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Coronavirus, la lezione di Autonomia dell'Alto Adige. Kompatscher: ''L'1% di positivi trovati, in una settimana avrebbe infettato fino a 93.000 persone''

E' stata una prova di forza maiuscola quella della Provincia di Bolzano che, mentre in Trentino il presidente Fugatti si accontentava di essere zona gialla e dichiarava ''ghe l'avem fata'', ha messo in campo migliaia di volontari, medici, infermieri ed è diventato modello per tutti della gestione della pandemia: messasi da sola in ''zona rossa'' quando poteva essere gialla a due settimane dal lockdown ha fatto lo screening di massa che ora anche l'Austria copierà

Di Luca Pianesi - 23 novembre 2020 - 04:01

BOLZANO. Un successo straordinario: l'Alto Adige ha messo in campo un'operazione unica nella sua portata e nella sua importanza che è arrivata in soli tre giorni ad isolare 3.000 persone dall'alta carica virale (perché i tamponi antigenici, come noto, sono molto efficaci quando il soggetto è sintomatico o particolarmente virale meno quando la carica è bassa, quindi in ogni caso questo non vuol dire che tutti gli altri sono sicuramente Covid free) e così da lunedì si ritrova con quasi 15.000 persone positive (quelle ufficiali da tampone molecolare sono circa 12.000) sul territorio tracciate e isolate.

 

Un numero altissimo se si pensa che dalla notte dell'8 novembre l'Alto Adige è ''zona rossa'' per decisione dello stesso Alto Adige (per il Governo nazionale poteva restare ''zona gialla'' come il vicino Trentino) e quindi, giocoforza, la catena del contagio si era in qualche modo rallentata. Ma la situazione restava molto critica e i dati lo dimostravano sia in termini di decessi che di terapie intensive che di ricoveri. ''Uniti siamo capaci di grandi cose'', ha scritto sabato il presidente Kompatscher su Facebook ed effettivamente la prova di forza e di Autonomia messa in campo dalla provincia di Bolzano è stata esemplare tanto da convincere Kurz a replicare l'iniziativa nella vicina Austria

 

Centinaia di operatori della protezione civile, dell'azienda sanitaria, della Provincia e dei Comuni messi in campo e affiancati da oltre 1.000 volontari dei vigili del fuoco, della Croce Bianca, della Croce Rossa e della società civile per testare 343.227 persone (con positivi totali 3.185) su circa 200 postazioni allestite appositamente. Il sito della Provincia costantemente aggiornato con percentuali e dati in tempo reale per comunicare alla popolazione quanti sono i positivi da tamponi antigenici comune per comune dimostrando trasparenza e rispetto per la propria comunità (cosa che, per esempio nel Trentino, non avviene con i trentini tenuti all'oscuro dalla Pat proprio dei dati sui positivi agli antigenici che sono almeno il triplo rispetto ai positivi ai molecolari comunicati ufficialmente). 

 

Pragmatismo, visione, senso della realtà. L'Alto Adige ha chiuso tutto subito, nel periodo più fermo dell'anno dal punto di vista economico, metà novembre, per provare ad arrestare l'ondata e tornare aperto, nei limiti del possibile, a dicembre quando il sistema lavorativo è al massimo del suo sforzo produttivo. Il tutto Autonomamente con l'ok e la massima stima del ministero. Forse ci riuscirà, forse no, ma il tentativo è stato imponente ed è diventato subito modello di gestione efficiente ed efficace perché fermare l'1% della popolazione perché scoperta positiva ha una portata enorme se si pensa di riaprire le attività.

 

''Oltre 3.000 casi positivi identificati - ha detto Kompatscher - possono apparire pochi a fronte del numero di tamponi effettuati, ma con un fattore R di 1,5 come ultimamente era quello registrato in Alto Adige questi 3.000 avrebbero potuto infettare altre 4.500 persone, che poi avrebbero potuto infettarne altre 6.750, così che in una settimana si sarebbe potuti arrivare a 95.000 nuovi contagi". Il tutto mentre a Trento il presidente della provincia ripeteva che ''domani non sappiamo quel che succederà'', i positivi da tamponi antigenici li diremo ''quando il ministro ci dirà di dirli'', attendeva con ansia eventuali cambi di colore e poi festeggiava davanti ai suoi concittadini, in conferenza pubblica, la conferma del ''giallo'' dicendo ''ghe l'avem fata'' nella stessa mezzora nella quale annunciava altri 14 morti per Covid e dati identici a quelli di Bolzano in termini di ricoveri. 

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