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Coronavirus, Booking inserisce il Trentino nella zona rossa: “Rimborsate i clienti senza costi aggiuntivi”. La replica: “Così ci penalizzano, danni economici enormi”

Il sito di prenotazioni online ha equiparato le strutture del Trentino-Alto Adige a quelle della zona rossa chiedendo di rimborsare le prenotazioni già effettuate senza applicare penali, benché previste al momento della sottoscrizione. Gli albergatori: “Già stiamo vivendo una difficile situazione ora dobbiamo subire le imposizioni dell colosso Booking”

Di Tiziano Grottolo - 06 marzo 2020 - 19:13

TRENTO. A lanciare l’allarme è Andrea, titolare di un Hotel del centro storico di Trento che è rimasto a dir poco indignato dal comportamento di Booking, noto sito utilizzato da moltissimi utenti per effettuare le prenotazioni online.

 

Il sito in questione, proprio in questi giorni, ha pubblicato nell'area riservata agli operatori delle informative riguardanti i termini e condizioni di cancellazione in merito al rischio coronavirus, in un estratto si legge: “Ti chiediamo di rimborsare eventuali pagamenti anticipati che hai già ricevuto e annullare i costi di cancellazione (penali, spese e/o altri importi) nei casi in cui il cliente avesse richiesto la cancellazione per cause di forza maggiore. In questi casi, Booking.com non applicherà la commissione”.

 

Le regole del sito prevedono che la procedura per “cause di forza maggiore” si applichi a “tutte le prenotazioni effettuate da viaggiatori provenienti dalla Cina continentale o per le strutture situate nella Cina continentale, e con check-in il giorno 31 marzo 2020 o in date precedenti”, ma anche a “tutte le prenotazioni con check-in il giorno 31 marzo 2020 o in date precedenti ed effettuate per strutture ricettive situate in, o da viaggiatori provenienti da, le regioni italiane Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Piemonte e Trentino-Alto Adige, o le località di Daegu e Contea di Cheogndo nella Corea del Sud”.

 

Una situazione che penalizza fortemente gli albergatori trentini che già devono fare i conti con i numeri della crisi: è stata la stessa Asat, l’associazione di categoria, a confermare il trend negativo parlando di un calo di oltre 1 milione di presenze, registrato nei mesi di marzo e aprile, che si traduce in una diminuzione di circa il 60% delle presenze rispetto lo scorso anno. per una perdita stimata di quasi 140milioni di euro. Con picchi registrati proprio nel capoluogo che arrivano al 90% di mancate prenotazioni (QUI articolo).

 

“Noi operatori del turismo trentino stiamo già vivendo una difficile situazione probabilmente senza precedenti – spiega Andrea – ora ci ritroviamo a dover rimborsare le prenotazioni anche dove non è prevista la clausola di cancellazione perché il colosso Booking.com ci mette sullo stesso piano di regioni dove i contagi sono nettamente maggiori”. Dalle informazioni raccolte tramite le associazioni di categoria, in particolare Asat, solo le prenotazioni in zone rosse prevedono il rimborso per cause di forza maggiore mentre se il cliente per precauzione decide di non usufruire della prenotazione perde la caparra o ciò che era previsto nelle condizioni.

 

Il sito di prenotazioni però ha deciso arbitrariamente di inserire il Trentino-Alto Adige al fianco alle regioni delle zone rosse “vorrei far notare – puntualizza l’albergatore trentino – come regioni dove i contagi sono maggiori vengono completamente escluse da queste condizioni, nelle Marche ad esempio troviamo 124 casi mentre in Trentino-Alto Adige sono poco più di una decina”. Effettivamente viene da chiedersi come mai alcune regioni siano state escluse mentre la provincia di Trento, nonostante appena 11 casi, sia stata inserita. “Sarà che in questo periodo le prenotazioni in Trentino-Alto Adige hanno numeri diversi dalle Marche – accusa Andrea – ma mi sembra alquanto dubbio e curioso, infine trovo le informazioni riportate sul sito Booking alquanto imprecise e fuorvianti”.

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