per evitare (come peraltro successo finora) di stabilire le varie colorazioni su numeri che sono antecedenti, anche di due settimane, rispetto alla situazione attuale.

 

Qualora il Governo dovesse accogliere questa richiesta nel nuovo Dpcm il Trentino finirebbe quasi sicuramente in zona rossa, infatti i dati sull’incidenza sono fra i peggiori d’Italia. Per quanto concerne la settimana che dal 4 al 10 marzo, l’incidenza in Provincia di Trento si aggira attorno ai 358,5 casi ogni 100.000 abitanti, ben al di sopra dunque della soglia critica di 250.

 

Stando ai dati rilevati dalla Fondazione Gimbe nella settimana dal 3 al 9 marzo in Trentino è stato registrato un incremento percentuale dei casi totali di contagio da Sars-CoV-2 del 5,5%, mentre l’incidenza (calcolata su due settimane) raggiunge addirittura i 724 casi positivi per 100.000 abitanti. Numeri che dovrebbero destare qualche preoccupazione visto che anche in Alto Adige i contagi crescono ma a un ritmo minore: nello stesso periodo l’incremento dei positivi si ferma al 2,6% con l’incidenza che si attesta a 646 casi ogni 100.000 abitanti.

Il Trentino registra la seconda incidenza bi-settimanale più alta d’Italia (724), superata solo dall’Emilia-Romagna (797), seguono: Bolzano (646), Marche (624), Friuli-Venezia Giulia (615), Campania (592), Lombardia (570), Piemonte (507), Abruzzo (478), Toscana (430), Puglia (397), Umbria (386), Molise (350), Veneto (344), Lazio (334), Basilicata (318), Liguria (300), Sicilia (157), Calabria (147), Valle d’Aosta (142), Sardegna (71).

 

L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e il Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento stimano che nella prossima settimana gli infetti attivi in Trentino aumenteranno del 17% con una forbice che va da un +6% a un +29%. Se i ricoveri in area non critica (34%) oscillano pericolosamente verso la soglia d’allerta (al 40%), per quanto riguarda le terapie intensive si attende un peggioramento della situazione: tenendo in considerazione che questo parametro già supera la soglia critica (al 30%) attestandosi al 54%, non è di certo una buona prospettiva quella che attende il Trentino.

 

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