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Coronavirus, Achammer: "Incomprensibile questa differenza con il Trentino. Puntiamo a riaprire tutto da lunedì"

L'assessore al Commercio Philipp Achammer, riunito in videoconferenza con Confesercenti Alto Adige, si è detto perplesso dalla diversità tra la propria provincia e quella di Trento, l'una nominata "zona rossa" e l'altra "gialla". La somiglianza dei dati, infatti, è cosa nota e l'unica differenza davvero palese sta nella gestione e nella comunicazione dei dati del contagio. Sulla riapertura ha poi aggiunto: "Puntiamo a riaprire tutto lunedì"

Di Davide Leveghi - 26 novembre 2020 - 18:01

BOLZANO. “Mi chiedo come abbiamo fatto ad arrivare a questo margine con il Trentino, per me rimane davvero un interrogativo difficile da comprendere”. Riunito in videoconferenza su Zoom con i vertici di Confesercenti Alto Adige, l'assessore Philipp Achammer non ha mancato di toccare l'argomento delle differenze regionali.

 

In un incontro che ha permesso di confrontarsi sulle prospettive immediate - nel giorno in cui tra l'altro il suo collega alla Salute Thomas Widmann tira le somme sulla grande operazione di screening della popolazione altoatesina - le diversità al di qua e al di là della chiusa di Salorno hanno rappresentato un elemento che solleva non poche perplessità. Da ormai settimane, infatti, nella stessa Regione convivono due Province autonome dalla diversa “colorazione”: al “giallo” trentino si contrappone il “rosso” Alto Adige.

 

Al di qua e al di là di Salorno, pertanto, vigono misure ben diverse: limitandoci al settore commerciale, in Trentino gli esercizi sono infatti rimasti aperti, seppur con limitazioni orarie, in Alto Adige no. E questo a fronte di dati sanitari diversi? No, le somiglianze nell'andamento del contagio non appaiono affatto in controtendenza tra le due province, se pensiamo che attualmente in quella di Trento abbiamo 41 pazienti in terapia intensiva e 462 ricoverati (dati del 25 novembre) e in quella di Bolzano 40 in area critica e 434 in non critica (dati 26 novembre).

 

La grande differenza sta semmai nella gestione dei contagi, con i tamponi molecolari che vengono usati in Trentino per confermare le negatività, mentre i rapidi (i cui dati non vengono comunicati ma, paradossalmente, utilizzati per stabilire eventuali “zone rosse”, vedi Bedollo, Baselga di Pinè e Castello Tesino) servono invece a individuare i positivi. E se le differenze nelle strategie scavano il primo solco – in Alto Adige si è appena concluso uno screening di massa su oltre 350mila cittadini – è sulla comunicazione che la differenza diventa un abisso.

 

Dove sta infatti la trasparenza se i cittadini non vengono informati sulla reale consistenza della diffusione del virus? Alla perplessità manifestata da Achammer sulla differenza tra la provincia di Bolzano e quella di Trento, dunque, si aggiunge quella di non pochi trentini, che da parte loro hanno firmato una petizione chiedendo proprio che la Provincia uscisse dalla sua testarda linea di comunicare i dati parziali (QUI il link).

 

Dall'incontro con Confesercenti, nondimeno, emergono altri elementi d'interesse. In particolare la promessa dell'assessore al Commercio di dar corso a quanto annunciato in fase di lancio dello screening di massa. “Siamo in mano al Comitato tecnico scientifico altoatesino – ha detto agli esercenti – i numeri migliorano. Conto di riuscire a riaprire tutto lunedì con apertura fino alle 18 per bar e ristoranti senza creare degli scaglioni”.

 

La pausa forzata a cui è stato costretto il tessuto economico provinciale può avere conseguenze molto gravi se prolungata. “ Con un tessuto formato da piccoli imprenditori e commercianti come il nostro ogni giorno di chiusura fa correre rischi molto grandi – ha aggiunto - i numeri del commercio digitale stanno crescendo enormemente e parliamo di organismi che non hanno ricadute significative sul territorio. Corriamo anche il rischio di cambiare l’abitudine all’acquisto nei negozi. Nelle prossime settimane faremo una campagna molto battente per ribadire l’orgoglio per i nostri negozi e per il nostro tessuto commerciale. Ciascuno di noi con le sue scelte per i regali di Natale ha questa responsabilità e deve tenerne conto. Ci vuole unità”.

 

Per evitare assembramenti, Achammer ha ventilato l'ipotesi di estendere gli orari, spalmandoli inoltre su tutti e 7 i giorni della settimana. Tra le altre misure, l'assessore si è poi dimostrato disponibile sulla riapertura dei mercati rionali e su dei “ristori” aggiuntivi a quelli previsti dallo Stato. “Un incontro piacevole e interessante – ha commentato in chiusura il presidente di Confesercenti Alto Adige Federico Tibaldo – e siamo pronti a riaprire impegnandoci a garantire tutte le disposizioni di sicurezza”.

 

Nella giornata di martedì, il ministro della Salute Roberto Speranza aveva comunicato via social di aver rinnovato le misure restrittive relative proprio alla zona rossa altoatesina, prorogata fino al 3 dicembre. Da lunedì 30 novembre, il lockdown totale sarà sospeso.

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