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Coronavirus, accelerata delle vaccinazioni in arrivo, si punta alle 250mila al giorno. Figliuolo: “In settimana 2,8 milioni di dosi”

Il commissario per l'emergenza Figliuolo traccia l'orizzonte della campagna vaccinale per le prossime settimane. Tra marzo e aprile dovrebbero arrivare quasi 3 milioni di dosi

Di Davide Leveghi - 28 marzo 2021 - 10:59

TRENTO. Sui vaccini è arrivata l'ora dell'accelerata. A dirlo è il commissario nazionale per l'emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo. In visita agli hub siciliani di Messina e Catania, il generale dell'esercito ha tracciato il solco per le prossime settimane: “Entro il 3 aprile – ha dichiarato – arriveranno 2,8 milioni di dosi”.

 

I ritmi, d'altronde, sono diversi rispetto alle scorse settimane, quando tra forniture a singhiozzo e il netto rallentamento imposto dal caso AstraZeneca la campagna vaccinale si era arenata, procedendo a tentoni. Ora, invece, si va avanti con un passo diverso. “La campagna vaccinale è la priorità del Paese – ha scritto sui social il ministro della Salute Roberto Speranza, in visita a Latina – siamo a 250mila iniezioni in 24 ore e dobbiamo fare ogni sforzo per arrivare a mezzo milione di somministrazioni. Lavorando uniti ce la faremo”.

 

E per fare questo, ha evidenziato il commissario, servono più dosi. A cavallo del nuovo trimestre dell'anno, tra marzo e aprile, in Italia giungeranno 1 milione e 300mila dosi di AstraZeneca, oltre un milione di Pfizer e 500mila di Moderna. Nel mentre gli hub per la somministrazione vengono costruiti, permettendo così un afflusso più organizzato dei cittadini. “Ad ora abbiamo sul piatto 11 milioni di dosi – ha affermato Figliuolo – dosi che si stanno somministrando, raggiungendo ottime percentuali. Ci stiamo avvicinando alle 250mila dosi somministrate al giorno”.

 

Proprio per non inficiare la campagna vaccinale, il premier Mario Draghi sta valutando l'ipotesi di prolungare l'attuale classificazione delle Regioni e Province autonome fino alla fine di aprile, “blindando” con misure ad hoc anche il 25 aprile e l'1 maggio. Sulla questione non sono mancate le reazioni all'interno dello stesso governo, con il leader della Lega Matteo Salvini a guidare una fronda contraria.

 

“E' impensabile tenere chiusa l'Italia anche per tutto il mese di aprile. Nel nome del buonsenso che lo contraddistingue – e soprattutto dei dati medici e scientifici – chiediamo al presidente Draghi che dal 7 aprile, almeno nelle regioni e nelle città con situazione sanitaria sotto controllo, si riaprano, ovviamente in sicurezza, le attività chiuse, a partire da ristoranti, teatri, palestre, cinema, bar, oratori, negozi – ha scritto in un post sui social – qualunque proposta in Consiglio dei ministri e in parlamento avrà l'ok della Lega solo se prevederà un graduale e sicuro ritorno alla vita”. “Le decisioni vengono prese in base ai dati”, ha replicato seccamente il presidente del Consiglio.

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