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Coronavirus, tra vaccini extra e riaperture, Kompatscher al governo: "Non è equo sospendere la zona gialla fino alla fine di aprile"

Nella conferenza Stato-Regioni il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha ribadito quanto sostenuto da gran parte dei suoi colleghi: "Non è equo sospendere la zona gialla fino alla fine di aprile. Chi ha dati bassi deve poter ristabilire gli spostamenti fra Comuni e riaprire bar e ristoranti fino alle 18"

Di Davide Leveghi - 30 March 2021 - 09:49

BOLZANO. “Non è equo sospendere la zona gialla sino ad aprile, togliendo ai territori con una situazione epidemiologica stabile la possibilità di imporre regole meno severe e di riaprire bar e ristoranti fino alle 18”. E' questo quanto ribadito dal presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher. Riunito in video conferenza con il premier Mario Draghi, la ministra agli Affari regionale Mariastella Gelmini e gli altri governatori di Regione, il Landeshauptmann ha avanzato le sue richieste su riaperture e vaccini, chiedendo chiarezza a Roma.

 

Dopo Pasqua i territori che hanno dati da zona gialla devono poter applicare le relative regole che permettono ad esempio gli spostamenti al di fuori del Comune o la riapertura fino alle 18 di bar e ristoranti”, ha dichiarato Kompatscher. Assieme agli altri presidenti di Regione ha poi chiesto all'esecutivo che si esprima tramite l'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, sulle offerte di acquisto di dosi di vaccino che le Regioni stanno ricevendo dai fornitori farmaceutici.

 

“Affinché i cittadini possano tornare alle loro abitudini il più presto possibile e affinché le attività economiche possano rilanciarsi – ha poi aggiunto – occorre valutare ogni possibilità per ottenere il maggior numero possibile di dosi di vaccino”. Sulle forniture aggiuntive, il presidente altoatesino ha poi ricevuto rassicurazioni sull'imminente arrivo di dosi extra garantite dalla Commissione europea per le regioni di confine.

 

Il vicino Tirolo austriaco, ad esempio, aveva ottenuto ben 100mila dosi extra di Pfizer per affrontare la diffusa circolazione della variante sudafricana del virus, in particolare nel distretto di Schwaz (QUI l'articolo). La situazione epidemiologica complicata lungo il “corridoio” che collega l'Italia alla Germania aveva spinto le autorità tedesche a chiudere i confini, dando avvio a un effetto domino con l'imposizione di controlli anche al Brennero e producendo non pochi disagi. Nella giornata di lunedì 29 marzo tali controlli sono stati finalmente eliminati (QUI l'articolo).

 

Le autorità sanitarie impegnate nella gestione dell'emergenza Covid-19, dal ministro Roberto Speranza al commissario Francesco Paolo Figliuolo, hanno in questi giorni tracciato le tappe di un'accelerazione importante della campagna vaccinale (QUI l'articolo). L'obiettivo è di raggiungere il prima possibile le 250mila somministrazioni al giorno, con 2,8 milioni di dosi pronte ad arrivare in questa settimana a cavallo tra marzo e aprile. Nondimeno, per accelerare l'inoculazione del vaccino nella giornata di lunedì 29 marzo il ministro della Salute ha firmato un protocollo d'intesa con le Regioni e i farmacisti per la somministrazione delle dosi anche in farmacie. “E' un altro importante passo avanti”, ha evidenziato Speranza (QUI l'articolo).

 

Sempre riguardo alle dosi extra, invece, la Commissione europea avrebbe individuato per l'Italia 550mila dosi, da destinare in parte anche all'Alto Adige. Il commissario Figliuolo ha pertanto assicurato a Kompatscher che si terrà conto della richiesta avanzata dalla Provincia e che presto vi saranno contatti a tal riguardo.

 

Sulla questione del “passaporto vaccinale europeo”, presentato dal commissario per il mercato interno dell'Ue e capo della task force sui vaccini Thierry Breton (QUI l'articolo), Kompatscher ha sottolineato che la Provincia vi ripone molta fiducia. Il “green pass” garantirebbe infatti una libera e sicura circolazione dei cittadini vaccinati, di quelli sottoposti recentemente a un test o da poco guariti. Sul tema, il presidente ha chiesto delucidazioni al governo: “Il sistema di certificazione sarà fondamentale per consentire alle attività economiche del territorio di lavorare in sicurezza e garantire la libertà di movimento dei cittadini”.

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