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Coronavirus, in attesa della risposta di Roma, Kompatscher firma la nuova ordinanza confermando le misure da zona gialla. Ecco le novità

Il presidente Arno Kompatscher e l'assessore alla Salute Thomas Widmann hanno espresso nella conferenza stampa di venerdì sera la loro sorpresa per la classificazione in zona rossa della provincia di Bolzano. Secondo i dati a disposizione dell'Azienda sanitaria non ci sarebbero le condizioni per questo tipo di colorazione. Per questo, mentre si cerca il dialogo con Roma, l'Alto Adige proseguirà con le attuali misure da zona gialla. Ecco l'ordinanza

Di Davide Leveghi - 16 January 2021 - 09:45

BOLZANO. L'Alto Adige prosegue sulla propria strada. La comunicazione della classificazione da parte di Roma, con cui la provincia di Bolzano è stata posta in “zona rossa”, non ha infatti soddisfatto la giunta provinciale, che a fronte dei dati a disposizione ha deciso di mantenere in vigore le attuali norme, afferenti alla “zona gialla”.

 

Dopo la conferenza stampa dai toni accesi e decisi di venerdì sera, in cui il presidente Arno Kompatscher e il suo collega di giunta Thomas Widmann hanno espresso sconcerto e fastidio nei confronti delle autorità sanitarie centrali, il Landeshauptmann ha voluto firmare un'ordinanza (come annunciato già a inizio settimana) che in sostanza ribadisce le misure già in vigore.

 

“I nostri esperti sulla base dei dati dell'attuale situazione epidemiologica e degli sviluppi costantemente monitorati sono giunti alla conclusione che le regole attualmente in vigore possano essere confermate come tali e che la riclassificazione dell'Alto Adige in zona rossa sia avvenuta valutando in modo inadeguato alcune delle specificità altoatesine”, ha dichiarato il governatore.

 

Le modifiche alle regole vigenti riguarderanno dunque solo pochi settori, dall'asporto di cibi e bevande dai bar, vietato dopo le ore 18 alla conferma della chiusura degli impianti di risalita, che negli scorsi giorni pareva possibile solo per i residenti. Malghe, rifugi e attività di ristorazione legati alle aree sciistiche, alle piste di slittino e alle zone a valle degli impianti potranno aprire dalle 8 alle 16, a patto che rispettino determinate regole: autorizzato solo il servizio al tavolo, solo su prenotazione e con un massimo di 4 persone se non conviventi. La somministrazione e la consumazione di superalcolici anche in aggiunta ad altre bevande, così come la vendita di pasti e bevande d'asporto è vietata.

 

No anche a ogni forma di intrattenimento musicale e multimediale, sia all'interno che all'esterno dei locali. Per quanto riguarda le scuole, invece, resteranno aperte per la didattica in presenza così come stabilito fino ad ora dalle norme vigenti in ciascun ordine scolastico.

 

Come dichiarato a conclusione della conferenza stampa, la volontà di Bolzano non è di rompere o disobbedire a Roma, quanto di dialogare con le autorità centrali nel tentativo di mostrare gli errori di valutazione. L'esecutivo da parte sua ha immediatamente chiesto all'Azienda sanitaria locale di approfondire i dati e di avviare un confronto con la capitale. “L'Azienda sanitaria monitora costantemente i dati – ha detto l'assessore alla Salute Widmann – sulla base di questi l'Alto Adige può continuare a mantenere in essere le regole attualmente vigenti”.

 

I prossimi passi, in attesa che diano una risposta da Roma, consisteranno così in un confronto con il governo in base ai dati forniti dall'Azienda sanitaria, affinché venga valutata la possibile riclassificazione. Fino a quando Roma non “batterà un colpo”, rimarranno in vigore le attuali norme in essere grazie all'ordinanza numero 2 del 15 gennaio 2021. “Teniamo la situazione sotto osservazione – ha concluso Kompatscher – se dovessimo registrare un significativo peggioramento dei dati procederemo rapidamente con le necessarie limitazioni”.

 

 

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