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Coronavirus, Alto Adige sempre più in difficoltà e Kompatscher si appella alla responsabilità dei cittadini: ''Sottoponetevi allo screening di massa''

Mentre l'Alto Adige si prepara all'entrata in vigore della nuova ordinanza, prevista per sabato 14 novembre, accanto alle nuove misure restrittive verrà messo in campo uno sforzo enorme per testare 350mila cittadini. I dati sono d'altronde sempre più preoccupanti e questa operazione viene indicata come "l'unico modo per abbattere il virus". Il presidente Arno Kompatscher: "Partecipate. E' un atto di responsabilità verso la società"

Di Davide Leveghi - 13 novembre 2020 - 17:59

BOLZANO. Mentre l’Alto Adige si prepara ad accogliere le nuove misure decise dalla Provincia (QUI l'articolo) – con la chiusura delle scuole di tutti gli ordini e gradi per una settimana, ulteriori restrizioni sul piano sociale e lavorativo e la messa in atto di un’enorme operazione di testing della popolazione (QUI l'articolo) – i numeri della pandemia paiono non dare alcun segno di cedimento. Nella giornata di venerdì 13 novembre, infatti, i nuovi casi positivi al Coronavirus hanno segnato un nuovo record negativo, attestandosi a ben 820 contagi su 3183 tamponi effettuati (per un tasso contagi/tamponi del 25,7%).

 

In questa giornata terribile, però, è il numero delle morti a segnare un altro balzo in avanti: sono 9 i decessi, per un totale da inizio epidemia di 374 vittime. Con ben 15.984 persone risultate positive al test del Coronavirus in provincia, l’Alto Adige vive però la sua fase più drammatica nelle corsie d’ospedale, dove la pressione si fa sempre più forte: attualmente i ricoverati sono 343 nei normali reparti (a cui si aggiungono 110 pazienti ospitati dalle strutture private convenzionate), 41 quelli in terapia intensiva.

 

Proprio per questo la provincia di Bolzano ha deciso di adottare nuove misure nel tentativo di frenare il contagio e uscire da questa fase travagliata (tutti i provvedimenti sono visibili nel documento dell’ordinanza qui allegato). “Purtroppo le persone positive continuano a essere tantissime – ha esordito il Landeshauptmann Arno Kompatscher – la pressione sugli ospedali aumenta e la situazione si fa sempre più complicata nelle terapie intensive come nelle ospedalizzazioni”.

 

“Nell’auspicio che le misure adottate nelle scorse settimane, che come sappiamo hanno il loro effetto solo dopo una decina di giorni, migliorino la situazione, dopo un confronto in giunta e con il comitato di esperti abbiamo deciso di aggiungere misure protettive anche per il lavoro. La situazione è critica: sono già tante le attività economiche chiuse, ora dobbiamo aggiungere ulteriori regole per le attività produttive. Nuove regole ci saranno per le officine, i cantieri e gli stabilimenti, grazie anche alla collaborazione delle parti sociali”.

 

Settimana prossima tutte le scuole rimarranno chiuse – ha aggiunto – so che la situazione è difficile, per i genitori come per i figli, ma l’obiettivo è uscirne al più presto. Chiedo uno sforzo a tutti, fate un atto di responsabilità e partecipate allo screening, perché solo questo potrà aiutarci a uscire da questa situazione”.

 

Tale concetto viene ribadito anche dai colleghi di giunta Arnold Schuler e Thomas Widmann. È l’assessore alla Protezione civile a prendere la parola per primo. “I test capillari saranno una grande sfida organizzativa che coinvolgerà tutti e 116 i Comuni. Ci appelliamo alla responsabilità di ognuno: approfittatene e fate i test”.

 

A tale appello si accoda come detto l’assessore alla Salute Thomas Widmann, che nomina lo screening effettuato a Sesto Pusteria e Monguelfo-Tesido come precedente favorevole a questo tipo di esperimento, in questo caso portato alla più alta scala provinciale. “Lì siamo riusciti a bloccare il contagio e se ci sarà sufficiente partecipazione ce la faremo anche in provincia. In base ai risultati potremo infatti adottare misure specifiche per i territori più interessati dal contagio e tornare a una semi-normalità. È l’unico modo, siamo tutti chiamati a contribuire alla comunità”.

 

La “chiamata alle armi” da parte dei tre rappresentanti di giunta è stata poi seguita da due interventi tecnici, con cui si sono presentati alcuni aspetti organizzativi del testing massivo previsto per il prossimo fine settimana (venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 novembre). “La nostra priorità è sempre stata quella di aumentare il testing, e per un’operazione del genere sono necessari strumenti più rapidi, così da identificare i casi di positività e metterli in isolamento”, ha spiegato la direttrice del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Azienda sanitaria Elisabetta Pagani.

 

Ciò che faremo venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 novembre è un’operazione di screening mai vista – ha proseguito il coordinatore del progetto “Test rapidi in Alto Adige” Patrick Franzoni – 350mila persone, sotto la supervisione dell’azienda sanitaria, della croce bianca, della croce rossa, dei Comuni, della protezione civile e dei vigili del fuoco, verranno testate in 184 punti sparsi in tutta la provincia, con il dispiegamento di 794 persone tra personale medico e organizzativo. Grazie alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Trento abbiamo fatto una simulazione, con cui puntiamo a interrompere l’indice di replicazione del virus, in questa importante fase pandemica all’1.5, abbattendolo drasticamente allo 0.5”.

 

Franzoni è poi passato a spiegare il funzionamento del test rapido. “L’operazione non dura più di mezz’ora. In 15 minuti circa ognuno potrà essere testato con un test che si inserisce nel naso e che dà di lì a breve il risultato, leggibile e chiaro. Una linea se negativo, due se positivo. Il virus è spesso presente nelle persone quando ancora i sintomi non si sono manifestati. Con questo test potremo bloccare la diffusione del test e abbattere la carica virale isolando le persone positive che non hanno ancora manifestato i sintomi”.

 

Mentre gli aspetti organizzativi attendono ancora d’essere definiti e comunicati, l’unica cosa certa è che saranno i Comuni a decidere in quali luoghi effettuare i test e a comunicarli alla cittadinanza, che senza necessità di registrarsi, potrà partecipare. “Chiedo un ultimo grande sforzo. Portiamo pazienza per le prossime settimane”, ha infine concluso Kompatscher.

 

 

 

 

 

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