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Coronavirus, per le festività natalizie verso lo stop agli impianti sciistici. Limitazioni anche negli spostamenti e il cenone sarà tra pochi

Il Governo in queste ore sta elaborando un nuovo piano in vista delle festività natalizie.  Per il momento l'idea è quella di escludere la possibilità sciare anche per evitare la corsa alle località di montagna e il conseguente rischio di assembramenti. I limiti varranno anche in zona gialla

Pubblicato il - 23 novembre 2020 - 08:24

TRENTO. Pensare di affrontare le festività natalizie senza introdurre maggiori cautele sarebbe da irresponsabili. Si rischierebbe a gennaio una terza ondata di contagi che metterebbe di nuovo il sistema sanitario in una grave situazione. Ecco allora che siccome queste feste non possono diventare l'anticamere del disastro, il Governo in queste ore sta elaborando un nuovo piano di misure che vede anche il coinvolgimento di Germania e Francia. Si va dalla chiusura delle piste da sci per evitare gli assembramenti che già ad inizio anno si erano visti in Trentino, alla necessità di limitare il più possibile le occasioni di socialità allargata come veglioni e tombolate.

 

Secondo le analisi degli esperti a partire dalla prossima settimana l'Rt italiano scenderà sotto l'1. Il 3 dicembre in molti sembrano attendersi quindi un ammorbidimento delle misure ma quello che sta preparando il Governo è ben diverso. Si va verso quello che in molti chiamano un “Natale sobrio”.

 

Per quanto riguarda l'orario dei negozi l'idea di una parte del governo è quella di consentirne l'apertura fino alle 22 con l'unico obiettivo di evitare assembramenti e fare in modo che la corsa allo shopping di Natale possa essere defluita su più ore. Proprio per questa si sta anche pensando di aprire i centro commerciali nei fine settimana. Questo punto, però, non viene ben visto dall'area rigorista del Governo per il rischio comunque di contagi che queste aperture comporterebbero.

 

Tra le decisioni più attese, anche in Trentino, c'è quella sulla piste da sci. Al momento la linea del Governo sembra essere quella di vietarne l'apertura anche nelle zone gialle durante le festività natalizie. Le immagini degli assembramenti che abbiamo avuto ad inizio anno sono ancora davanti agli occhi di tutti, e anche gli effetti che ne derivarono (QUI L'ARTICOLO). Nei giorni scorsi una delle richieste arrivate dalle regioni interessate era quella di aprire gli impianti per il 50% con l'obbligo di mascherina per tutti. Difficilmente, però, si riuscirà ad arrivare ad una tale scelta.

 

Le feste natalizie sono però anche momento di ricongiungimenti famigliari. Le limitazioni che abbiamo oggi vietano gli spostamenti nelle regioni rosse o arancioni. Anche per questo si sta discutendo perché uno dei timori è quello che vi sia un innalzamento del contagio simile a quello della scorsa estate dove la mobilità era libera. L'area più rigorista vorrebbe negati i trasferimenti tra regioni, anche quelle gialle, mentre altri spingono per consentire che ci possano essere degli spostamenti legati però solo a motivi di ricongiungimento famigliare.

 

Per bar e ristoranti la linea che vorrebbe seguire palazzo Chigi è quella di mantenere le attuali limitazioni, troppo alta, infatti, il rischio di “socialità allargata”. Per quanto riguarda la scuola sembra difficile che il rientro avvenga prima del 7 gennaio. Questo potrebbe infatti portare ad un maggior carico della rete di trasportato e quindi salirebbe il rischio dei contagi.

 

La data che tutti guardano sulle nuove misure rimane il 3 dicembre. Da quel momento, infatti, il Governo con un nuovo Dpcm metterà nero su bianco le nuove misure. Fino ad allora si continuerà a discutere per cercare dei punti di accordo con le Regioni.

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