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| 27 nov 2020 | 19:01

Coronavirus, Fugatti: “Le perdite degli impianti da sci chiusi si tagliano da altre parti. Deve intervenire il Governo che può fare debito”

Destabilizza la posizione di Vienna sulle piste da sci, Fugatti: “Di fronte a un’eventuale apertura austriaca siamo molti preoccupati, prima la sicurezza sanitaria, ma deve valere per tutti”. I ristori per gli impianti chiusi? “Se si pensa che il bilancio della Provincia sia in grado di coprire le perdite vuol dire che si taglia da altre parti”

Coronavirus, Fugatti: “Le perdite degli impianti da sci chiusi si tagliano da altre parti
di Tiziano Grottolo

TRENTO. L’Austria del cancelliere Sebastian Kurz sembrerebbe orientata verso l’apertura degli impianti e questa notizia sta destando non poco malumore all’interno dell’Euregio visto che se in Alto Adige Arno Kompatscher ha riconosciuto che con questa situazione epidemiologica “non ci sono i presupposti per un turismo invernale”, l’omologo trentino, Maurizio Fugatti, le piste da sci le vorrebbe pure aprire ma sottolinea di avere le mani legate.

 

“Sullo sci la situazione ci sta preoccupando non poco perché non arrivano segnali importanti dagli altri Paesi europei, tranne la Germania – che però ha un’importanza sciistica relativa, ricorda Fugatti – c’è il rischio che altri Stati tengano aperto. Di fronte a un’eventuale apertura austriaca siamo molti preoccupati, prima la sicurezza sanitaria, ma deve valere per tutti”.

 

Il nocciolo della questione per il presidente della Pat sta nell’eventuale impugnazione: Se Roma dovesse decidere per la chiusura il Trentino non può andare contro il Dpcm perché il Governo impugna il provvedimento e tre giorni dopo il Tar lo boccia”. Questo discorso peraltro è applicabile anche alla scuola (QUI articolo).

 

“Da parte nostra – commenta Fugatti se la situazione dei contagi continuerà a migliorare, proveremo a rilanciare, insieme alle altre regioni alpine, la nostra richiesta e in ogni caso, se non sarà possibile aprire, chiederemo al Governo un riconoscimento delle perdite, non solo per i gestori degli impianti, ma anche per tutte le attività collegate allo sci”. Oltre a questo a Roma viene chiesto di impegnarsi diplomaticamente affinché tutti i Paesi seguano la stessa strada, in un senso o nell’altro “altrimenti sarà concorrenza sleale”.

 

Sullo tema ristori però, Fugatti avverte: “Se si pensa che il bilancio della Provincia sia in grado di ristorare tutte le perdite che abbiamo dall’eventuale chiusura degli impianti da sci, lo dico ai trentini, vuol dire che si taglia da altre parti. Parliamo di decine di milioni di euro, per questo dovrà intervenire il Governo, non perché ha i soldi, ma perché può fare debito”.

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