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Coronavirus, da lunedì in Alto Adige bar e ristoranti aperti anche all'interno con il 'CoronaPass'. Kompatscher: ''Pronti a difenderci se il Governo impugna''

Nelle prossime ore il governatore Arno Kompatscher firmerà una nuova ordinanza che prevede di recepire tutte le misure nazionali oltre all'introduzione del cosiddetto "CoronaPass'' che permetterà di entrare in alcune aree ed effettuare alcune attività. Tra queste, la possibilità di consumare all'interno in bar e ristoranti 

Di G.Fin - 23 aprile 2021 - 11:39

BOLZANO. Proseguire la campagna di vaccinazione, offrire la possibilità di testarsi gratuitamente a tutti i cittadini e l'introduzione del CoronaPass. Sono queste le azioni che la Provincia di Bolzano ha deciso di mettere in campo in vista dell'allentamento delle misure restrittive che avverrà, come nel resto d'Italia, a partire da lunedì 26 aprile.

 

Nelle prossime ore il governatore Arno Kompatscher firmerà una nuova ordinanza con la quale verranno recepite le misure decise dal Governo nazionale. Allo stesso tempo, però, l'Alto Adige ha deciso di fare un passo in più. Se da un lato punta a garantire maggiore sicurezza con lo screening di massa, dall'altro ha anche deciso attraverso l'introduzione di una certificazione (CoronaPass) di consentire, per esempio, alle persone testate, vaccinate o immunizzate naturalmente di poter entrare e consumare all'interno in bar e ristoranti.

 

“Grazie agli sforzi che abbiamo fatto tutti assieme nelle ultime settimane – ha spiegato Kompatscher in conferenza stampa – da un lato con il lavoro di screening e vaccinazione e dall'altro la disciplina dei cittadini, abbiamo una situazione con dati relativamente bassi e questo nonostante comunque le riaperture che già in precedenza avevamo fatto”.

In questo momento, ha spiegato il governatore, il numero delle nuove infezioni è stabile e l'Alto Adige si appresta a diventare zona gialla.

 

“Questo ci consentirà – ha spiegato Kompatscher – di effettuare le relative aperture previste a livello nazionale ma in Alto Adige le collegheremo  al CoronaPass (Qui le informazioni). Vogliamo dare un'ulteriore sicurezza, un'ulteriore garanzia. Non vogliamo che succeda come è già avvenuto in altre parti d'Europa dove le riaperture sono seguite da una impennata dei contagi e le conseguenti nuove restrizioni”.

 

Accanto alle misure nazionali, quindi, l'Alto Adige da lunedì 26 aprile introdurrà il CoronaPass che diventerà un prerequisito necessario per l'accesso a zone definite (la cosiddetta CoronaPass-Area) e per la pratica di determinate attività (ad esempio sport di squadra e di contatto). (QUI LE INFORMAZIONI)

In queste aree l’accesso sarà garantito solo a chi è risultato negativi a un test e possono comprovarlo, ha completato il ciclo di vaccinazione e possono comprovarlo, ed ha contratto ed è guarito dal Covid19 negli ultimi 6 mesi e presentano il relativo certificato emesso dall’Azienda Sanitaria. “Noi crediamo in questa certificazione – ha ribadito Kompatscher – e crediamo che in questo modo il rischio non sia più elevato nei ristoranti dove ci si potrà sedere con non più di 4 persone, con prenotazione e con il Coronapass”.

 

In questi giorni si sta portando avanti anche uno stretto dialogo con il Governo. “C'è grande apprezzamento – ha spiegato il presidente altoatesino – per la campagna di test che stiamo facendo anche nelle scuole e anche livello nazionale si sta pensando di adottare questa forma di screening. Noi speriamo di riuscire a convincere il Governo evitando in questo modo l'impugnazione della parte del provvedimento che riguarda il CoronaPass, nel caso avvenisse, però, siamo pronti a difenderci nel migliore dei modi”.

 

A sottolineare l'intenzione di procedere con le riaperture offrendo massima sicurezza è anche l'assessore alla Salute Thomans Widmann. “Al momento abbiamo una incidenza riferita ai sette giorni al di sotto di 100. Abbiamo avuto delle chiusure pesanti ma ora la situazione è più tranquilla. Riapriremo effettuando test gratuiti su tutto il territorio ed è fondamentale che la cittadinanza colga questa occasione perché è l'unico modo per fermare la diffusione del virus”.

 

Pochi giorni fa, ha spiegato l'assessore, sono stati testati quasi 40 mila alunni nelle scuole alteatesine. Di questi, 28 sono stati trovati positivi e sono subito stati isolati. “Se non ci fossero stati i test questi ragazzi sarebbero andati a casa e avrebbero contagiato chissà quante persone. E' importante testarsi”.

 

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