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Coronavirus, scuola e impianti sciistici chiusi a dicembre. Linea dura del Governo e sulla messa di Natale: ''Far nascere Gesù bambino due ore prima non è eresia"

L'obiettivo è quello di non spostare il coprifuoco e quindi anticipare anche la Messa di Natale. Il governo starebbe trattato con la Cei, intanto per la riapertura degli impianti sciistici se ne dovrà riparlare a gennaio e lo stesso vale per la scuola

Pubblicato il - 27 novembre 2020 - 09:09

TRENTO. Il governo ha confermato che di riapertura degli impianti si potrà parlare soltanto dopo le feste di Natale e per la scuola i ragionamenti potrebbero partire dopo l'Epifania. Questi i due punti che sembrano ormai certi.

 

Oggi la cabina di regia del Ministero della Salute e dell'Istituto superiore della Sanità si incontrerà per valutare il monitoraggio settimanale. L'indice Rt, secondo le ultime informazioni, a livello nazionale è sceso da 1.18 della scorsa settimana a 1.03. Dalle analisi che verranno fatte oggi il ministro Speranza farà le ordinanze che consentiranno alle regioni di cambiare colore.

 

Per quanto riguarda le scuole la maggioranza dei governatori ha chiesto di procrastinarne una eventuale riapertura dopo il 7 gennaio. Se si riprendesse l'attività nelle prime settimane di dicembre si rischierebbe, infatti, di andare ad impattare pesantemente sugli ospedali, in caso di risalita dei contagi, proprio durante le festività.

 

Rimane, come già detto, ben lontana l'apertura degli impianti da sci e l'avvio del sistema vacanze invernali. “Riapriranno quando l'epidemia si sarà raffreddata, speriamo nel giro di un mese, un mese e mezzo” ha detto il ministro Boccia nell'incontro con le Regioni ribadendo che è fondamentale la sicurezza delle persone e la loro salute.

 

E sulla linea della massima prudenza anche Gesù bambino dovrà capire la situazione d'emergenza che stiamo vivendo. "Seguire la messa, e lo dico da cattolico, due ore prima o far nascere Gesù bambino due ore prima non è eresia” ha spiegato Boccia. L'intenzione da parte del Governo, infatti, è quella di anticipare di qualche ora la messa di Natale per poi far rientrare tutti a casa, far rispettare il coprifuoco ed evitare assembramenti. La questione nei prossimi giorni sarà sul tavolo della Conferenza Episcopale Italiana che deciderà poi come muoversi.

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