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Coronavirus, parrucchieri e estetisti aperti da lunedì, bar e ristoranti da venerdì. Kompatscher presenta l'ordinanza. "Un passo alla volta. L'inverno è ancora lungo e difficile"

Il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher ha presentato le misure contenute nella nuova ordinanza predisposta dopo lo screening di massa. Dopo la riapertura questa settimana della didattica in presenza per le strutture dell'infanzia e le scuole primarie, settimana prossima sarà il turno delle medie. Da lunedì 30 novembre riapriranno estetisti e parrucchieri, da venerdì 4 dicembre la ristorazione. E sui dati del contagio ancora alti: "I morti saranno gli ultimi a calare. Così come adesso, aprire al turismo invernale è impossibile"

Di Davide Leveghi - 27 November 2020 - 17:58

BOLZANO. Riapertura della didattica in presenza per le scuole medie, via libera da lunedì 30 novembre per estetisti e parrucchieri e da venerdì 4 dicembre per la ristorazione. Sono queste le novità introdotte dalla nuova ordinanza presentata in conferenza stampa dal presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher.

 

Superate le impegnative giornate dello screening di massa, concluso con oltre 362mila cittadini testati e 3619 positivi (pari all'1% dei testati), si passa ad una seconda fase di progressivo ritorno alla normalità. “Manterremo le promesse”, aveva detto l'assessore Thomas Widmann in fase di bilancio del massiccio testing effettuato a cavallo dello scorso fine settimana, presentando al tempo stesso la macchina di monitoraggio epidemiologico predisposta assieme all'azienda sanitaria.

 

I dati dei contagi, tuttavia, non permettono di dar corso alle promesse avanzate dall'assessore al Commercio Philipp Achammer, che in conferenza stampa con Confesercenti Alto Adige/Südtirol, si era sbilanciato dichiarando: “Puntiamo ad aprire tutto lunedì”.

 

Sono state settimane difficili in virtù delle restrizioni dovute a una situazione epidemiologica critica – ha esordito il Landeshauptmann – questo ha richiesto tanti sacrifici alla cittadinanza. Grazie allo screening e a queste misure si vedono i risultati, la curva si è appiattita e negli ultimi giorni, anche se molto lentamente, è scesa. È stato molto bello vedere una così grande partecipazione e solidarietà, a dimostrazione di come siamo uniti nella lotta contro la pandemia”.

 

“Ora è arrivato il momento di fare cauti passi verso la riapertura, ma possiamo permetterci un passo alla volta – ha proseguito – questa settimana sono stati riaperti in presenza i servizi per l'infanzia e le primarie, da lunedì prossimo anche le medie torneranno a fare lezione a scuola. Estetisti e parrucchieri potranno riaprire le proprie attività, mentre, in maniera cauta e con delle limitazioni orarie, venerdì le attività di gastronomia”.

 

Sui dati ancora alti registrati nelle ultime 24 ore (410 positivi su 2301 tamponi, un tasso contagi/tamponi sopra il 17%, 11 decessi, oltre 400 ricoveri tra ospedali e strutture private e 42 terapie intensive), Kompatscher ha poi aggiunto. “La pandemia non è finita, dobbiamo essere consapevoli e dobbiamo procedere alle riaperture rispetto alla situazione epidemiologica e agli ospedali. Era nei pronostici che avremmo avuto ancora così tanti morti, quello è l'ultimo dato che scende, mentre le terapie intensive il penultimo. Nel caso del terzultimo, i ricoveri negli ospedali, abbiamo visto che scendiamo da qualche giorno. Pertanto dobbiamo sì salvaguardare i posti di lavoro e i redditi per le famiglie, ma tanti servizi non ci saranno ancora, ahimè”.

 

Superiori e università continueranno in didattica a distanza, no a eventi culturali o di altro tipo, no alle palestre, tutto ciò che gira attorno allo spettacolo e alle attività notturne rimane sospeso. Sarebbe irrispettoso nei confronti di tutti costoro se ci comportassimo come tutto fosse finito. Rispettate le norme di sicurezza. Riducete al minimo i contatti sociali. Questo bisogna farlo per proseguire con discesa della curva, vogliamo avere meno infezioni pensando a chi soffre di più le restrizioni e a tutti i cittadini. L'inverno è ancora lungo e difficile”.

 

Sulla tanto discussa riapertura delle piste e più in generale del settore turistico che gira attorno alla neve, il presidente della Provincia ha poi illustrato la situazione in queste ore di frenetiche trattative, sia a livello nazionale che europeo. “Le notizie degli ultimi giorni sono difficili da sopportare per chi lavora nel settore turistico, che comprende migliaia di posti di lavoro e di famiglie. Attualmente l'Alto Adige non ha presupposti per un turismo invernale con questa situazione epidemiologica”.

 

Non dipende solo da noi – ha concluso - dobbiamo fare i compiti a casa ma dipende anche da situazione epidemiologica in tutta Italia e Europa, così come dalle scelte politiche. Stamattina abbiamo avuto la conferenza dell'Argealp. Ci sono diversi approcci, c'è chi vuole aprire attorno a capodanno chi prima. Si è parlato di concorrenza sleale. Va ribadito a tutti governi interessati che bisogna fare di tutto per dare prospettive e creare presupposti per avere turismo invernale. È impossibile dare una data oggi, speriamo che nelle settimane prossime si creino i presupposti per poterlo fare. Qualora la sospensione delle attività fosse a medio lungo termine bisogna provvedere a un sostegno delle famiglie e di chi perde il reddito o non lavora”.

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