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Coronavirus, scuole chiuse per l'emergenza e piste da sci piene di turisti: ''C'è più gente che a Natale''. Ma alcuni chiudono: ''Per rispetto di chi fronteggia l'emergenza''

Code ai tornelli, tantissime persone sulle cabinovie e sugli impianti, parcheggi completi. Il tutto in piena emergenza sanitaria, il presidente Fugatti: "Ci deve essere il rispetto delle regole, altrimenti saremo costretti a prendere decisioni che non vogliamo prendere"

Di Luca Andreazza - 08 marzo 2020 - 05:01

TRENTO. "Alla faccia del coronavirus, c'è più gente che a Natale. Siamo tutti stipati, schiacciati. Noi ci salviamo, ma gli altri sono tutti spacciati. Andiamo tutti in vacanza". Così un maestro di sci su Facebook a Campiglio ma la situazione è un po' generalizzata in tutto il Trentino. Se Booking.com ha inserito il nostro territorio come zona rossa e questo causa più di un problema agli operatori (Qui articolo), le disdette sono piovute dal cielo (Qui articolo), complice anche la chiusura delle scuole le località sciistiche sono state letteralmente prese d'assalto. 

 

Questo a fronte di qualche operatore che invece ha deciso di rinunciare a, forse, cospicui incassi per rispetto delle unità impegnate in questa emergenza e per senso di responsabilità. Come Pra de la Casa in val di Brenta. "Il rispetto per chi sta lavorando per fronteggiare l'emergenza coronavirus e per tutti coloro che stanno dando il massimo per cercare di risolvere questa difficile situazione, ci induce a fare un passo indietro e a chiedere a tutti di fare altrettanto. Le scuole non sono state chiuse perché le famiglie andassero in vacanza, ma per cercare di contenere i contatti tra le persone e quindi per contenere il diffondersi del virus".

L'altro lato della medaglia sono code ai tornelli, tantissime persone sulle cabinovie e sugli impianti, parcheggi completi. Il tutto in piena emergenza sanitaria, il tutto quando il governo è stato chiamato a prendere un provvedimento non facile e mai visto come quello della chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e le università in Italia per fronteggiare i contagi e il coronavirus. Chiusure che però non si dovevano tradurre in vacanze extra ma sarebbero serviti a tenere a casa la gente per evitare contagi e il diffondersi del virus.

Questo mentre il mondo del teatro alza bandiera bianca e sospende tutte le programmazioni e si registra una tensione fortissima tra Provincia e Upipa e Spes per gli accessi alle case di riposo dopo le linee guida interpretative di piazza Dante sul decreto di Roma. Le piste da sci di quasi tutte le località sciistiche sono state invase da turisti. Chiamare alla responsabilità la popolazione, evidentemente non sempre premia.

 

Una flessione si potrebbe registrare per la decisione del governo di chiudere la Lombardia in entrata e in uscita, così come le province di Venezia, Padova e Treviso, Modena, Piacenza e Reggio Emilia per cercare di limitare l'espandersi del contagio (Qui articolo), mentre sulle montagne trentine si registra il dilagare di turisti e tra i maggiori mercati ci sono quelli di prossimità, proprio la Lombardia e il Veneto, dove ci sono i focolai italiani. 

E se venerdì il presidente Maurizio Fugatti si era appellato al "buonsenso degli operatori" e l'assessore Roberto Failoni ha inviato una circolare per ricordare le raccomandazioni sull'applicazione del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, sembra che parole e lettere siano rimaste lì, proprio nelle aree dell'assessore e del presidente di Anef-Associazione nazionale esercenti funiviari si sarebbe verificata più di una falla nell'applicazione. Un quadro, comunque, non limitato alla val Rendena. 

 

L'ipotesi di chiudere gli impianti non è mai stata presa in considerazione per evitare un danno economico e di immagine. Ma dopo un sabato forse da record qualcosa potrebbe cambiare: i contagi in Trentino sono saliti a 18 e il presidente della Provincia ha voluto ricordare le disposizioni. "L'attrazione - commenta Fugatti - può avere una sua positività ma ci deve essere il rispetto delle regole. Se non si rispettano, significa che non abbiamo capito. I contatti con Anef sono continuati durante tutta la giornata (quella di sabato 7 marzo, ndr), ma ci aspettiamo che la circolare sia il più possibile rispettata, altrimenti saremo costretti a prendere decisioni che non vogliamo prendere perché la tutela della salute avrà la meglio sul mantenere la continuità. Ci attendiamo un forte senso di responsabilità".

 

Le raccomandazioni riguardano in particolare l’accesso alle telecabine, per cui deve essere imposto un percorso che preveda l’affiancamento al massimo di due persone che mantengano una posizione di almeno un metro di distanza l’una dall’altra nella costruzione della fila d’ingresso; deve essere disposto del personale per far rispettare questa indicazione.

 

Le cabine e il locale dove viene collocata la linea d’ingresso devono essere continuamente areate e in ogni cabina deve essere esposto in modo chiaro e leggibile un avviso che evidenzi il rispetto delle prime quattro raccomandazioni del decalogo emanato dal Ministero della salute per comportamenti individuali.

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01 dicembre - 18:30

Il Trentino chiede date certe al Governo e ribadisce la sua volontà di aprire gli impianti, ovviamente ai turisti prima che ai residenti. Intanto però oggi si contano altri 8 morti e il totale della seconda ondata sale a 257 mentre le persone in terapia intensiva restano 44 

01 dicembre - 19:16

Da oggi tutti i pazienti oncologici che hanno la necessità di sottoporsi alle sedute di chemioterapia, ma anche di ricevere supporto psicologico, devono recarsi al Santa Chiara. "Il tema sanità è sempre stato cavalcato delle varie forze politiche di governo e quando nel 2018 sentivo parlare di cambiamento mi chiedevo a che cosa si alludesse. Ora l’ho capito: cambiamento per la Giunta significa togliere servizi, significa risparmiare, significa tagliare, significa sanità Trento-centrica"

01 dicembre - 19:49

Sono 450 le persone che ricorrono alle cure del sistema ospedaliero di cui 44 pazienti sono in terapia intensiva e 52 in alta intensità. Sono stati trovati 156 positivi a fronte dell'analisi di 2.026 tamponi​ molecolari per un rapporto contagi/tamponi al 7,7%

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