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Coronavirus, Bolzano si affida all'Università di Trento per la simulazione dello screening di massa. "Lavoro utile per la futura campagna di vaccinazione"

La Provincia di Bolzano si è affidata al Dipartimento di ingegneria dell'Università di Trento per sviluppare il modello organizzativo in grado di calcolare le variabili per lo screening di massa. Tali conoscenze potranno risultare molto utili anche in futuro, quando si dovrà mettere in campo la campagna di vaccinazione contro il Covid-19

Pubblicato il - 18 novembre 2020 - 11:55

TRENTOMentre l’Alto Adige si avvicina allo screening di massa organizzato dalla Provincia per frenare la pandemia – è di martedì 17 novembre la firma dell’ordinanza da parte del presidente Arno Kompatscher con cui si stabilisce il funzionamento delle operazioni – da Trento si osserva il da farsi. Ma è proprio dal capoluogo della provincia più meridionale della regione che arriva il modello logistico su cui Bolzano ha sviluppato l’ambizioso progetto.

 

L’azienda sanitaria altoatesina, infatti, si è rivolta proprio al polo universitario trentino per mettere a punto una simulazione capace di valutare il funzionamento dell’enorme macchina organizzativa. Il progetto infatti consiste nel sottoporre a test antigenici ben 350mila cittadini, il tutto in tre giorni (venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 novembre) – con una deroga comunicata da Kompatscher che permette anche a medici di base e farmacie di effettuare il testing entro 72 ore prima e dopo le operazioni ufficiali.

 

Ma in cosa consiste il lavoro fatto dall’Università di Trento? Il Dipartimento di ingegneria ha costruito un modello matematico capace di replicare tutte le variabili fisiche, armonizzandole per prevedere le migliori soluzioni organizzative e logistiche. Per fare ciò, ha sfruttato la sua esperienza sviluppata negli anni grazie alle collaborazioni internazionali in analoghe campagne, come la vaccinazione di massa contro l’epidemia H1N1 negli Stati Uniti avvenuta nel 2009.

 

“Questo approccio – spiega il professore Francesco Pilati – si è già dimostrato efficace in precedenti campagne di vaccinazione, come quella per l’epidemia H1N1 negli Stati Uniti. In particolare, abbiamo una consuetudine di collaborazione con la School of Industrial Engineering & Management della Oklahoma State University che nel 2009 ha organizzato per lo stato del Kentucky un sito in grado di vaccinare diverse migliaia di pazienti al giorno in modalità ‘drive through’ per contrastare l’epidemia. I modelli matematici da noi sviluppati sono stati parametrizzati con raccolte di dati in scenari reali in occasione delle recenti settimane di vaccinazione influenzale, di mini-interventi di screening sierologici e con tamponi realizzati nella Provincia autonoma di Bolzano, anche grazie all’attività svolta dal dottorando Riccardo Tronconi”.

 

Grazie ad una simulazione tutt’altro che semplice, si sono così previste con la massima precisione possibile le variabili dei carichi di lavoro, le tipologie e la numerosità del personale specializzato da coinvolgere, la strumentazione, gli spazi minimi necessari e i tempi di esecuzione dell’intervento, con tanto di lunghezza delle code. Ciò che ne è venuto fuori è proprio il progetto della Provincia, con 184 punti sui territori, 1400 operatori coinvolti per la somministrazione dei test e il coinvolgimento di Croce rossa, Croce bianca, pompieri, Protezione civile e personale amministrativo.

 

Grazie al prototipo “Digital twin”, i professori Francesco Pilati e Giandomenico Nollo del Dipartimento di ingegnerie industriale hanno così svolto una replica virtuale di un processo fisico, con modalità di testing che nel caso altoatesino si baseranno sulla partecipazione volontaria. Tali conoscenze, nondimeno, potranno risultare molto utili anche in futuro, quando, si spera in tempi brevi, l’intero territorio nazionale sarà interessato da una campagna di vaccinazione su larga scala.

 

“Per conoscenza diretta – commenta Nollo – sappiamo come Germania e Inghilterra stiano approntando i propri piani vaccinali e analogamente organizzando cliniche per la vaccinazione di massa per tutta la popolazione. Il piano tedesco, per esempio, sembra prevedere la conservazione delle dosi vaccinali in un deposito centrale e la loro successiva ripartizione a più di 60 centri regionali, con la possibilità di utilizzare i padiglioni delle fiere per la vaccinazione degli oltre 80 milioni di tedeschi. Il lavoro svolto in questi mesi ci dà un vantaggio competitivo che possiamo e dobbiamo sfruttare. Stando alle ipotesi di questi giorni, all’inizio del prossimo anno si potrebbe voler vaccinare 14 milioni di italiani, ovvero il 23% della popolazione con due dosi da inoculare a 14 giorni di distanza. Riportando questo tema al caso della nostra provincia, si dovrebbero vaccinare 124 mila persone. Con i nostri modelli con sette grandi palazzetti dello sport o analoghe strutture al chiuso l’operazione potrebbe essere ordinatamente conclusa in 28 giorni”.

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