Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, ecco l'ordinanza per l'uscita dal lockdown in Alto Adige. Riaperture scaglionate tra il 30 novembre e il 4 dicembre

Il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher ha presentato nella giornata di venerdì 27 la nuova ordinanza che entrerà in vigore lunedì 30 novembre e porterà ad una riapertura scaglionata di diverse attività, oltre che all'allentamento delle misure per il contenimento del virus. Ecco quali sono le principali novità

Di Davide Leveghi - 28 novembre 2020 - 10:18

BOLZANO. “La situazione epidemiologica non ci permette di riaprire tutto. Procederemo un passo alla volta”. Passate le settimane più dure, in cui i cittadini dell'Alto Adige hanno dato grande prova di senso civico partecipando in massa alla campagna di screening predisposta dalla Provincia (oltre 362mila le persone testate), la giunta ha annunciato di voler cominciare il graduale processo di ritorno alla normalità. I dati del contagio, da parte loro, non permettono però di tornare ad una situazione precedente alle severe misure di restrizione imposte alla società altoatesina.

 

A dirlo è stato lo stesso presidente Arno Kompatscher, intervenuto nella giornata di venerdì per presentare la nuova ordinanza con cui si scaglionano le misure di uscita da una delle fasi più drammatiche vissute dalla provincia di Bolzano in questo terribile 2020. La seconda ondata, infatti, ha portato con sé una striscia di morti e numeri di contagio decisamente fuori controllo, tanto da aver spinto a chiusure importanti e al ricorso appunto alla carta dello screening di massa.

 

Dopo la sospensione per una settimana della didattica in presenza per strutture dell'infanzia e scuole primarie (e il rientro a partire dal 23 novembre), sarà la settimana del 30 novembre a dare il via ad un progressivo allentamento del lockdown. Per altre novità, su tutte la riapertura con orari limitati di bar e ristoranti e la possibilità di muoversi tra Comuni al di là delle comprovate necessità (da giustificare mediante autocertificazione), bisognerà invece aspettare venerdì 4 dicembre.

 

Ma quali sono queste misure? Le novità introdotte da lunedì prossimo riguarderanno principalmente scuola, commercio e servizi alla persona. Innanzitutto, gli alunni delle scuole secondarie di primo grado potranno tornare alla didattica in presenza – niente da fare per scuole superiori e università, che proseguiranno nelle modalità in remoto. Per quanto riguarda le scuole di musica, invece, ci sarà la possibilità di svolgere le lezioni in forma individuale.

 

Nel settore del “commercio e servizi”, potranno riaprire fino alle 18 tutti i negozi al dettaglio, a patto che rispettino la norma di capienza di una persona ogni 10 metri quadrati. Stesso discorso per i mercati di beni alimentari e i servizi alla persona come parrucchieri, estetisti, lavanderie e pompe funebri. Nei centri commerciali, per evitare la creazione di assembramenti, sarà necessario un servizio di scaglionamento degli ingressi, mentre ogni esercente avrà l'obbligo di indicare all'entrata della propria attività il numero di persone consentite contemporaneamente all'interno attraverso un cartello.

 

Molte restrizioni vengono meno anche nei settori produttivi e nei cantieri edili, mentre per quanto riguarda ristoranti, alberghi e bar continueranno a vigere le misure di sospensione dell'attività (salvo eccezioni, riguardanti per lo più il servizio mensa per i lavoratori e l'alloggio per i sanitari).

 

Per quanto riguarda attività motoria e sportiva, sarà possibile nel primo caso svolgerla solamente in prossimità del proprio domicilio e dotati di mascherina. Diverso il secondo caso, invece, per cui è possibile anche uscire in bici o a piedi dal territorio comunale.

 

In generale, gli spostamenti in altri Comuni sono possibili solo per esigenze comprovate. L'utilizzo dei mezzi pubblici, limitato alla capienza del 50%, è consentito appunto solo per le necessità lavorative, di salute, scolastiche o di urgenza.

 

A questo allentamento, come detto, ne seguirà un ulteriore a partire dalla giornata di venerdì 4 dicembre. Le principali novità in questo caso riguarderanno i movimenti e la ristorazione. Nel primo caso non sarà più necessaria l'autocertificazione. Gli spostamenti fra i Comuni saranno nuovamente permessi, senza necessariamente dover sottostare ai criteri di necessità. Il divieto di spostarsi dal proprio domicilio rimane tuttavia in vigore dalle 22 alle 5, orario del coprifuoco, in cui sarà possibile muoversi solo per casi particolari (salute, lavoro, motivi urgenti).

 

Bar e ristoranti, da parte loro, potranno riaprire fino alle 18. Ai tavoli si potranno sedere al massimo 4 persone, tranne nel caso in cui siano conviventi. L'asporto è possibile fino alle 20, il servizio domicilio fino alle 22. Tutte le attività professionali di servizio alla persona potranno riaprire, così come gli alberghi.

 

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 22 dicembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

15 gennaio - 19:18

Nella conferenza stampa straordinaria organizzata dalla giunta provinciale di Bolzano, Arno Kompatscher si è detto sconcertato dalla scelta del Cts di trasformare l'Alto Adige in zona rossa. "Abbiamo inviato una lettera a Roma. Sulla base dei dati confermiamo con l'ordinanza di stasera la zona gialla"

15 gennaio - 19:30

Sono tantissime le prese di posizione (di partiti e istituzioni) in favore della testata ma colpiscono, in particolare, le dichiarazioni di Fugatti (che si dice ''sorpreso''), dei sindacati (che ancora parlano di ''investimento'' riferendosi all'operazione predatoria compiuta sull'editoria locale da parte di Athesia) e dell'Ordine dei Giornalisti (che esprime la sua ''solidarietà''). Ora si pensi ai giornalisti ma non si dimentichino i collaboratori esterni e i fotografi che da una vita lavorano per poche decine di euro al giorno mettendoci tutto quel che hanno

15 gennaio - 18:35

Il direttore sanitario dell'Apss, Antonio Ferro spiega: "Preoccupa il livello di occupazione dei posti letto negli ospedali". Il presidente della Provincia chiede ancora "senso di responsabilità" ai trentini 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato