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Coronavirus, Fugatti: ''Il governo è rigido sulla chiusura degli impianti almeno fino all'Epifania''

L'avvio della stagione invernale tiene banco. Il vertice tra le Regioni dell'arco alpino e il governo nazionale per ora non porta indicazioni diverse rispetto a quanto emerso nei giorni scorsi, la strada sembra tracciata verso la chiusura degli impianti. Fugatti: "Chiediamo ristori completi e non parziali per tutto il mondo del turismo"

Di Luca Andreazza - 26 novembre 2020 - 19:09

TRENTO. "L'impostazione del governo sembra rigida e prevale il piano sanitario", queste le parole del presidente Maurizio Fugatti, che aggiunge: "L'intenzione sembra quella di non aprire almeno fino all'Epifania".

 

L'avvio della stagione invernale tiene banco. Il vertice tra le Regioni dell'arco alpino e il governo nazionale per ora non porta indicazioni diverse rispetto a quanto emerso nei giorni scorsi, la strada sembra tracciata verso la chiusura degli impianti.

 

"E' evidente che l'apertura dell'inverno deve avvenire con una sicurezza sanitaria - dice Fugatti - che è il dato principale. Se comunque non si dovesse aprire, necessario che ci sia una chiusura a livello europeo perché altrimenti si verrebbe a creare una concorrenza non accettabile. La Germania potrebbe seguire l'Italia, mentre l'Austria sembra intenzionata a proseguire per avviare la stagione".

 

In caso di chiusura la richiesta al governo è quella di prevedere dei ristori per le società impianti, ma anche per tutti quei settori che ruotano intorno all'inverno.

 

"Attualmente - conclude Fugatti - non sappiamo se le condizioni sanitarie permetteranno l'apertura degli impianti. L'indicazione generale è quella della chiusura per il mese di dicembre, ma ci deve essere una condivisione totale degli altri Paesi. In Trentino il turismo pesa per il 20% sul nostro Pil. La decisione di chiudere è grave e il governo deve farsi carico completamente e non in modo parziale di queste scelte".

 

Il governo intanto lavora ai meccanismi di ristoro. "Sono garantiti ora per le attività chiuse - ha spiegato il ministro Francesco Boccia in Aula - saranno assicurati anche a tutte le attività del turismo invernale. Se il Paese non è sicuro dal punto di vista sanitario, non lo è nemmeno dal punto di vista economico. Far partire alcune attività economiche con un mese di ritardo comporta certamente gravi perdite che saranno ristorate, compresi gli stagionali. Bisogna dirsi, con grande chiarezza, che se apriamo senza limiti, le perdite di dicembre le ritroveremo a febbraio. E quello significherà che siamo dentro la terza ondata. Abbiamo il dovere di evitare la terza ondata".

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